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Pescara, 2021

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INDICE

 

 

INDICE.. 3

PREMESSA.. 4

Cap. 1 NASCITA DEL CREAZIONISMO SCIENTIFICO.. 6

Cap.2 PUNTI DEBOLI. 8

Cap. 3 PUNTI DI FORZA.. 10

Cap. 4 CREAZIONISMO ASTRONOMICO.. 12

Cap. 5 IL BIG BANG E’ FALSO.. 16

Cap. 6 GEOLOGIA CREAZIONISTA.. 19

Cap. 7 I FALSI STORICI DELL’EVOLUZIONE.. 20

Cap. 8 FOSSILI ANIMALI E VEGETALI. 24

Cap. 9 FOSSILI UMANI OOPART. 29

Cap. 10 BIOLOGIA CREAZIONISTA.. 31

Cap. 11 IL CORPO UMANO.. 32

Cap. 12 I BATTERI. 34

Cap. 13 LA CELLULA E LE PROTEINE.. 35

Cap. 14 ORNITOLOGIA CREAZIONISTA.. 42

Cap. 15 ARACNOLOGIA CREAZIONISTA.. 48

Cap. 16 LA XENOPHORA: UN CAPOLAVORO CREATIVO DI DIO. 49

Cap. 17 BOTANICA CREAZIONISTA.. 50

Cap. 18 L’ORIGINE DELLA CELLULA VEGETALE.. 52

Cap. 19 LA FALSA TEORIA DELL’ENDOSIMBIOSI. 54

Cap. 20 L’ORIGINE DELLE ALGHE.. 56

Cap. 21 LA MEDICINA GALENICA DI DIO.. 58

Cap. 22 I FIORI DI DIO.. 60

Cap. 23 LE PIANTE DI DIO.. 74

Cap. 24 ORIGINE DEI FUNGHI. 76

Cap. 25 IL NUMERO SETTE DELLO SPIRITO SANTO NELLA CREAZIONE.. 79

Cap. 26 LA MUSICA NELLA CREAZIONE.. 81

Cap. 27 ETOLOGIA CREAZIONISTA.. 84

Cap. 28 IL DILUVIO DEL CREATORE.. 86

Cap. 29 I GIGANTI DELLA BIBBIA.. 92

Cap. 30 LA DIVISIONE DEI CONTINENTI. 95

Cap. 31 STORIA CREAZIONISTA.. 100

Cap. 32 DATAZIONI SCIENTIFICHE E DATAZIONI BIBLICHE.. 102

Cap. 33 LA CREAZIONE BIBLICA.. 106

Cap. 34 IL RIPOSO DEL SETTIMO GIORNO.. 115

Cap. 35 ADAMO, EVA E I LORO FIGLI. 121

Cap. 36 CAINO ED ABELE.. 123

Cap. 37 IL DOPO-CAINO.. 126

Cap. 38 AUTENTICITÀ DEL CREAZIONISMO BIBLICO.. 129

Cap. 39 LA COMUNITÀ SCIENTIFICA.. 133

Cap. 40 CONCLUSIONE CREAZIONISTA.. 138

 

 

 

 


PREMESSA

Anch’io sono stato un evoluzionista, quando accettavo passivamente e disinteressatamente tutto quanto mi veniva proposto, senza alcuno spirito critico e senza fare discussioni.

Consideravo l’evoluzionismo “in progress”, cioè ricco di ulteriori aggiornamenti e di correzioni di ipotesi, in evidente contrasto con la Parola di Dio: ciò mi ha sempre permesso di non considerarlo mai come determinante, solo perché “ille dixit”, qualcuno aveva affermato, che le cose stessero così, dato che qualcun altro prima o poi avrebbe detto di più, di meglio o di peggio; bastava solo aspettare….

Parallelamente però, come credente cristiano NON HO MAI MESSO IN DISCUSSIONE LA CREAZIONE, anzi cercavo di trovare punti in comune che la rendessero plausibile: un giorno è come mille anni, la creazione di Adamo non esclude l’evoluzione precedente, ecc…

Al limite, pensavo che ogni discrepanza si sarebbe chiarita con le scoperte progressive, sia in campo scientifico, sia in campo teologico.

Il mio atteggiamento, comune a molti cristiani, potrebbe anche sembrare contraddittorio, ma non lo è, perché la scienza è per definizione “ipotetica”, mentre la fede è certezza delle cose in cui si spera e in tal senso è più facile credere in ciò che si spera, piuttosto che essere sicuri di una cosa non definitiva.

Solo da alcuni anni ho fatto ricerche e mi sono documentato, fino a trovare di tutto di più.

La ricerca scientifica sta producendo prove inequivocabili non solo della veridicità del testo biblico, ma elementi che sconfessano clamorosamente ogni appiglio alla teoria evoluzionistica.

La strada è comunque in salita, perché il mondo ateo e pagano e quello religioso non evangelico, mal volentieri diffondono notizie che confermano tutte le cose descritte nella Bibbia: ritrovamento dell’Arca di Noè sul monte Ararat, i carri egiziani ritrovati sotto il ramo est del Mar Rosso, i resti sul monte Sinai in Arabia e non sul Sinai della omonima penisola (ci sono due monti Sinai), le ossa dei giganti, l’anello di Pilato, la tomba di San Pietro a Gerusalemme, il DNA di Eva, fossili, reperti e luoghi archeologici biblici, monete della Giudea e non della Palestina, l’evidenza del diluvio, ecc.

Il programma televisivo “Creazione nel XXI secolo” del dott. Carl Baugh poi, mi ha completamente aperto gli occhi e sono diventato un CREAZIONISTA convinto, soprattutto in base alle nuove scoperte scientifiche “mirate”, cioè fatte non per dimostrare vera l’evoluzione o la creazione, ma per capire ed inquadrare la verità, qualunque essa fosse.

In campo scientifico è molto importante essere principalmente onesti, altrimenti si rischia di fare tutti quegli errori “di schieramento” che hanno fatto già troppe vittime in passato, da Galileo a Copernico, da Savonarola ad Arnaldo da Brescia.

Troppa gente è stata dichiarata eretica, perché mancante di fede o perché non preparata scientificamente…

            Dobbiamo sgombrale la nostra mente da ogni preconcetto e da ogni convinzione, creduta non solo con la mente, ma anche col cuore…

            Molti evoluzionisti non vogliono neppure ascoltare ciò che si dice contro le loro convinzioni, perché non hanno nessuna intenzione di mettersi in discussione…

            Pur dichiarandosi atei o scettici, sono uomini di fede, perché credono ciecamente nella scienza!

L'evoluzionismo è stato dichiarato UFFICIALMENTE FALSO dall'OTTANTA per cento degli scienziati inglesi e americani.

Inoltre la teoria darviniana, mantenuta in piedi per OLTRE 150 ANNI come IPOTESI DI LAVORO, dopo inutili ricerche della benché minima prova scientifica, è stata UFFICIALMENTE CHIUSA ed abbandonata a favore della teoria della SELEZIONE NATURALE, dimostrata scientificamente vera dai genetisti.

A tutti gli evoluzionisti che dovessero leggere queste righe, mi permetto di dare le mie più sentite condoglianze per la MORTE della loro amata teoria, che, oltre ad aver portato fuori strada tre generazioni, ha anche sostenuto ed alimentato le fantasie di coloro che hanno sperato di poter dimostrare la non esistenza di un Dio Creatore, cui dover un giorno rendere conto!

Attenzione però: in Italia ci sono rimasti ancora dei jurassik-showman evoluzionisti, che, nonostante tutto, fanno ancora tendenza.

Vorrei proporre alla lettura e alla riflessione due libri che smentiscono categoricamente la teoria darwiniana dell’evoluzione delle specie viventi.

1) L’ERRORE DI DARWIN di Hans Joakim Vilmer. Tale libro esamina dettagliatamente ogni supposizione evoluzionistica e ne conclude volta per volta che, non solo non si è mai trovato l’anello di congiunzione fra due specie, ma che solo "l’ipotesi Dio" è l’unica ipotesi scientifica possibile… rispondente ai parametri di attendibilità e di serietà.

2) DIO CREÒ LA MOSCA di Martin Brookes, giugno 2003 Editrrice Longanesi e C prezzo € 16,00

Tale libro si propone di supplire all’analfabetismo scientifico in Italia.

Lo scienziato inglese, membro di una equipe di ricercatori inglesi, dimostra inconfutabilmente che la MOSCA NON E’ FRUTTO DI UNA EVOLUZIONE, MA DI OPERA CREATRICE DI DIO.

Dalla creazione della mosca a quella dell’uomo il discorso è d’obbligo. Che fa, la mosca sì, e l’uomo no?

            Non si deve essere specialisti e titolari di lauree per capire e giudicare le conclusioni a cui sono giunti gli scienziati, e cioè, ciascuno nel proprio ramo a ritenere falsa l’evoluzione e a rimanere sbigottiti di fronte all’ evidenza di una “creazione”, unica ed irripetibile compiuta appositamente, scientemente e volutamente da un Artista dotato di una sapienza talmente superiore a qualsiasi mente fanta-scientifica, da lasciare meravigliati e muti!

Apparentemente il CREAZIONISMO SCIENTIFICO potrebbe sembrare solo un fatto religioso e forse anche di poca importanza ed invece investe quasi tutti gli aspetti basilari della cultura contemporanea.

Si deve prendere nota di tutta una serie di considerazioni, per eliminare le compiacenti infiltrazioni che l’ipotesi darwiniana ha portato con sé, e cioè:

 


Cap. 1 NASCITA DEL CREAZIONISMO SCIENTIFICO

 

Il “creazionismo scientifico” è ormai diventato una vera e propria disciplina di studio, presente nei motori di ricerca e nelle enciclopedie online.

La sua nascita si fa riferire ad Henry M. Morris, (1918- 2006), evangelico fondamentalista, che fu tra i primi ad affermare e a dimostrare l’inerranza della Bibbia, in tutti gli avvenimenti in essa descritti. Tale scienziato ingegnere è considerato padre del creazionismo scientifico, nonché uno dei fondatori della Creation Research Society e dell'Institute for Creation Research.

In passato la creazione biblica era creduta vera per fede e non dava adito a discussioni od interpretazioni e più che mai a dimostrazioni scientifiche.

Dopo di lui, tantissimi scienziati e ricercatori si sono impegnati del dare man forte a tutti i demolitori di quei discorsi fasulli proposti dagli evoluzionisti.

Citiamo per esempio Henry Frederick "Fritz" Schaefer III, evangelico, creazionista, chimico di fama mondiale, oppure a Jim Holt, evangelico battista, pastore e politico repubblicano, creazionista e anti-abortista, ex senatore dell’Arkansas, o a Thomas Chalmers, teologo, matematico, Capo della Libera Chiesa di Scozia, creazionista, oppure a Ken Ham, evangelico australiano, prof. fondatore dell’AiG (Answers in Genesis), museo ed istituto di ricerca del creazionismo scientifico, oppure ancora a Richard Smalley, (n. 1943) evangelico creazionista, premio Nobel e padre della nano-tecnologia, oppure infine ad altri migliaia di scienziati e ricercatori sparsi per il mondo.

            La convinzione generale è che non ci siano più “creazionisti”, o che comunque siano pochissimi come una razza in estinzione. I mass-media danno ormai per scontato che esistano solo “evoluzionisti”.

            In realtà è il contrario.

 


“CREAZIONISTI”MORTI

Albert Einstein

Alexis Carrel (premio Nobel per la medicina e per la tecnica dei trapianti)

Anton Asimov

Blaise Pascal

Charles Babbage (pron. Bébeg)

Diderot

Faraday

Fedor Dostoevskij

Galileo Galilei

Giovanni Keplero

Giuseppe Garibaldi

Giuseppe Mazzini (la disperazione e l’ateismo sono la stessa cosa)

Giuseppe Mercalli

Gottfried Leibniz

Gregor Mendel

Guglielmo Marconi

Isaac Newton

J. Sebastian Bach

J.C. Maxwell

Leone Tolstoy

Linneo

Louis Pasteur

Ludwig Van Beethoven

René Descartes

Smalley Richard (Nobel e padre della nano-tecnologia)

Thomas Alva Edison

Thomas Chalmers (matematico)

William Paley (teologo 1743-1805)

 

“CREAZIONISTI” ANCORA VIVENTI AL 2018

Dr. Carl Baugh (scienziato e conduttore della trasmissione “Creazione nel XXI secolo”)

dott. Ronald Jenkins, vice-presidente e fondatore del Museo “Evidenza della creazione”

Allan Sandage (Se non c’è Dio, niente ha senso. La casualità proposta dagli atei, è basata su un inganno”)

Anthony Flew

Antonino Zichichi scienziato Prof. di fisica Università di Bologna

Arthur Holly Compton

Augustin Louis Cauchy (matematico)

Carlo Rubbia

Carter Robert (univ. Di Miami)

Cavalli-Sforza (Genetista)

Charles Kingsley

Emily Klark (docende sulla dinamica dei fluidi)

Fabrizio Fratus (saggista)

Floyd Yones (matematico, geofisico e paleontologo)

Francesco Agnoli (scrittore)

Franz Werfel (per chi ha fede, nessuna prova è necessaria, per chi è ateo, nessuna prova è sufficiente)

G.K. Chesterton

Giuseppe Sermonti

Hanz Zillmer (paleontologo ed architetto, scrittore  del libro “Darwin mistake” trad. “L’errore di Darwin”)

Harun Yahya (pseudonimo di Adnan Oktar, scrittore turco musulmano)

Jean Henri Faber

Jennifer Wiseman

Jim Holt (senatore dell’Arkansas)

John Sanford (genetista inglese)

Joseph Mastropaolo (biologo)

Ken Ham (prof. fondatore dell’AiG)

Marco  Pizzuti (libro “Scoperte archeologiche non autorizzate: oltre la verità ufficiale”)

Maurizio Blondet

Meyer Stephen (genetista cellulare)

Michaele A. Cremo e Richard L. Thompson (libro “Archeologia proibita”)

Miloslav Vlk

Owen Gingerich

Stuart Kauffman

Thommy Sharp (prof. e archeologo e biogenetista)

Werner Arber (scienziato)

Altri migliaia di scienziati…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 


Cap.2 PUNTI DEBOLI

DEL CREAZIONISMO

1) Il discorso creazionista è stato finora confinato all’ambito religioso e alla fede dei credenti. Solo in questi ultimi decenni il creazionismo è uscito dalle chiese per mettersi in discussione scientificamente. Il creazionismo scientifico è ora una disciplina molto articolata e consolidata.

2) Si stanno cercando spazi, lasciati “liberi” dagli evoluzionisti “atei” o comunque “non dichiaratamente credenti”, perché gran parte dei mass-media sono in mano ad “evoluzionisti” dichiarati o non-interessati!

3) I creazionisti hanno purtroppo sempre rifiutato, fino a qualche decennio fa, di dimostrare scientificamente le verità bibliche. Solo negli ultimi due decenni si è assistito ad un assalto alle teorie evoluzioniste, screditandole finalmente e facilmente sul piano scientifico.

4) L’ambiguità del mondo cattolico, a volte diplomaticamente composito e permissivo, ha generato l’idea di un qualunquismo scientifico poco affidabile.

5) Il mondo islamico (http://ilmiracolodellacreazioneneldna.blogspot.com/) si sta appropriando di quanto scoperto a favore del creazionismo e lo sta proponendo come frutto di proprie ricerche a favore dell’islam e di Allàh, contro il mondo occidentale corrotto e dedito ad insane argomentazioni evoluzioniste.

 

 

DELL’EVOLUZIONISMO

1) Non si è mai trovata una specie evoluta da un’altra, ma sempre specie diverse dalle altre. Non si è mai trovato il cosiddetto “anello” di congiunzione fra due specie diverse, né animale e né vegetale.

2) Dopo 150 anni di ricerche affannose per dimostrare in qualche maniera la teoria evoluzionista, l’ipotesi darwiniana è rimasta ancora allo stadio di “ipotesi”: non c’è mai stata un’ipotesi che è durata così tanto a lungo, nonostante i risultati pressoché nulli!

3) La selezione naturale non è l’evoluzione, ma è la legge della sopravvivenza; è anche chiamata “micro-evoluzione”, come contrapposizione alla macro-evoluzione equivalente dell’ipotesi evoluzionista del salto di specie.

4) La colonna geologica sarebbe drammaticamente falsa, perché sistemata a tavolino dagli studiosi e non basata su elementi certi. Le date vanno e vengono e sono diverse da libro a libro. Migliaia di anni in più o in meno, tolti o aggiunti con tanta disinvoltura, dimostrano una cosa sola: tutte le datazioni sono arbitrarie e fittizie, ai soli fini di quantificare grossolanamente una classificazione cui non si sa dare altra spiegazione…

5) Darwin fa oltre 800 ipotesi (“supponiamo che”…) costruendo teorie su teorie solo su ipotesi. Finora nessuna delle ipotesi è stata supportata da prove scientifiche.

6) L’evoluzionismo non è coerente ed è contraddetto in tutti i campi delle discipline scientifiche.

7) Le variazioni genetiche, possibili solo all’interno di una specie (variazioni orizzontali come “selezione naturale” detta micro-evoluzione), sono ipotizzate anche in senso verticale, fra specie diverse (mutazione genetica e salto di specie, detta macro-evoluzione): ciò è completamente anti-scientifico, perché privo di prove.

8) Gli evoluzionisti danno per scontato che esiste il caso. William Paley nel 1800 paragonava il caso ad un’esplosione in una tipografia, in modo tale che tutti i caratteri, cadendo, formassero un dizionario! In realtà la combinazione casuale/fortuita non formerà mai un organismo complesso: ciò è scientificamente impossibile! Stessa cosa se noi facessimo cadere all’infinito i pezzi di un orologio sperando che nel tempo, casualmente si formasse il meccanismo di un orologio, la cui perfezione in qualche maniera è paragonabile alla creazione. Anche per una punta di freccia ci vuole un progettista! Albert Einstein spiegò molto bene cosa significhi la frase: “Dio non gioca a dadi!” Tutto fa parte di un progetto e tutto è pianificato. Dobbiamo solo scoprire chi, come, dove, quando e perché!

9) La selezione naturale può operare solo su quello che già esiste e può operare solo per rimuovere ciò che già esiste. Non produce nessuna variazione genetica. È solo l’eliminazione di quegli elementi che non sono adatti a sopravvivere in un ambiente. È la sopravvivenza del più adatto, ma non spiega da dove viene il più adatto. Inoltre in genere ogni mutazione è come un guasto nella selezione, tipo pesci ciechi, coleotteri senza ali, zanzare resistenti al DDT... (David Catchpoole, univ. of New England, Australia)

10) Lo studio dei fringuelli delle Galapagos ha dimostrato che non ci sono salti di specie, perché fra di loro è possibile incrociarsi e prolificare, senza creare specie diverse. L’esempio di Darwin fu un errore madornale di falsa creazione di specie diverse. (Robert Carter, prof.  Univ. Miami)

11) Il fallimento degli studi sul DNA, ha spinto gli evoluzionisti a dedicarsi allo studio del RNA, l’ultima spiaggia, l’inutile e disperato tentativo di replicarsi da solo, senza una proteina che lo aiuti a farlo.

12) La teoria evoluzionistica rassomiglia a quella geocentrica che tenne banco per un millennio senza essere scientifica e neppure vera! Fantasie corroborate da cecità scientifica!

13) “L’ateismo è un atto di fede “nel nulla” e non un atto di ragione” (Zichichi)

 


Cap. 3 PUNTI DI FORZA

DEL CREAZIONISMO

Il creazionismo ha questi punti di forza:

1) nessuna scoperta scientifica ha mai dimostrato qualcosa di anti-biblico.

2) La Bibbia sta riscontrando migliaia di conferme e ciò non è negabile, sotto i profili storico e scientifico. (Toràh code)

3) Nella creazione non c’è mai stato il caos, ma il vuoto.

4) L’abbondanza delle opportunità è caratteristica della mente infinita di un Dio Creatore che ha programmato un equilibrio naturale fondato sullo “spreco”: miliardi di pollini, per impollinare un fiore, milioni di spermatozoi, per fecondare un ovulo, miliardi di pesci per nutrire una balena, miliardi di microscopici esseri (plancton) per nutrire milioni di esseri viventi….

4) La Bibbia parla di un Dio Creatore, che è tuttora presente nella storia umana, sotto forma di apparizioni, estasi, visioni, ispirazioni, effusioni. Gesù Cristo è VIVENTE, perché risuscitato.

5) Prima dell’evoluzionismo c’era il naturalismo che aveva distinto le ere in cenozoica, mesozoica e paleozoica: esso negava l’intervento soprannaturale, ma non sapeva spiegarsi la complessità degli esseri viventi.

6) La scienza non è nemica della fede, perché si fonda su una logica rigorosa che regge il mondo dalle sue strutture più piccole (l’universo sub-nucleare), ai confini del macro-cosmo. Se c’è una logica, c’è un Autore, perché non siamo figli del caos, ma figli della Luce divina. La logica del Creatore è il fondamento stesso della scienza galileiana. (Antonino Zichichi)

 

DELL’EVOLUZIONISMO

L’evoluzionismo ha questi punti di forza, per fare a tutti una specie di lavaggio del cervello (si parla di lobby degli evoluzionisti):

1) L’evoluzionismo è diventata come una “religione”, dove si crede in questo o in quello, esattamente come le altre religioni dove si crede in questo o in quello.

2) Gli evoluzionisti non danno tutte le informazioni, ma solo quelle a favore di questa teoria (propaganda ingannevole)

3) I mass-media ripetono continuamente e con tanta naturalezza, che c’è stata un’evoluzione, e che tutto si è evoluto;

4) In genere si parla di “Madre Natura” e non di Dio Creatore;

5) Nella maggior parte delle università e delle scuole, gli studenti sono chiamati ad impegnarsi a studiare l’evoluzionismo e non c’è approvazione scolastica, se non si condivide tale visione antiscientifica. Si potrebbe ipotizzare che esista come una specie di COMPLOTTO accademico! Chi mette in discussione tale concezione incorre nelle IRE dei professori. Infatti ci si arrabbia quando non si hanno risposte… Si tratta del “mito della comunità scientifica”!

6) Ci sono tanti scienziati DISONESTI, che cercano notorietà e non la verità.

7) Ogni notizia o pseudo-scoperta a favore dell’evoluzione viene sbandierata come se si fosse trovata la pietra filosofale e la panacea di tutti i mali. In realtà, tale euforico entusiasmo è controbilanciato da una mortificante e continua serie di smentite e di confutazioni di tutto il materiale evoluzionistico finora trovato.

7) Si è sempre cercato di proporre la scienza come sostitutiva della religione, per azzerare l’idea di Dio e ciò ha fatto presa in passato al tempo della rivoluzione francese e all’alba della civiltà industriale, quando la tecnica stava rivoluzionando tutta la vita sociale ed economica del mondo occidentale e continua a fare presa nel presente in un contesto di criticismo anti-religioso ed anti-cristiano in particolare. Darwin ha fatto comodo in tal senso, e i suoi scritti non avrebbero meritato tanta notorietà, essendo assai modesti, come consistenza scientifica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Cap. 4 CREAZIONISMO ASTRONOMICO

 

La Terra è opera creativa di Dio.

La scienza non ci capisce niente sulla sua origine e formula ipotesi su ipotesi, più o meno accettabili, ma mai nulla di sicuro e definitivo.

L’origine della Terra e di tutta la “creazione” di animali e piante è ben descritta nei primi capitoli della Genesi, con un ordine sconcertante: prima questo e poi quello.

C’è una sequenza ordinata degli avvenimenti, che la scienza, pur provando a confutarla, l’ha invece dovuta confermare. Adesso quell’ordine cronologico è l’inizio dell’ordine accettato da tutti come l’unico ordine possibile, alla base di tutte le teorie scientifiche evoluzionistiche e biologiche!

Degli scienziati cinesi hanno fatto sapere e divulgato questo: hanno messo nei loro computer l’ordine descritto dalla Genesi e la risposta è stata che, non solo le sequenze creative di Dio erano “in ordine”, ma che, considerando che la Thorà Ebraica fu tramandata a memoria da cinquemila anni e poi scritta all’epoca dell’esilio babilonese, è letteralmente sconcertante che l’unico popolo antico ad avere la soluzione scientifica esatta, fosse solo e solamente il popolo Ebraico!

Inoltre questa equipe di scienziati astronomi cinesi ha fatto fare dei calcoli statistici ed ha comunicato che l’ordine esatto descritto dalla Bibbia è una probabilità su qualche miliardo di altre combinazioni!

Sarebbe stato come vincere alla schedina del Totocalcio… già cinquemila anni fa!

Quando tutti gli altri popoli non avevano scrittura o si arrangiavano ad averne una, di tipo cuneiforme, ideografica o simbolica, il popolo ebraico aveva già una scrittura “fonematico sillabica”, vanto della didattica italiana più moderna!

Un nuovo e incredibile metodo di ricerca biblica è chiamato “Bible code” e usato all’Università di Gerusalemme e di New York. Il testo ebraico è stato scandagliato col metodo di ricerca numerica ad intervalli multipli e “si è provato a mettere nel computer l’intera tavola periodica degli elementi di cui sono composti gli atomi e tale tavola periodica degli elementi (80 dei 92 elementi della Scala di Mendeleief) è stata ritrovata nel verso biblico Deuteronomio cap. 4 versetto 32 (“Interroga pure i tempi antichi, che furono prima di te, dal giorno che Dio creò l’uomo sulla terra, e da un’estremità dei cieli all’altra: Ci fu mai cosa così grande come questa, e s’udì mai cosa simile a questa?”)

Praticamente 80 elementi della tavola erano contenuti in un versetto solo e proprio nel versetto più appropriato della Bibbia!!! Gli altri elementi mancanti stanno nei versetti successivi.” (pag.130 La Matematica di Dio, Donato Trovarelli, Vertigo Edizioni, Roma, ottobre 2016)

Ultimamente l’UNESCO ha dichiarato la Scala di Mendeleief … patrimonio dell’umanità!

Esaminiamo adesso il fatto che la Terra giri su sè stessa in senso anti-orario, così come gira il Sole su sé stesso e come altri tre pianeti, Urano, Venere e Plutone: Gli altri pianeti girano in senso orario.

Questo fatto esclude che il sistema solare si sia espanso, ma che sia stato “composto” o che comunque non è il prodotto di un’espansione, come la teoria del big-bang ha fatto immaginare.

            Inoltre la LUNA mostra sempre la stessa “faccia” alla Terra, girando intorno ad essa, ma contemporaneamente girando su sé stessa in maniera sincrona con la Terra, in orbita geostazionaria, senza sbagliare di un secondo da migliaia di anni, anzi “da sempre”!

            Sembra che Qualcuno l’abbia messa lì e sistemata per bene in tal modo…

Non esiste nell’universo un caso simile! Altri satelliti, per esempio Caronte, satellite di Plutone, gira in maniera analoga alla Luna, ma con la differenza che il pianeta “madre”, volge anch’esso la stessa faccia al satellite. In pratica i due potrebbero essere classificati come due mini-pianeti che girano intorno ad un asse esterno ad entrambi, piuttosto che pianeta e satellite.

La Luna, vista dalla Terra, sorge e tramonta, perché la Terra non gira in maniera sincrona con la Luna, mentre il satellite Caronte sta fermo rispetto a Plutone. Per semplificare sarebbe come il gioco di due bambini che si tengono per mano e girano come una ruota.

Il fatto invece che la Terra giri su sé stessa in 24 ore, provoca le maree due volte al giorno.

            La Luna è opera creativa di Dio, come precisato nella Genesi nel quarto giorno; nei primi tre giorni, essa non c’era!

            Lettura dalla Genesi: “Poi Dio disse: "Vi siano delle luci nella distesa dei cieli per separare il giorno dalla notte; siano dei segni per le stagioni, per i giorni e per gli anni; facciano luce nella distesa dei cieli per illuminare la terra". E così fu. DIO FECE LE DUE GRANDI LUCI: la LUCE MAGGIORE per presiedere al giorno e la LUCE MINORE per presiedere alla notte; e fece pure le stelle. Dio le mise nella distesa dei cieli PER ILLUMINARE LA TERRA, per presiedere al giorno e alla notte e separare la luce dalle tenebre. Dio vide che questo era buono. Fu sera e mattina, il quarto giorno.” (Genesi 1:14-18)

            Praticamente Dio ha dato il Sole alla Terra per illuminarlo di giorno e poi ha messo un bel paralume per la notte.

            La scienza non ha risposte e ha formulato tante teorie, tutte campate per aria e senza prove alcune:

1)Teoria della fissione: sostiene che la Luna sia in realtà un “pezzo” di Terra che si è staccato dal nostro pianeta durante la fase di formazione. Più propriamente, secondo questa teoria, la Luna si sarebbe staccata proprio da lì dove oggi si trova il bacino dell’Oceano Pacifico… Ci ricorda quando si manipola il pongo e ne stacchiamo un pezzo.

2)Teoria della cattura gravitazionale: secondo questa teoria, la Luna era in origine un corpo che “vagabondava” nello spazio cosmico e che successivamente sarebbe stato attratto dal campo gravitazionale terrestre. Avrebbe frenato di colpo, azzerando tutta l’energia cinetica posseduta…

3)Teoria della condensazione: secondo questa teoria, la Terra e la Luna si sarebbero formate nella stessa nebulosa che ha dato origine all’intero Sistema Solare, e la Luna si sarebbe già formata in orbita attorno alla Terra. Stessa spiaggia, stesso mare!

4) Teoria del grande impatto (la più accreditata): secondo questa teoria la Luna si sarebbe formata in seguito a un fortissimo impatto tra la Terra e un altro pianeta del Sistema Solare delle dimensioni di Marte. Questo impatto sarebbe avvenuto subito dopo la formazione del Sistema Solare stesso. Collisione di tre pianeti invece di due… ma del terzo… nessuna traccia!

            Tutti i verbi di tali teorie sono doverosamente al condizionale!

            La Luna ha un fascino tutto particolare ed è stata ispiratrice di tanti artisti e poeti.

            Terra e Luna hanno gli stessi anni geologici e si sono formati insieme. La cosa strana è che la vita sulla Luna non è mai stata iniziata.

            Che la Luna sia un atto indiscutibilmente creativo di Dio è che, guarda caso, dalla Terra, Sole e Luna appaiono della stessa grandezza!

Visti entrambi dalla Terra, il Sole è intenzionalmente grande come la Luna, in rapporto massa-distanza. La maggiore massa del Sole è compensata da maggiore distanza dalla Terra e ovviamente la minore massa della Luna è compensata dalla minore distanza.

Un bel fenomeno astronomico è quello che si verifica con l’eclissi solare totale quando i due corpi celesti in apparenza delle stesse dimensioni in cielo, si trovano una davanti all’altro.

La Luna dista dalla Terra 384.000 km, il Sole dista dalla Terra 149.000.000 km.

Quindi il Sole dista dalla Terra 390 volte circa quanto dista la Luna. 

Il diametro Solare, però, è 395 volte quello lunare.

Questa combinazione di numeri fa sì che, dalla Terra, Sole e Luna appaiano circa della stessa grandezza come si nota, in maniera migliore, durante le eclissi parziali e totali.

Al contrario di tutti gli altri corpi celesti dell’universo, Sole e Luna influenzano la vita sulla Terra, dando energia di giorno e un bagliore di notte.

Studi sul comportamento umano hanno ampiamente dimostrato che la mancanza di sole spinge alla depressione e le persone hanno un sonno migliore durante la nuova luna, mentre è peggiore durante la fase di luna piena.

Anche le donne sono “condizionate” nel loro ciclo mestruale.

            In agricoltura la conoscenza e il rispetto delle fasi lunari sono una condizione indispensabile per la nascita e la migliore crescita delle piante.

Parliamo poi della formazione dei pianeti!

La scoperta di nuovi pianeti extra solari ha portato a rimettere in discussione l’intera teoria sulla loro formazione e sul moto di rivoluzione.

Fino ad oggi si riteneva che le orbite dei pianeti si formassero sullo stesso piano dell’asse della stella ospitante e che il senso della rivoluzione seguisse il verso di rotazione del loro sole.

Che è quanto avviene nel nostro sistema solare.

Ma non è così, come dimostra la scoperta di pianeti con rivoluzioni retrograde e forti inclinazioni rispetto all’asse della loro stella. L’inaspettata scoperta, resa nota in un comunicato dell’ESO, è stata presentata al Congresso degli astronomi del Regno Unito e si basa sul confronto dei dati relativi a “vecchi” e “nuovi” esopianeti.

Tutto nasce dalla scoperta di nuovi pianeti extrasolari (esopianeti, in totale siamo a 2000 nel 2018), compiuta grazie al Wide Angle Search for Planets (WASP) dell’Osservatorio La Silla in Cile.

Quando i dati derivanti da questi nuovi pianeti (ottenuti anche grazie allo spettrografo HARPS) sono stati combinati con le più recenti osservazioni degli esopianeti nella fase di transizione davanti alla loro stella, gli astronomi, una decina di anni fa, sono rimasti sorpresi nel trovare che sei su 27 orbitavano nella direzione opposta alla rotazione del loro sole.

I dati, oggi sono solo da aggiornare.

La nuova scoperta dunque rappresenta un’inaspettata. quanto seria sfida all’attuale teoria sulla formazione dei pianeti.

            La Terra è l’unico pianeta abitato? Per quanto ci riguarda, sì!

            Non siamo autorizzati da Dio ad andare oltre, ed è impensabile farlo!

            Svolazzi di fantasia, pseudo-scientifica, costituita dall’opinione di certi esperti della materia, mettono in campo divulgativo dei mass-media, universi paralleli, x-men, pianeti fantasma, stargate, viaggi nel tempo, ufo, extra-terrestri, alieni, venusiani, marziani, saturniani, rettiliani, orioniani, cerchi sul grano, basi extraterrestri e quant’altro. Che ci sia invece una tecnologia nascosta dalle grandi potenze mondiali, forse è l’argomento che andrebbe meglio ricercato!

            Il vero “esperimento” per l’umanità è invece il progetto “salvezza”, realizzato in pieno dal Messia Gesù, l’Unto di Dio, che riguarda solo ed unicamente l’umanità corrotta e cacciata dall’Eden. Gesù è venuto per salvare un mondo già condannato! (Evangelo di Giovanni cap. 3 versetto 18)

            Non ci sono extra-terrestri buoni, i fantastici “Elohim”, che giocano a fare esperimenti scientifici con noi!

            L’unico esperimento che Dio ha lasciato all’uomo è quello di accettarlo come “Personale Salvatore” oppure no! Moshé, Abramo, e miliardi di credenti, hanno dato “esito positivo” all’esperimento!

            Fallire in questo esperimento, significa essere “sistemati” fra gli scarti inutili, dove c’è il pianto e lo stridor dei denti… (Matteo 25:46)

            In tema di riciclaggio dei rifiuti, l’uomo non credente in Cristo è collocabile tra l’”umido” e i “residui secchi”!

L’astronomia ci dice che nella Via Lattea, solo la Terra ospita forme di vita, perché sta a metà tra il centro e i bordi della stessa. Almeno questo è buona cosa saperlo!

Inoltre la Terra si trova in una fascia, chiamata “zona abitabile dell’orbita solare”: né troppo vicina, né troppo lontana. Una riduzione dell’orbita renderebbe la Terra infuocata e immobile (senza rotazione), mentre un ampliamento renderebbe la Terra gelida come Marte…

I fattori della vita che danno alla Terra la caratteristica di pianeta abitabile, sono almeno 20 e ciò corrisponde ad una possibilità su 15 miliardi di miliardi.

L’universo è dunque un piano intenzionale di un Creatore. “In principio Dio creò I CIELI e la Terra!” (Genesi 1:1)

Einstein scoprì che le leggi matematiche che regolano il cosmo e il macro-cosmo, sono le stesse per il micro-cosmo: strano vero?

Sistema solare e atomo sono stati concepiti da una stessa Mente!

Che meraviglia!

 

 

 

 


Cap. 5 IL BIG BANG E’ FALSO

 

“Da una minuscola particella, estremamente densa ed estremamente calda, si è avuta una esplosione e si è avuta l’espansione dell’universo…”. Così lo definiva Stephen Hawking, cosmologo, astrofisico, creatore di tale teoria e divulgatore scientifico, osannato da tutti gli evoluzionisti, più o meno atei. Studioso dei famosi “buchi neri” dell’universo, morì di SLA nel 2018.

Tale teoria è stata accettata dal mondo scientifico ed universitario come un dogma di fede, dal quale non era possibile uscire. Infatti è presente in tutti i libri di scuola.

Egli sostenne, in un articolo del 2011, in opposizione alla visione fideistico-biblica di Albert Einstein, “che Dio non può conciliarsi con la scienza e non è correlato col nostro mondo. A tal proposito sostenne anche, sulla base del proprio modello cosmologico, e in opposizione al tomismo, che l'esistenza non abbia "causa" e che non esiste quindi una causa (cioè Dio) precedente a essa.” (“Il paradiso è solo una fiaba” Il Secolo XIX. 16 maggio 2011, fonte Wikipedia)

Come nel caso di Charles Darwin, l’uomo giusto al momento giusto in un’epoca di orgoglio illuminista con le sue 800 domande senza risposta, Hawking è stato visto come l’esperto universitario e scientifico, per chiudere, con numeri e formule, anche la bocca a Dio!

Le università accettano il big bang come postulato o come religione e non come verifica scientifica. Le critiche a tale teoria sono tabù!

La realtà però è un’altra, perché dapprima timidamente, ma ultimamente prepotentemente, il creazionismo scientifico sta facendo strada a tante fondate considerazioni, ugualmente scientifiche e dimostrate, che la teoria del Big Bang è una grande e meravigliosa bufala.

 La prima e fondata critica al Big Bang viene dalle recenti scoperte fatte dai radio-astronomi che hanno “visto” che l’universo non si è espanso in tutte le direzioni, come un’esplosione, ma intorno ad un ASSE COSMOLOGICO: questo il big-bang non lo poteva prevedere!

Il che significa che prima esisteva l’asse e Chi lo ha messo, e poi il big-bang!

Intanto, le onde radio, hanno dimostrato che esiste un asse misterioso che “orienta” l’universo: ciò prova che l’universo è sottoposto non al caos ma ad un disegno preciso e misterioso.

I radioastronomi hanno diffuso tanti comunicati su questo asse misterioso…

Tutte le foto con filtri spettrali degli UNIVERSI hanno ripreso espansioni schiacciate.

Il super telescopio lanciato nell’universo, Hubble, è stato puntato dalla NASA in un punto creduto “vuoto” dagli astronomi, e ha così fotografato 17 altri universi, uno dietro l’altro, tutti di tal fatta… Neppure la fantasia umana era mai andata così lontano!

            Lasciando dunque agli “esperti” ogni discussione scientifica, con paroloni e dotte spiegazioni, possiamo concordare, terra-terra, che l’origine del big bang è alquanto bizzarra, perché un punto iniziale si espande… senza dire da dove viene il punto iniziale.

Dal nulla? Nessuno può dare risposte!

Dunque è opera di creazione l’inizio dell’inizio? Nessuna risposta.

Chi crede nel Big Bang crede nell’indimostrabile, nell’invisibile… nell’ignoto, nel mistero.

Secondo questa ipotesi si tratterebbe della “compressione” del NULLA, da cui si espande il TUTTO. Molto bizzarro!

Inoltre il caos non esiste in natura e non è mai esistito: ciò che crediamo “caos” è invece ordine e matematica.

Non c’è nessun posto speciale nell’universo. Ma se l’espansione continua, vuol dire che un punto a ritroso nell’espansione ci dev’essere.

La teoria cosmologica del big-bang è stata recentemente assai screditata, come un’eresia scientifica, ma è anche accettata come una teoria da cui non si può prescindere. Essa produce… Dio! Se l’espansione dell’universo ha prodotto l’essere supremo pensante, l’uomo è Dio!

Personalmente ho potuto parlare con esperti astrofisici, ma ho sempre avuto la sensazione che io stessi parlando con personaggi onniscienti, come Dio! 

Poi apprendiamo del famoso “Paradosso del Big Bang”: l’universo viene classificato relativamente “giovane”, ma con stelle “più vecchie”…

Ecco allora che gli scienziati “creazionisti” fanno gentilmente notare che nell’espansione ipotetica del big-bang si sarebbero formati le stelle e gli ammassi di stelle. Secondo calcoli matematici ed astronomici le stelle si sarebbero formate e continuano a formarsi con una media di 31.746 stelle al secondo. Il che significa che dalla Terra avremmo dovuto vedere tali formazioni, almeno di una stella, cosa mai avvenuta! Dove sono 31.746 stelle al secondo?

Inoltre le teorie sulla datazione dell’universo sono immaginarie, perché il tempo rallenta, se l’universo si espande vertiginosamente, e se ciò è quello che avviene, non è vero che ciò avviene in milioni di anni luce, ma in pochi secondi…perché il tempo, alla velocità della luce, rallenta fino a fermarsi…

In pratica la velocità di espansione dello spazio profondo implica un diverso concetto di tempo.

Quando lo spazio si dilata a tali velocità, il tempo si ferma. Questa è la teoria della relatività, ampiamente dimostrata. Non bisogna essere scienziati per sapere questo.

Se fosse vera la teoria del Big Bang allora, sarebbero bastati solo POCHI SECONDI e non miliardi di anni-luce, in ossequio a quanto affermato dalla Genesi, che evidenzia lo spazio temporale di un giorno, come periodo temporale scientificamente accettabile.

Passiamo infine all’uomo, ultimo punto di arrivo del Big Bang.

Il meteorite Alliente è caduto l’8.2.1969 nello Iucatan in Messico con schegge di diamanti e silicati di alluminio, e struttura carboniosa.

E’ la roccia più vecchia del sistema solare.

Dai composti di tale meteorite deriverebbe tutta la vita sulla Terra: un enzima che si formi con tali componenti è di 10 elevato alla 40.000 potenza. La conclusione è che la natura vivente non può formarsi con tali componenti.

In natura e secondo la chimica attuale, inoltre, il carbonio si combinerebbe solo in maniera semplice e mai complessa. Nessuna soluzione alternativa ha mai funzionato.

Le molecole carboniose producibili non sarebbero in grado di produrre nucleotidi. Gli studi di laboratorio hanno dimostrato, SENZA APPELLO, che l’aggregazione di sostanze non ha mai funzionato sugli enzimi…

La verità è che noi NON siamo della stessa sostanza delle stelle, che sono silicio e altro… noi siamo carbonio!

Per giunta un singolo cervello umano ha una struttura più complessa di un universo con mezzo miliardo di stelle.

Ciò dimostra inequivocabilmente, e sono felice di dirlo, l’esistenza di un Creatore.

Il cervello umano, frutto “ultimo” dell’evoluzione e dell’espansione del Big Bang, è più complesso dell’universo stesso.

Ciò contrasterebbe con tutte le teorie bio-genetiche che hanno sempre dimostrato una perdita e mai un accrescimento di informazioni.

Conclusione: le teorie sull’universo si susseguono a ritmo frenetico, ma nulla è definitivo.

Aspettiamo!

Intanto, al posto del Big Bang, possiamo continuare a vivere tranquilli sapendo che nell’universo c’è, c’è sempre stata e sempre ci sarà l’opera creativa di Dio, il Quale ha creato dal NULLA, perché prima c’era Lui!

Solo “l’ipotesi Dio” funziona, perché non è mai esistito il caos, ma l’idea di un ordine dal quale tutto deriva. I tentativi più recenti del CERN di Ginevra hanno dimostrano come e quanto sia importante … “la particella Dio”!

Capovolgendo il discorso possiamo dire che la vera scienza è Dio.

Conoscere Dio, nelle due forme di Parola Scritta (la Bibbia) e di Parola Vivente (Gesù Cristo, morto e risorto) dà, a chi crede, delle certezze tali, da poter affrontare tutto l’imperscrutabile e tutto l’imprescindibile.

La fede è operativa nella vita dell’uomo, solo se l’uomo accetta di viverla!

La fede mette a disposizione del “nato di nuovo spiritualmente” un Dio d’Amore, che è capace di dargli la prova che Lui è capace di produrre segni, miracoli e prodigi.

Per quanto Lo amano, Dio è disposto anche a cambiare le sue stesse leggi!

La definizione di “prodigio” è molto emblematica e notoriamente negata da qualsiasi scienziato: “fatto, fenomeno, avvenimento che trascende, o sembra trascendere, l’ordine naturale delle cose”. (Treccani)

Non è infatti cosa di tutti i giorni che Dio annulli le sue leggi, per amore dei sui “figli adottivi” nel Nome di Gesù Cristo!

Un cancro può sparire, un corpo irrimediabilmente malato può sanarsi, un morto può risuscitare, ecc.

CREDERE per vedere! Mai il contrario!

Dio esiste anche per chi lo nega!

Nelle cose semplici, Dio ha racchiuso l’infinito.

Prendiamo per esempio la quadratura del cerchio e il rapporto che esiste da sempre fra circonferenza e diametro di un cerchio: è un numero chiamato “pi greco”.

Tale numero è decimale non periodico, che si estende all’infinito, senza mai una sola ripetizione, perché all’interno di questo numero sono contenuti tutti i numeri che esistono al mondo, le date di nascita di ogni singolo uomo, il numero dei suoi capelli, microsecondo per microsecondo, i numeri di banca e ogni altro utilizzo dei numeri.

Questi sono i primi cento decimali del “pi greco”: 3,14159 26535 89793 23846 26433 83279 50288 41971 69399 37510 58209 74944 59230 78164 06286 20899 86280 34825 34211 70679…

Se poi fosse possibile trasformare tale serie di numeri in lettere, potremmo ottenere ogni parola che sia stata concepita in qualsiasi linguaggio umano, comprese le prime sillabe pronunciate da bambini, la storia di ogni singolo uomo, tutto quello che dice, pensa e fa.

Tutte le infinite possibilità del mondo si trovano all’interno di questo semplice cerchio.

Eppure tutto questo è mirabilmente scritto nella Bibbia, lì dove dice; “Tu mi scruti quando cammino e quando riposo, e conosci a fondo tutte le mie vie. Poiché la parola non è ancora sulla mia lingua, che tu, SIGNORE, già la conosci appieno.” (Salmo 139:3-4)

"Prima ch'io ti avessi formato nel seno di tua madre, io t'ho conosciuto; e prima che tu uscissi dal suo seno, io t'ho consacrato e t'ho costituito profeta delle nazioni". (Geremia 1:5)

“Allora il Re dirà a quelli della sua destra: Venite, voi, i benedetti del Padre mio; ereditate il regno che v'è stato preparato sin dalla fondazione del mondo.” (Matteo  25:34)

Anche facendo 22 (numero delle lettere alfabetiche ebraiche) diviso 7 (numero dello Spirito Santo) si ottiene un numero decimale infinito non periodico. Chissà quanti segreti esso racchiude!

 


Cap. 6 GEOLOGIA CREAZIONISTA

            I fossili si trovano solo negli strati di roccia sedimentaria, cioè solo in quegli strati… spostati durante il diluvio!

Tutte le stratificazioni geologiche si sarebbero formate durante il diluvio nel giro di un solo anno solare, a causa di enormi, immensi accumuli di materiale, dovuti alle correnti prodotte da un improvviso innalzamento dei mari e degli oceani per almeno di 6 (sei) km di altezza.

Le dimensioni della catastrofe sono state pressoché inimmaginabili…

Il pianeta Terra cambiò look!

Lo squarcio dello stretto di Gibilterra inondò l’immensa conca del Mediterraneo, all’epoca percorribile a piedi… provocando onde di una tale portata da “scavalcare la Sardegna…

Tutti i nuraghi sono rotti dal lato occidentale!

Stessa cosa avvenne col moderno Mar Nero, all’epoca lago di acqua dolce senza il canale del Bosforo….

Sono stati trovati, sotto il mar Nero, resti di villaggi pre-diluviani e manufatti, a distanza di chilometri dalle coste dell’attuale Romania.

Il lago del “Mar”Caspio si riempì di acqua salata e tale è tuttora rimasto! Che si tratti di un lago, non ci sono dubbi, ma perché sia “salato”, la scienza non ha mai dato risposte.

Qualche geografo ha supposto un canale naturale sotterraneo, che ha collegato in passato il mar Nero col mar Caspio, ipotesi tanto assurda quanto impossibile. Il mar Caspio è al di sotto del livello degli altri mari, nonostante sia rifornito d’acqua da tre fiumi importanti: il Volga, l’Ural e il Kura. Inoltre alte catene di montagne separano il mar Nero dal mar Caspio…

            In tutto il mondo sono presenti strati di gesso bianco di cui sono fatte le bianche scogliere di Dover: è il materiale trovato dovunque in tutti i continenti, Australia compresa, secondo una logica che proviene da onde tzunamiche dell’epoca del diluvio, ripetiamolo alte 6 (sei) chilometri!

Si tratterebbe di un deposito sedimentario globale, provocato da spostamenti, a più riprese, di inimmaginabili proporzioni di acqua fangosa, terrosa, pietrosa, dentro la quale c’era di tutto, piante, animali ed oggetti di civiltà pre-diluviane!

Ci sono state due grandi catastrofi naturali volute dal Signore: il diluvio e l’affossamento di continenti per dividere la Terra, in concorrenza con la teoria scientifica della deriva dei continenti.

Ovviamente entrambi gli avvenimenti sono disconosciuti dalla “scienza”, se non addirittura negati!

 


Cap. 7 I FALSI STORICI DELL’EVOLUZIONE

            La teoria darwiniana dell’evoluzione cominciò ad essere insegnata circa cento anni fa, agli inizi del ventesimo secolo e divenne famosa a causa di un processo che ebbe molta risonanza pubblica mondiale: il processo di Dayton.

           

1) L’UOMO DEL NEBRASKA (citato nel processo di Dayton)

Nebraska Man era un nome applicato a Hesperopithecus haroldcookii , una presunta specie di scimmia. Hesperopithecus significava "scimmia del mondo occidentale" ed era annunciato come il primo primate superiore del Nord America . Fu descritto originariamente da Henry Fairfield Osborn nel 1922, sulla base di un dente trovato dal proprietario e geologo Harold Cook nel Nebraska nel 1917; haroldcookii è stato dato come nome della specie in riferimento a Cook. La scoperta è stata fatta circa dieci anni dopo il ritrovamento di Piltdown Man, un altro possibile antenato umano, che si rivelò essere una bufala.

Sebbene l'uomo del Nebraska non fosse uno scherzo deliberato, la classificazione originale si rivelò un errore.” (https://en.wikipedia.org/wiki/Nebraska_Man)

            La cassa di risonanza fu il PROCESSO DI DAYTON, quando il 10 luglio 1925, un giovane professore supplente di 24 anni, John Thomas Scopes fu accusato di aver insegnato ai suoi allievi che l’uomo derivava dalla scimmia.

Scopes fu difeso da Clarence Darrow e altri dell’American Civil Liberties Union (ACLU) ed accusato da William Jennings Bryan, già due volte candidato alla presidenza degli Stati Uniti ed ex-Segretario di Stato sotto la Presidenza Wilson. Il verdetto finale fu di colpevolezza e John Scopes fu multato per 100 dollari, che non ha mai pagato perché i giudici non avevano il permesso di impostare multe oltre i 50 dollari. (http://www.iniziativalaica.it/?p=3646)

In tale processo fu decisiva la testimonianza del geologo Harold Cook, il quale presentò un dente molare di ominide, soprannominato “esperopithecus harolcookit”, da lui stesso scoperto nel 1923. Ciò costituì la base per autorizzare l’insegnamento della teoria darwiniana nella scuola pubblica a Dayton nel Thennessy nel 1925, con tanto di sentenza di un tribunale. Dopo pochi anni però Harold Cook tornò a scavare per ritrovare l’intero scheletro, ma con suo grande disappunto trovò i resti di quello che non era un ominide ma un grosso maiale preistorico, un “peccary” detto fossile di… maiale!

La comunità scientifica non ha mai pubblicizzato doverosamente l’errore e si continua a insegnare l’evoluzione nelle scuole pubbliche e addirittura a… VIETARE il creazionismo!

L’evoluzione basatasi ormai sul mito dell’anello mancante, vive il trilling di una fiaba dove si aspetta che qualcuno faccia uscire, con la bacchetta magica, uno straccio di prova determinante o credibile…

Il processo fu soprannominato “Il processo alla scimmia”, perché pensavano di giudicare un dente di scimmia, ma in realtà sarebbe stato più onesto chiamarlo “il processo al porco”, trattandosi di un dente di peccary!

L’“uomo del Nebraska” (1928) continua ad essere inserito nei libri di scuola e di storia e preistoria. (http://spazioinwind.libero.it/slvncc/piltdow.html)

            Tutto il materiale fossile finora trovato, rappresenta quasi il 99 percento di quello trovabile: i musei sono pieni di fossili e si presume che non esistano altri fossili che possano sovvertire la terribile conclusione che finora è la realtà scientifica: non esiste l’anello mancante fra specie diverse.

 

2) LUCY (da una canzone dei Beattles)

Un fossile di australopiteco, scoperto ad Afar in Etiopia, da Donald Johanson nel 1974 e dato per antenato dell’uomo dalla propaganda evoluzionista, fu datata a 3 milioni e 200 mila anni fa. Sottoposto a radiocarbonio 14 è stato datato a 10 mila anni fa.

Gli evoluzionisti allora ridussero l’età a 2 milioni e mezzo attribuendole ben 23 date fittizie. Inoltre era una scimmia (scimpanzé) e non camminava eretta, dato che non sono mai stati trovati i piedi e le gambe.

Nessun animale poi può aumentare la statura per necessità.

La comunità scientifica ha dato la smentita in poche righe su qualche mensile… senza creare alcuna eco di massa… Si fecero dipinti di Lucy con mani umane e piedi con l’alluce non prensile, tipico degli esseri umani che camminano eretti. La propaganda gridò al successo, furono ristampati i libri di preistoria e si continua a proporre Lucy come prova dell’evoluzionismo, spostando l’origine dell’uomo dalla Mesopotamia all’Etiopia, in Africa!

La verità fu che Lucy camminava sulle nocche e nel 1996 fu dimostrato che si trattava di uno scimpanzé nano… oppure di un babbuino!

Nel 2000, il 29 marzo un articolo sulla American Science riportava “Lucy è stata detronizzata…. Le ossa erano state mischiate con altre estranee di un cimitero di homo sapiens, vicino qualche chilometro, e ciò aveva spinto a dire che Lucy si cibava di altri animali…”

Non avendo braccia e gambe, le erano state aggiunte prendendo ossa umane da un cimitero etiope lì vicino!

Recentemente un articolo su un’importante rivista scientifica diceva che “Lucy è tornata sull’albero, cacciata da… palazzo e dalla catena dei nostri antenati!”

Questa è la verità, la pura verità, ma è altamente disonesto continuare a mettere Lucy nei nostri libri di storia!

Non si tratta di complottismo, ma di impostura!

Ovviamente adesso vanno corretti di nuovo i libri di storia, eliminando la bufala di Lucy e dell’origine africana dell’uomo primitivo.

(https://www.corriere.it/scienze/15_aprile_10/lucy-scheletro-etiopia-australopiteco-babbuino-ossa-paleoantropologia-fossile-611f7fea-df95-11e4-9755-7346caf2920e.shtml)

            Il coraggio del falsificatore di Lucy è senza precedenti: ha spostato l’origine dell’uomo, dalla Mesopotamia all’Etiopia, contraddicendo di colpo tutti gli studi scientifici di genetisti, di archeologi, di studiosi e di scienziati di tutte le razze, nonché di teologi biblici. Non è da tutti!

(https://www.newscientist.com/article/dn27325-baboon-bone-found-in-famous-lucy-skeleton/)

            A volte si ha a che fare con gente, che mente e crede alle sue menzogne, a tal punto da sfuggire persino alla macchina della verità!

            Questa gente senza scrupoli, pur di emergere nel mondo scientifico ed accademico, ha costruito falsi reperti, falsi miscugli di ossa, e ogni sorta di false prove!

 

3) IL CUGINETTO DI LUCY, chiamato SELÀM (“pace” in lingua etiope), è stato proposto dalla propaganda evoluzionista come l’antenato dell’antenato di Lucy, risalente secondo costoro a 3 milioni e 300 mila anni fa. Si tratterebbe di un “australopitecus forensi”, cioè uno scimpanzé nano, chino e con le dita arcuate, come di chi cammina sulle nocche, scientificamente dimostrato, dallo scheletro della parte superiore del corpo. Che si tratti di scimmia è cosa acclarata ed indiscussa, ma che nesso ha con l’uomo, questo è un mistero degli evoluzionisti.

Non dimentichiamo che ogni reperto che contiene la parola “piteco”, vuol dire che non si tratta mai di uomo o di ominide, ma di scimmia!

L’esame autoptico, rilevando tracce di radiocarbonio 14, ha dimostrato che si tratta di fossile risalente a poco più di 10 mila anni fa.

I libri di testo delle scuole italiane e mondiali vanno di nuovo riscritte, togliendo ogni riferimento alla bufala di  Lucy e alla sua… parentela africana!

Il resto delle ossa dal bacino in giù sta ancora sepolto, ma non interessa a nessuno perché hanno già festeggiato la scoperta e nessuno è interessato a procedere alle solite smentite, poco gradite.

 

4) L’UOMO DI PILTDOWN

“L'Uomo di Piltdown è l'oggetto di una famosa truffa paleontologica perpetrata in Inghilterra e riguardante il falso ritrovamento di resti fossili spacciati, nel 1912, come appartenenti a una sconosciuta specie di ominide.

Il ritrovamento consisteva in alcuni frammenti di cranio e osso mandibolare, dichiarati dagli scopritori come raccolti in una cava di ghiaia nella zona di Piltdown, nell'East Sussex. All'ominide sconosciuto fu dato il nome scientifico di Eoanthropus dawsoni, dal nome dello scopritore Charles Dawson. Il ritrovamento della nuova specie fu oggetto di controversie che si risolsero solo nel 1953, quando il falso fu definitivamente smascherato e fu chiarito come, in realtà, i resti fossero il semplice frutto di una contraffazione, ottenuta combinando l'osso mandibolare di un orango con frammenti di cranio di un uomo moderno. I denti erano stati limati e colorati artificialmente. (Nota 2 pag. 12, Alla ricerca dell’anello mancante, R.Broom, Feltrinelli, 1955)

La beffa dell'Uomo di Piltdown è stata forse la maggiore truffa antropologica della storia.” (da https://it.wikipedia.org/wiki/Uomo_di_Piltdown)

In pratica per quarant’anni il cranio di orango con mandibola umana è stato osannato come l’anello mancante della teoria evoluzionistica ed ha occupato il posto d’onore in tutti i libri di scuola!

Ecco cosa hanno proposto a tre generazioni di studenti: il veleno della menzogna!

            “Nel 1950, però, grazie ad un solerte paleontologo del British, Kenneth Oakley, l’analisi completa del reperto evidenziò quello che i più prudenti studiosi avevano ipotizzato: il cranio non era quello di un uomo, ma di un vero primate, un orango, al quale erano stati aggiunti denti umani, limati e abrasi, e ricoperti di una patina ossidante per testimoniarne l’antichità.

Il resto del corpo venne datato attorno al 1400, e non a migliaia di anni prima; un falso nemmeno fatto tanto bene”. (http://paultemplar.wordpress.com/2008/04/23/luomo-di-piltdown/)

            L’impatto dell’uomo di Piltdown sulla cultura contemporanea è stato come la pietra tombale per tutti i creazionisti, riuscendo a negare ogni veridicità alla creazione del biblico Adamo!

            Se non era per il paleontologo Oakley, oggi staremmo ancora a crederci!  

 

5) L’UOMO DI NEANDERTHAL scoperto nel 1856 in Germania nelle valle di Neandertal presso Düsseldorf.

Fu escluso dalla letteratura evoluzionista nel 1960 insieme allo Zinjantrophus, di cui si fecero però ben tre diverse ricostruzioni facciali, simili ad un orango, ad un uomo, ad una scimmia.

Occorreva dare all’uomo primitivo una faccia, una identità, una credibilità.

Per oltre cento anni tale ominide fu inserito nei libri di storia, al posto di Adamo ed Eva, con grande soddisfazione degli evoluzionisti.

Ma su quali reperti fossili si basava tale eccezionale scoperta?

La parte superiore di un teschio!

Da questo rinvenimento, in base ad esami di biologia molecolare sul DNA sappiamo tutto sulla sua vita: era di pelle bianca e con i capelli rossi, suonava, ballava e cantava, curava i feriti, faceva riti funebri e aveva strumenti musicali.

Se ascoltate attentamente, nella valle di Neandertal, c’è ancora l’eco delle sue canzoni d’amore!

Questa non è scienza! E’ pura fantasia! Per i tedeschi, però è stato molto importante avere in casa un prototipo originale della loro razza!

Peccato che si sia estinto, soppiantato da altro Homo sapiens, quello proveniente dal Tigri ed Eufrate! 

Secondo una spiegazione biblica, molto probabilmente questa razza fu “assorbita” dalla stirpe eletta dei discendenti di Adamo ed Eva, perché i loro maschi erano… sterili!

L’epoca supposta degli scienziati si aggira intorno ai trentamila anni prima di Cristo!

Adesso invece sappiamo che prima di 6000 anni fa, non c’era nessun homo sapiens.

Le ossa di Rapino, in provincia di Chieti, in Abruzzo, sono un esempio di prime civiltà neolitiche.

Un torrente ha cambiato il suo corso e ha scavato un nuovo letto, mettendo allo scoperto decine e decine di tombe preistoriche, ricche di reperti, fra cui femori di donna, usati come armi appuntite. Nelle donne il femore è più lungo di quello dell’uomo.

Tali ossa non hanno più di tremila anni prima di Cristo, confermando la teoria creazionista!

Prima di tali date, ominidi comparivano e si estinguevano, come i neandertaliani e gli Zinjantrophus, ominidi i cui resti furono scoperti in Olduvai Gorge in Tanzania, nel 1959, da Louis Leakey.

Attualmente la scienza ufficiale non ha spiegazioni sull’intero fenomeno.

L’unico dato certo è l’esistenza di Adamo ed Eva, la cui tomba si trova sul monte Calvario, nell’odierna Israele!

 

6) I FOSSILI DI RAMAPITHECUS scoperti in India, nel 1964, prendono il nome dal principe indù RAMA.

Sono serviti per riempire i vuoti dell’albero genealogico dell’homo sapiens.

La verità è abbastanza diversa però. 

Il Ramapithecus è solo una forma complessa di orango.

Nel 1961 Simons pose il Ramapithecus alla radice dell'albero genealogico. 

Lo fece sulla base della "forma della mascella, la costruzione e le caratteristiche dei denti". Simons fu presto sorretto da David Pilbeam a sostegno della scimmia di Rama. (pg 45 "In the Age of Mankind" di Roger Lewin)

I fossili usati per sostenere la rivendicazione di Simons e Pilbeam erano 2 metà della mascella superiore. (pg 45 "In the Age of Mankind" di Roger Lewin). La mascella era spezzata a metà e mancava la parte centrale del palato che collegava i due pezzi. Ciò ha permesso loro di ricostruire la mascella in una mascella a forma di arco (simile ad un umano), piuttosto che in una forma a "V" (come una scimmia).

Lewin dice: "Fossili incompleti hanno portato i ricercatori a ricostruire un palato di Ramapthecus in una forma simile a quella di un palato umano" (pg 44 "In the Age of Mankind" di Roger Lewin)

Se la verità è stata detta, erano i loro preconcetti che il Ramapithecus era legato a noi che ha portato a questa ricostruzione, non avendo fossili completi.

Camminavano in piedi? I denti non lo dicono.

Risultato ovvio: Molti scienziati hanno abbandonato il Ramapithecus come antenato evolutivo dell'uomo. Fu escluso ufficialmente dalla letteratura evoluzionista nel 1979.

 (http://www.angelfire.com/mi/dinosaurs/zramapithecus.html))

 

6) LONGISQUAMA

Si tratta di un piccolo dinosauro pennuto, interpretato per tale dall’unico fossile trovato: in realtà le piume sarebbero impronte fossili di un fogliame su cui morì schiacciato dal diluvio.

E’ stato considerato fin da subito come un falso.

Longisquama è quindi considerato un diapside con strane scaglie, caratteristiche scheletriche ambigue e nessun reale significato per l'evoluzione degli uccelli.

Nelle intenzioni dei truffatori evoluzionisti, doveva rappresentare l’anello mancante fra animali terrestri ed uccelli. (https://en.wikipedia.org/wiki/Longisquama)

Non ha retto alla datazione al radiocarbonio… (da http://freeforumzone.leonardo.it/lofi/Le-falsit-224-dell-39-evoluzionismo/D6815290.html)

 

 

 


Cap. 8 FOSSILI ANIMALI E VEGETALI

 

Questo è il vero campo di battaglia fra evoluzionisti e creazionisti.

I fossili dimostrano la NON-EVOLUZIONE degli animali e delle piante.

Migliaia e migliaia di insetti, di piante, di fiori, di scheletri animali e umani hanno dimostrato che, tanto erano quando morirono sepolti dal fango e tanto sono oggi!

La libellula fossile è identica a quella attuale, le farfalle fossili hanno lo stesso numero di

 

tegoline alle ali senza alcuna mutazione, gli scorpioni sono identici a quelli attuali, i pesci sono gli stessi, le foglie sono le stesse, le ghiande pure, ecc.

Gli scienziati che hanno dettagliatamente studiato per esempio l’ARINGA, hanno visto che l’aringa fossile è identica a quella vivente oggi. 

Stessa cosa per i coccodrilli, gli squali, le aragoste, i gamberi, le tartarughe, il pesce persico, il pesce pipa, pesci volanti, pipistrelli, stelle marine, ippocampi, uccelli, ecc.

I trilobiti sono apparsi improvvisamente sulla scena del mondo e non hanno avuto altra forma di vita precedente, pur essendo complessi e con occhi simili a quelli di una mosca.

Sono stati trovati crani fossili di tigri identici a quelli attuali.

La foglia fossile di platano è identica, con tutti i dettagli, a quella attuale. Stessa cosa per tutti gli altri vegetali fossili trovati.

Parliamo anche delle creature intrappolate nell’ambra, che è il risultato di resine che scorrevano dalle cortecce degli alberi e che divennero pietre fossili. In “formato tridimensionale” si sono trovate formiche volanti ed operaie, vespe, ditteri, api, zanzare, mosche, moscerini, coleotteri, locuste, cavallette, punteruoli del grano, ragni saltatori con le loro ragnatele, termiti, cimici, ceratopogonidi, tricotteri, mantidi, dimatteri (tagliaforbici), millepiedi, afidi, bruchi, farfalle, rane, tarme, coccinelle, ecc. identici a quelli attuali.

Gli entomologi George Poinar Jr. e Roberta Poinar, della Università della California,  hanno pubblicato il libro “The amber forest” con illustrazioni di migliaia di reperti di insetti nell’ambra, che dimostrano di esseri viventi rimasti immutati per milioni di anni, senza subire alcuna variazione alcuna nel tempo.

Dov’è l’evoluzione?

Come si può notare la lotta è sulle date di questi fossili… I milioni di anni schizzano da tutte le parti, secondo criteri aleatori e supposti!

La verità è che non è mai esistito niente di simile ad una “forma di vita primitiva” in nessun periodo della storia e della preistoria!

Gli insetti non sono animali “primitivi”, ma esseri con strutture altamente complesse, invalidando tutte le immagini genealogiche create dagli evoluzionisti, che presentano animali dal più primitivo al più avanzato!

Le forme di vita “intermedie” non sono mai esistite in nessun periodo della storia naturale!

L’albero dell’evoluzione è FALSO!

Lo stesso Charles Darwin scrisse: “Se la mia teoria fosse vera, devono essere sicuramente esistite infinite varietà intermedie che collegano più da vicino tutte le specie dello stesso gruppo. Di conseguenza la prova della loro precedente esistenza potrà essere trovata soltanto fra i reperti fossili.” (The Origin of species”)

Il reperimento e la classificazione di fossili animali sono lo spasso di tutti i geologi e di tutti gli evoluzionisti.

Guai a contraddirli, nelle loro classificazioni fantastiche, confermate e scopiazzate da tutti i libri della cultura ufficiale.

Il mito del fossile intermedio fra specie viventi, è rimasto un mito dopo centocinquat’anni di ricerche affannose. Fra i cento milioni di fossili di duecentocinquantamila specie diverse finora trovati, non ce n’è alcuno considerato “fossile intermedio”!

La creazione improvvisa e contemporanea è la risposta veramente scientifica che si può dare in tutta questa sporca faccenda di miti e leggende degli evoluzionisti.

Come ciliegina sulla torta, mettiamo che gli evoluzionisti tentano e tendono a nascondere i fossili! I musei sono pieni di fossili, che però non vengono citati nei loro libri, mensili e giornali, nei convegni, nei forum e nelle tavole rotonde.

Ogni fossile distrugge la loro teoria!

Ci sono voluti decenni per metterli d’accordo e finalmente gli scienziati sono arrivati a teorie comuni, a dati comuni e a classificazioni comuni.

Non si troverà mai un libro che faccia riferimento al diluvio e alle sue gigantesche ondate di fango, anche se tutti i fossili, è bene ripeterlo, si sono trovati solo negli strati sedimentari della crosta terrestre.

Si nega l’evidenza, la logica, in pratica… la verità.

Parlare di diluvio, significa ammettere la Bibbia, e quindi il Dio che l’ha scritta!

“Dio tuona meravigliosamente con la sua voce e fa grandi cose che non possiamo comprendere.” (Giobbe 37:5)

Figuriamoci se l’uomo con tutta la sua scienza e sapienza, può rispondere a questa domanda di Dio: Dov’eri tu quando io gettavo le fondamenta della terra? Dillo, se hai tanta intelligenza. Chi ha stabilito le sue dimensioni, se lo sai, o chi tracciò su di essa la corda per misurarla? Dove sono fissate le sue fondamenta, o chi pose la sua pietra angolare, quando le stelle del mattino cantavano tutte insieme e tutti i figli di DIO mandavano grida di gioia? Chi racchiuse con porte il mare quando proruppe uscendo dal grembo materno? …Conosci tu le leggi del cielo, o puoi tu stabilire il loro dominio sulla terra?” (Giobbe 38:4-33)

Sembra di vedere i tempi attuali e Dio che interroga gli scienziati atei ed evoluzionisti: “Orsù, cingiti i lombi, come un prode, io ti interrogherò e tu mi risponderai. Vorresti proprio annullare il mio giudizio, condannare me, per giustificare te stesso?” (Giobbe 40:6-8)

La “vera” geologia dovrebbe dividersi in due ere o periodi, prima e dopo il diluvio!

Invece dobbiamo ancora leggere che la terra si è creata da sola, raffreddando una palla di fuoco, schizzata da un Big Bang. Ecco!

La cosa dunque dovrebbe essere pacifica per tutti, ma non è così.

Ogni tanto esce qualcuno fuori dal coro!

Ormai sono migliaia gli scienziati che si dichiarano creazionisti e che non credono più alle datazioni fantastiche degli evoluzionisti.  Circola in internet una lista di migliaia di chimici, genetisti e uomini di scienza che sono usciti allo scoperto contro la teoria darwiniana.

Il chimico John Pendleton, chimico accreditato presso il mondo accademico americano, ha avuto testimonianze di pterodattili ancora viventi in Papua Nuova Guinea e in Messico

Creduto estinto da 65 milioni di anni fa, è invece vivente e se ne stanno trovando gli ultimi esemplari ancora viventi. Questo perché la datazione data dagli evoluzionisti è puramente immaginaria, come quella su tutti i dinosauri.

Stegodattilo un uccello dalla lunga coda esiste ancora (5-6 avvistati in Nuova Guinea) e non si è estinto 65.000 anni fa.

San Giorgio ne uccise uno, nel 300 dopo Cristo! Dai fossili, sappiamo che ha le squame che non si possono separare eccetto che sul collo. San Giorgio lo uccise sul collo, con la lancia, perché non aveva squame apribili. Solo il collo era vulnerabile e stranamente la leggenda fornisce questo dettaglio, rivelatosi “fondamentale” per essere credibile.

            La libellula “meganeurossis” è stata ritrovata per intero, ma con le dimensioni di un metro e mezzo. Lo studio sul fossile ha dimostrato che è identica a quella attuale, sia pure con dimensioni ridottissime, a causa delle mutate condizioni ambientali. Non c’è stata evoluzione.

            I fossili dei “grandi animali” hanno mostrato che avevano polmoni “piccoli” rispetto al fabbisogno di ossigeno per vivere (rapporto massa-ossigenazione). La spiegazione sta nel fatto che all’epoca “pre-diluviana” la pressione atmosferica era DOPPIA (bar 2) rispetto a quella attuale, perché il diametro della Terra era minore. L’espansione della Terra e la diminuzione conseguente della pressione atmosferica fu essenzialmente la causa della morte di tutti quegli animali che avevano polmoni piccoli. L’uomo ha sempre avuto polmoni grandi, per ossigenare il cervello, assai complesso.

Dio ha fatto l’uomo, molto bene, fin dall’inizio!

Oggi, la pressione minore comporta la perdita di potenza celebrale alla nascita, immediatamente… per mancanza di ossigenazione DOPPIA rispetto a quella “originale”.

I dinosauri non si sono estinti a causa dell’impatto di un meteorite, ma… per mancanza di ossigeno!

I loro polmoni erano inadatti a dare ossigeno a un grande corpo, in un habitat con pressione atmosferica ridotta alla metà di quella necessaria per la loro sopravvivenza!

La drosophila melanogaster (moscerino della frutta) non deriva da nulla e non si è evoluta.

Esemplari identici a quelli attuali sono stati trovati nelle gocce di ambra, che è una resina fossile, equiparata alle pietre preziose. Sempre nell’ambra sono stati trovati numerosissimi insetti identici a quelli attuali, zanzare comprese… Nel film “Jurassik Park” tutto comincia con una zanzara dentro un’ambra… Nel film, immaginano di trovare nel corpo della zanzara, il sangue di un tirannosauro, punto da essa…

Più che di un sogno, dovremmo parlare di incubo!

A Glen Rose, in Texas, si sono trovate impronte di GATTO insieme a quelle di morganodonti (piccoli topi) insieme ad impronte di dinosauri: questo è un assurdo evoluzionistico, in quanto, secondo gli evoluzionisti, i mammiferi sono “apparsi” per ultimi…

            Un triceratopo aveva un cucciolo tra i piedi, uno dentro la pancia ed è morto mentre stava partorendo: tutti segni questi di una morte improvvisa, come per esempio durante il diluvio…

            Tirannosaurus Rex detto T-rex: non era un carnivoro predatore, come vogliono rappresentarlo, in rapporto al suo aspetto abbastanza inquietante. Era invece uno “spazzino”, perché dotato di enormi e lunghe narici tipiche dei necrofagi.

Aveva poi gli occhi laterali e non frontali, tipici dei carnivori predatori. La dentatura poi era quella di chi si nutre di carogne.

Sono stati trovati resti fossili di T-Rex con la schiena all’ingiù e con le code aggrovigliate gli uni agli altri, come se fossero stati tutti travolti e trasportati dall’acqua di un diluvio.

Dunque c’erano al tempo del diluvio?

I polmoni erano piccoli, insufficienti ad ossigenare il sangue di un animale di quella enorme mole. Ciò si spiega considerando che il T-Rex è vissuto nel periodo pre-diluviano, quando la Terra era più piccola di diametro e l’atmosfera terrestre era il doppio di quella attuale. Oggi non potrebbero respirare.

Infine sono state trovare orme di T-Rex (150 metri di percorso a Glen Rose nel Texas) con dentro orme di piede umano…

Questo reperto è chiamato “oopart” (out of place artifact, reperto fuori posto senza spiegazione scientifica), perché l’età attribuibile oscillerebbe fra i 110 milioni di anni fa delle orme del T-Rex e i 6 mila anni fa delle orme umane)

Tutti i fossili sono databili al periodo pre-diluviano.

Cosa c’entra il diluvio o il riferimento ad esso?

Il concetto di “fossile” è legato alla sua stessa definizione: un organismo deve essere sepolto rapidamente dopo la sua morte, prima che ne subentri la decomposizione o venga aggredito dagli agenti demolitori. Nella maggior parte dei casi questo seppellimento avviene ad opera della deposizione di sedimenti, come la sabbia o il fango trasportati dall'acqua, che ricoprono, depositandosi al fondo, gli organismi morti.

Spesso, troppo spesso si tratta di fango, tanto fango, trasportato da acqua, tanta acqua… Si tratta di decidere da dove è venuto questo fango e trasportato da quale acqua. Sono dimensioni apocalittiche.

La cosa da considerare a favore del diluvio è che i fossili si trovano inglobati nelle rocce SEDIMENTARIE, rocce cioè trasportate per qualche ragione e sedimentate a strati.

Non si trovano fossili in altri tipi di stratificazioni, segno questo che tutto è avvenuto in pochi istanti e in dimensioni considerevoli, in ragione di ondate immense che si sono succedute ad altre ondate immense.( https://www.youtube.com/watch?v=ObBgba1AmoA)

            Ma il vero busillis di tale discorso sulla datazione è costituito dai FOSSILI POLISTRATI.

Nel 1975 a Glen Rose, in Texas è stato trovato il fossile di un intero albero, che però sta in tre strati diversi: arenaria, strato calcareo e carbone.

La chioma è in uno strato di arenaria, mezzo tronco sta in uno strato calcareo-siliceo e la base del tronco e le radici stanno in uno strato carbonioso.

Questo è possibile solo pensando alle diverse ondate di un diluvio universale, dato che il carbone in laboratorio è creabile in sole 2 ore e non in milioni di anni…

Un albero con la cima fossile, il tronco siliceo e le radici carboniose… Il carbone si produsse in poco tempo, con acqua, calore e pressione, in conseguenza di un diluvio…

Gli scienziati creazionisti sono d’accordo nel ritenere che questo fenomeno dei fossili polistrati sia dovuto all’acqua e alla combinazione di tre condizioni indispensabili: acqua, calore e pressione.

            Molto singolare poi è risultato il fossile di un lombrico sepolto vivo e ritrovato come fossile polistrato… non più di 2 milioni di anni fa, ma di 6 mila anni fa …

Questo lombrico è pietrificato, ma non sta nello strato giusto, come indicato dagli evoluzionisti…

Tutti i fossili di vegetali poi dimostrano che la loro conservazione nella roccia è avvenuta istantaneamente, senza putrefazione o compostaggio.

Marmi con foglie “stampate”, stanno a dimostrare che le foglie non hanno avuto il tempo di alcuna degenerazione, ed animali come le meduse, non hanno avuto neppure il tempo di evaporare, cosa che in natura avviene in poche ore.

In base a queste considerazioni, sono molto aleatorie tutte le datazioni degli evoluzionisti, e ogni riferimento ai cosiddetti “fossili guida”.

Conclusione: ogni spiegazione scientifica che non tiene conto del diluvio e dei suoi effetti è aleatoria e inattendibile.

Che gli evoluzionisti siano inclini alla menzogna e al pressappochismo è cosa ormai acclarata e ciò depone ampiamente a loro sfavore.

Il tutto è stato trattato in un capitolo a parte, dal titolo: i falsi storici dell’evoluzione…


Cap. 9 FOSSILI UMANI OOPART

 

            Un strada ancora tutta da percorrere è quella dello studio degli “oopart”, dei reperti fuori posto senza spiegazione scientifica, dall’inglese “out of place artifact”.

            Si tratta di reperti che gli scienziati evoluzionisti non sanno classificare e sui quali non hanno nulla da dire. Esaminiamone qualcuno.

 

1) PISTA TAYLOR del Texas

Il geologo Don Patton fece prosciugare il fiume Poluxi River per mettere a secco 160 metri a valle della pista Taylor e scoprire 136 orme contigue di dinosauro, dentro le quali ci sono impronte umane.

Gli originali di rocce stanno a Glen Rose in Texas e furono ritenuti un assurdo scientifico: un’orma di un piede umano su una roccia del periodo permiano dell’epoca attribuita dagli evoluzionisti di 225/250 milioni di anni fa.

In realtà essa, sottoposta ad esami e ad altre strumentazioni ha dimostrato di essere un fango pre-diluviano.

La conformazione della superficie su cui sono le impronte di dinosauro mostrano segni di increspatura tipiche delle spiagge.

Queste dimostrano che scorreva l’acqua e che il terreno si è indurito rapidamente e si è seccato, per far posto allo strato soprastante che si è seccato e indurito altrettanto rapidamente, nel giro di un anno massimo, e non di milioni di anni.

Si procede per indizi e la presenza “umana” contemporanea a quella dei dinosauri è confermata dalle loro orme “fossili” quasi contemporanee.

 

2) In Oklahoma una roccia del cretaceo, contiene suppellettili umane di 275 milioni di anni fa… 

Nessun dinosauro poteva fare quelle suppellettili… di 4500 anni fa!

In pratica si tratta di una ciotola di ferro purissimo (Fe), costruita dall’uomo, che è stata trovata immersa in uno strato di antracite. (oopart: out of place artifact)

Il ferro purissimo oggi non esiste in natura e si può produrre solo in laboratorio e con una pressione DOPPIA a quella atmosferica attuale. Tale pressione DOPPIA (bar 2) era “naturale” all’epoca “pre-diluviana”, perché il diametro della Terra era minore di quello attuale.

 

3) Il mortaio con pestello di Table Mountain, in ferro, ritrovato in un deposito di arenaria risalente a 55 milioni di anni fa. The Table Mountain mortar with pestle, rappresenta in maniera drammatica l’imbarazzo del mondo scientifico, incapace di dare spiegazioni o indicazioni di sorta. Il manufatto in ferro è senza dubbio opera umana, quando l’uomo, secondo la Bibbia, maneggiava e fondeva metalli: “E Zilla partorì anch’essa Tubalcain, l’artefice d’ogni sorta di strumenti di rame e di ferro, e la sorella di Tubal-cain fu Naama.” (Genesi 4:22)

 

4) L’impronta di William J. Meister, trovata nel 1968: un sandalo umano sopra un trilobite sotto la punta e un fossile sotto il tacco… 

L’impronta di piede umano, il trilobite (2/3 milioni di anni fa) e un altro animaletto sotto il tallone, sono stati prodotti in contemporanea… come quando uno va in riva al mare e lascia un’impronta sopra le telline e altre conchiglie morte sulla riva… Come fu possibile produrre una simile impronta? Solo se si pensa ad un periodo immediatamente pre-diluviano, possiamo dargli una giusta spiegazione. Il fatto è che i creazionisti hanno datato i trilobiti e non ne escono fuori. Dovrebbero rivedere le datazioni ed accettare che i trilobiti non si erano estinti o evoluti! E’ più facile rifiutare tutto, piuttosto che ritoccare date e teorie!

 

5) In Perù, il dott. Gutierrez ha trovato in uno strato del periodo “cretaceo” due palmi di mani umane fossilizzate, solo che il periodo del cretaceo, secondo gli evoluzionisti, avrebbe dai 65 ai 140 milioni di anni… Le ossa sono inequivocabilmente umane e sono di due mani complete, senza dubbio alcuno. Il problema è che l’uomo non poteva lasciare la sua impronta 65 milioni e oltre di anni fa… L’unica spiegazione possibile è che le datazioni date a tavolino dai geologi sono FALSE e artificiose solo per motivi di classificazione di studio.

 

6) Impronta di Burdick (Burdick Track)

Si tratta di un’impronta umana in un calcare, trovata a Glen Rose, Texas. La lunghezza dell’impronta poteva appartenere a persona dal fisico imponente di circa 7 piedi (2,3 metri).

Nel Paluxy River poi sono state trovate altre 80 impronte simili. In pratica tali impronte sono state impresse e poi conservate dalla pressione dell’acqua e fango del diluvio.

 

 

 

7) Martello di London

Nel 1936 a London in Texas, Max Hann e sua moglie trovarono un martello in ferro e legno fossile trovato in un blocco di arenaria. Il martello, considerando l’arenaria, dovrebbe avere 115 milioni di anni, ma al RC14 ne ha dimostrati solo 10 mila.

Gli evoluzionisti lo considerano un falso, perché non riescono a classificarlo in nessun modo e neppure a considerare cosa sia successo per trovarlo in quella situazione. L’ipotesi diluvio, con le sue ondate, è scartato a priori.

In pratica viene scartata l’unica spiegazione possibile!

Il ferro, come per altri reperti pre-diluviani è purissimo e il legno risale a qualche migliaio di anni circa avanti Cristo.

 

 

 

 

 

 


 Cap. 10 BIOLOGIA CREAZIONISTA

            La genetica e tutte le ricerche sull’origine dell’uomo hanno distrutto completamente e definitivamente la teoria evoluzionistica!

            GLI STUDI SULLA DOPPIA ELICA DEL DNA hanno dimostrato che ogni variazione del DNA è sempre “peggiorativa”, MAI MIGLIORATIVA, per la SECONDA LEGGE DELLA TERMODINAMICA.

Quando si verificano le mutazioni, esse operano per distruggere informazioni esistenti, come nel caso dell’anemia falciforme, che permise alle popolazioni africane di sopravvivere alle infezioni malariche, perché l’emoglobina aveva perso funzionalità nel processo. La stessa cosa avviene per i geni antibiotico-resistenti. In pratica selezione naturale e mutazioni operano nella direzione sbagliata per l’evoluzione!

Ciò dimostra, senza ombra di dubbio, che l’uomo NON deriva dalla scimmia, a meno che non vogliamo considerare l’uomo come una variazione “peggiorativa” della scimmia!

Oppure potremmo considerare la scimmia come variazione peggiorativa dell’uomo!

In un certo senso, a vedere certe “bestie” ai governi del mondo, la cosa non dovrebbe sorprendere!

Rimane il fatto indiscutibile che il sangue della scimmia non è compatibile con quello dell’uomo e viceversa!

Il sangue dell’uomo (A,B,AB,0, più/meno) è mortale se inserito nelle vene di una scimmia e viceversa!

Inoltre Chi ha messo di botto tutte le informazioni contenute nel DNA?

Se non Dio, chi?

La scienza studia gli effetti, ricercandone però le cause.

Per questo motivo quasi la totalità dei genetisti è apertamente creazionista!

L’“ipotesi Dio” è l’unica meravigliosa strada percorribile, e come Giobbe,, possiamo affermare con sicurezza: “Chi fece me nel grembo di mia madre, non fece anche lui (il mio servo)? Non ci ha formati nel grembo materno uno stesso Dio?” (Giobbe 31:13)

Ed inoltre: Prima che i monti fossero nati e che tu avessi formato la terra e l’universo, anzi, da eternità in eternità, tu sei Dio.” (Salmo 90:2)

Dio dice di Sé nel Suo Sacro Libro: “A me appartiene il consiglio e il successo; io sono l’intelligenza, a me appartiene la forza.” (Proverbi 8:14)

In Gesù Cristo sono nascosti tutti i tesori della sapienza (Colossesi 2:3) e vi sono ancora molte altre cose che Gesù ha fatte, le quali se si scrivessero ad una ad una, credo che il mondo stesso non potrebbe contenere i libri che se ne scriverebbero.” (Giovanni 21:25)


Cap. 11 IL CORPO UMANO

Un CERVELLO UMANO è più complesso di tutta la galassia messa insieme.

Ciò significa una cosa sola, che la galassia è inferiore al cervello umano.

Sarebbe come dire che il cervello umano si è evoluto superando la galassia stessa, sfuggendone al controllo.

Nei film di fantascienza si sono ipotizzati casi di creature artificiali che diventano “umane”, sostituendosi poi all’umanità stessa… (I.E. di Spielberg, Terminator di James Cameron, ecc)

Il neuropatologo Rajesh Kalaria, dell’Università di Newcastle (UK), studioso del cervello umano da più di quarant’anni, è stupefatto dal fatto che neuroni e dendriti formano una fitta rete perfettamente ordinata. Miliardi di neuroni comunicano fra di loro attraverso lunghe fibre dette “assoni”.

Inoltre un singolo neurone può creare migliaia di connessioni con altri neuroni attraverso fibre ramificate chiamate “dendriti”, in modo da creare un numero astronomico di connessioni, le sinapsi, in un intreccio di neuroni e dendriti perfettamente ordinato. I neuroni inviano fibre ad altri neuroni “bersaglio”, se non addirittura a punti ben precisi di altri neuroni, guidati da segnali chimici. Senza queste chiare istruzioni scritte nel nostro DNA, le fibre in crescita si perderebbero…

Siamo ben lontani dal capire come si fissano idee, pensieri, ricordi, ecc. e questo dimostra l’esistenza di una Mente Divina infinitamente superiore alla nostra.

            La genetica ha finora ampiamente dimostrato che tutte le specie umane derivano solo da due esseri distinti geneticamente : uno chiamato “l’uomo della scienza” (Adamo) e uno chiamato “seconda origine genetica” (Eva) 

E’ proprio lo scimmione a dirci che i neodarwinisti hanno torto.

Ogni volta che la teoria di Darwin viene rimessa sul tavolo, ecco accorrere sul campo l’orda degli scimmioni.

Le copertine dei rotocalchi si affollano delle truci immagini di quelli che la vulgata darwiniana ci ha assegnato come progenitori, come controparti di Adamo. Alla tavola dell’evoluzione, lo scimmione è un convitato d’obbligo!

Chi non ha visto, anche in edizioni recenti, scolastiche o giornalistiche, la pretestuosa fila dei nostri antenati, che comincia con una scimmia china sulle nocche e prosegue con sei-sette esseri (senza coda) che gradualmente si erigono sino a raggiungere la stazione eretta di un maschio bianco anglosassone?

Il pensiero, la mente, il linguaggio, sono per Darwin prodotto della materia cerebrale, risultato del grande sviluppo del cervello di Homo, ultimo successo della selezione naturale.

Purtroppo per lui però, La scimmia e l’uomo-scimmia non parlano ed hanno LA CODA!

Ernst Haeckel, alla fine dell’Ottocento, immaginò un “Pitecantropus alalus” (uomo-scimmia senza voce), precursore dell’ “Homo stupidus”, che poco capiva, e infine del “sapiens”, che sapeva e parlava.

 

 “I darwinisti si opponevano così al prologo di Giovanni: “In principio fu la parola”, prima dell’uomo, prima di tutto.” (prof. Giuseppe Sermonti, scienziato genetista, (anno x numero 261, pag.2 il foglio quotidiano venerdì 4 novembre 2005)

ALL’INZIO DI TUTTA LA STORIA DELL’UNIVERSO C’ERA DIO CHE PARLA E DICE: FACCIAMO L’UOMO. (Genesi 1:26)

E dopo aver fatto l’uomo, Dio gli diede subito la capacità di parlare: “L'uomo diede dei nomi a tutto il bestiame, agli uccelli del cielo e ad ogni animale dei campi”. “Genesi 2:20)

Esaminiamo alcuni punti “fermi” della biologia, punti cioè per i quali il dibattito scientifico è terminato, con affermazioni non più aleatorie o discutibili, perché costituiscono ormai “ricerca conclusa”!

            L’ARCO AORTICO sopra il cuore ha QUATTRO arterie che danno, con precedenza su tutto il sistema circolatorio del corpo, sangue ossigenato al cervello, anche in condizione di stress, o di trauma.

Dio ha fatto il cuore e… il cervello, dando al cuore la capacità di mantenere sempre il cervello in piena funzionalità, anche in condizioni di stress o di occlusioni totali o parziali di arterie e vene!

L’uomo non ha antenati animali, perché il cervello umano non è frutto dell’evoluzione, neppure se potessimo aspettare un tempo infinito…

E’ più complesso dell’universo stesso e niente può autorizzare a credere che l’universo stesso, grande e complesso, possa aver prodotto un qualcosa più grande e più complesso di sé stesso.

Esso è dunque il frutto di un Creatore, amorevole ed estremamente generoso.

Il Dio del cervello, ha fatto in modo che esso sia sempre irrorato di sangue ben ossigenato, anche nelle condizioni più estreme, oltre le quali si verifica la necrosi!.

Questo è ciò che mette in evidenza in maniera ovviamente scientifica e documentata Mihael Georgiev, recentemente scomparso, nel suo libro “Charles Darwin oltre le colonne d'Ercole. Protagonisti, fatti, idee e strategie del dibattito sulle origini e sull'evoluzione” (Gribaudi Ed. anno 2009 Prezzo: € 20)

Questo medico ricercatore e scienziato è stato una fonte incredibile di informazioni, tutte valide e tutte verificabili: http://win.origini.info/articoli.asp?sezione=Scienza_e_Bibbia

 

La ricercatrice nefrologa Céline Granolleras, dell’Università di Montpellier in Francia, ha studiato per oltre vent’anni, il modo con cui i RENI stimolano la produzione di globuli rossi.

Se si perde molto sangue o si è ad altitudini elevate, il corpo umano “va in debito” di ossigeno: i reni hanno sensori che in carenza di ossigeno nel sangue, stimolano la produzione di “EPO” (eritropoietina), il cui livello può aumentare anche mille volte. L’epo a sua volta interagisce con specifici recettori (epor) presenti nel midollo osseo a produrre più globuli rossi, che così trasportano più ossigeno. Tali ricerche e scoperte sono a disposizione della scienza medica dal 1985. Solo un Dio Creatore poteva realizzare un sistema “ad effetto domino”, così complesso ed efficace!

 


Cap. 12 I BATTERI

I BATTERI non si sono evoluti, perché la loro conformazione genetica è estremamente complessa…. La complessità esiste dalle origini!

Inoltre i batteri interagiscono con l’ambiente e producono escrementi biodegradabili… cosa già perfetta!

Essi biodegradano qualunque cosa (carne, vegetali, feci, ecc.)

Le recenti scoperte hanno dimostrato che essi “comunicano” fra di loro e lo fanno in tre diverse tonalità, con un linguaggio sofisticato, come quello degli uccelli.

Inoltre essi sono contemporanei ai trilobiti, e questo è un assurdo dell’evoluzione.

Fin da principio i batteri si sono improvvisamente manifestati e sono in simultanea con l’uomo.

Tutta l’evoluzione cade proprio dall’inizio della sua teoria fantastica!

La biologia molecolare, la biochimica e la genetica hanno dimostrato, senza ombra di dubbio, che il sistema responsabile della produzione degli enzimi, senza i quali la sintesi delle proteine non può avvenire, è identica, dal batterio a tutti gli esseri viventi, uomo compreso.

In pratica lo stesso meccanismo della vita è esistito fin dall’origine.

Questo fatto costituisce la “prova regina” che l’evoluzione non c’è mai stata e non potrà mai esistere.

“L’uomo è un essere “originale”, che non deriva da nessuna altra specie. La genetica rifiuta ogni altra affermazione contraria.” (Sermonti)

Molti scienziati evoluzionisti si sono impegnati nel tentare inutilmente di produrre “il brodo primordiale”, cioè un miscuglio si sostanze inerti che, aggregandosi, avrebbero prodotto le basi per la “nascita” di qualche battere “primordiale”!

Si citano gli inconcludenti e assai criticati esperimenti di Oparin, di Miller ed Urey, che non hanno dato alcun risultato scientifico, ma hanno aggiunto altre fantastiche soluzioni, quali la vita derivante da vulcani sommersi o da sorgenti sottomarine idrotermali!

 La favola continua con la proposta di polimeri formati probabilmente su rocce calde o su argille, con aggregati molecolari avvolti da membrane.

Giustamente è sembrato ecologico mettere in una busta tutto questo liquame!

La supposizione di procedere dai “procarioti” agli “archeobatteri e ai eubatteri” è stato il primo passo per cadere dalla padella alla brace!

Strutture viventi complesse ed auto-rigeneranti, capaci di sopravvivere dovunque ed in condizioni estreme, sarebbero state prodotte dal “caso fortuito”!

Peccato però che i batteri siano contemporanei a tutte le altre specie viventi, trovate nei fossili!

Creazione fortuita, salto di specie e selezione naturale, sostituiscono il Creatore!

Adesso vediamo che ne pensa Dio!

“Guai a colui che contende col suo Creatore, egli, rottame fra i rottami di vasi di terra! L'argilla dirà essa a colui che la forma: "Che fai?" o l'opera tua dirà essa; "Egli non ha mani?" (Isaia 45:9)

“Non lo sai tu? Non l'hai mai udito? Il SIGNORE è Dio eterno, il Creatore degli estremi confini della terra; Egli non si affatica e non si stanca; la Sua intelligenza è imperscrutabile.” (Isaia 40:28)

“Per questo motivo io, Paolo, il prigioniero di Cristo Gesú… di cui io sono diventato servitore secondo il dono della grazia di Dio a me concessa in virtú della sua potenza. A me, dico, che sono il minimo fra tutti i santi, è stata data questa grazia di annunziare agli stranieri le insondabili ricchezze di Cristo e di manifestare A TUTTI quale sia il piano seguito da Dio riguardo al mistero che è stato fin dalle più remote età nascosto IN DIO, IL CREATORE DI TUTTE LE COSE.” (Efesini 3:1-9)


Cap. 13 LA CELLULA E LE PROTEINE

Il dott. Stephen Meyer, nel suo libro “Signature in the cell”, spiega che ci sono informazioni all’interno del DNA, disposte in modo gerarchico. Ciò comporta che, per produrre la vita dal nulla o per generarla da fonti preesistenti, sono necessarie “informazioni”: ma dove andarle a prendere?

Tutti gli scienziati sono consapevoli di questo problema.

Nel 1953 Watson e Crick, decifrarono la struttura del DNA, chiarendo che esso opera come un vero e proprio codice digitale, simile ad un software. Il codice del DNA genera proteine e queste svolgono tutte le funzioni principali di una cellula.

Ma Chi ha messo questo codice?

Ci vuole sempre una “INTELLIGENZA” capace di dare informazioni, ovverossia una “fonte intelligente”, come un programmatore, capace di sviluppare un disegno intelligente.

Nessuna risposta può essere data, se non credendo al Dio della Bibbia.

Nessuna informazione di senso compiuto può venire dal nulla.

Le unità fondamentali che compongono il DNA si chiamano nucleotidi e sono identificati dalle lettere A (base chimica dell’ademina), C (base chimica della citosina), G (base chimica della guanina), T (base chimica della timina). Le combinazioni di questi quattro nucleotidi, formano frasi, istruzioni per tutti i processi della cellula. Tutto questo sistema assai complesso è chiamato GENOMA.

Ogni essere umano ha a disposizione circa tre miliardi di nucleotidi, pari a cento elenchi telefonici di mille pagine l’uno.

Se venisse srotolato, il DNA di una singola cellula del corpo umano, sarebbe lungo più o meno due metri e se venissero allineati i filamenti di tutti le migliaia di miliardi di cellule che formano un corpo umano avremmo una lunghezza totale pari a 1340 volte la distanza Terra-Sole!

Tutto questo sta in uno spazio quasi invisibile all’occhio umano!

Inoltre, per coprire tale distanza alla velocità della luce, ci vorrebbero 185 ore!

Nella cellula, ciò avviene quasi istantaneamente. Chi ha prodotto questa elica del DNA?

Pensare al caso o al nulla è quantomeno un ridicolo atto di “fede”!

Possiamo togliere Dio e sostituirlo con un totem, un animale o un vegetale o un simulacro umano, ma non arriveremo mai a individuare un Essere talmente Superiore da aver creato e programmato una cellula così perfetta e complessa!

Man mano che si va avanti nella ricerca, aumentano in maniera esponenziale i livelli di complessità e grandiosità di tali nuove scoperte della biologia.

            Per giunta gli studi sul GENOMA UMANO hanno dimostrato che solo il 5 % del DNA si esprime all’interno della specie umana. Il resto del 95 % è considerato “spazzatura”, perché non è usato, ma servirebbe per esprimere eventualmente infinite variazioni, qualora dovessero cambiare le condizioni ambientali: pressione atmosferica, magnetismo, radiazioni, ecc.

In realtà si tratta di un vero “tesoro genetico” da cui la specie può attingere in mutate condizioni climatico-ambientali, in modo da sopravvivere a sé stessa.

La selezione, all’interno di una specie, è il frutto di sopravvivenza in ambienti variabili di vita.

Il salto di specie, la chimera degli evoluzionisti, è considerato impossibile dai genetisti e ogni tentativo di incrocio in laboratorio non ha mai prodotto risultati.

La biogenetica ha dimostrato che tale perdita di informazioni si verifica quando ci si allontana dal prototipo animale e si procede ad una selezione specializzata.

In ogni caso il ritorno alla normalità è sempre il ritorno al prototipo originale. Ogni rimpasto della dotazione genetica non ha mai portato a risultati significativi.

Le variazioni all’interno di una specie, sono infinite, proprio attingendo a quel 95% di genoma che è ritenuto “inutile”. 

Persino all’interno di una specie c’è la selezione naturale e la non sopravvivenza di “incroci”: da cavalla e asino nascono muli “sterili” e da cavallo e asina bardotti “sterili”.

Stessa cosa fra zebre ed altri equini. In pratica si verificherebbe quella che è chiamata “perdita di informazioni genetiche”.

Non ci sono eccezioni!

La genetica considera impossibile il passaggio da un essere “semplice” ad uno “evoluto”, tipo pesce-rettile-mammifero: il cervello umano ne è l’esempio.

Donald Batten, professore dell’Università di Sidney, ha affermato che le variazioni e le mutazioni nel tempo, passando d una generazione all’altra, modificano in peggio i geni, fino alla loro drammatica distruzione. In pratica l’evoluzione dei geni porta alla loro morte…

Matti Leisola, professore di biotecnologia dell’Università di Tecnologia di Helsinki, esclude categoricamente la casualità darwiniana nella genetica, nell’informazione genetica, nel trasferimento e nel controllo dell’informazione genetica.

John Sanford, professore dell’Università del Wisconsin, afferma che la vita viene da Colui che è la Vita e non c’è nessun sistema casuale all’interno della cellula.

Il trasferimento dell’informazione nella cellula è ovviamente molto complicata e specifica, ma per sommi capi si può sintetizzare in questo modo: ci vogliono tre cose perché sia generato e cioè “un linguaggio”, con emittente e ricevente, dei “canali di comunicazione” e una “informazione significativa”.

L’informazione è “il cuore” della funzione cellulare. Le molecole di materiale, dette “chinesine”, hanno il compito di consegnarlo addirittura “a domicilio”, in modalità ben precisa per il corretto funzionamento della cellula.

Informazione, comunicazione e linguaggio sono ben coordinati in modo tale che tutte e tre funzionano contemporaneamente.

Robert Carter, dell’Università di Miami, asserisce che l’informazione nel genoma è molto più complicato di quanto si potesse supporre. Il GENOMA contiene livelli e dimensioni multiple di “informazione”.

Inizia con la STRINGA MONODIMENSIONALE, il DNA, che continua con una RETE BIDIMENSIONALE a spirale di interazione fra parti diverse. Poi è necessario ripiegare il DNA in una forma TRIDIMENSIONALE che cambia nella QUARTA DIMENSIONE, il TEMPO.

Tanto per rendere la cosa ancora più complicata, tutte queste “operazioni”, avvengono nello stesso tempo.

I codici sovrapposti sono quasi impossibili da migliorare, perché se “migliori” uno dei codici, si distruggono e si interrompono tutti gli altri codici, che funzionano come una macchina tessitrice con lo stesso linguaggio.

I codici sovrapposti erano volgarmente chiamati “DNA spazzatura”, perché solo il 2 % del genoma codifica le proteine, ma poi si è scoperto che quel 98 % rimasto crea il RNA, che contiene un altro tipo di informazioni, per controllare le funzioni della cellula X o Y.

Il paradigma del DNA SPAZZATURA è stato per anni ritenuto valido per mantenere in piedi la teoria darwiniana, ma poi si è visto che era totalmente SBAGLIATO e la storia lo registrerà come una delle più grandi “sviste scientifiche”.

Un altro paradigma sbagliato fu quello di considerare il DNA umano, simile a quello della scimmia per il 98 %.

Ulteriori ricerche hanno quasi dimezzato questa somiglianza, a dimostrazione che essi non hanno “antenati comuni”, ma sono il frutto di “un disegno comune” del Creatore!

 

            La Seconda Legge della Termodinamica è la legge scientifica più sperimentata di qualsiasi altra, ed enuncia che tutte le volte che si verifica una trasformazione di energia, cioè una reazione chimica, non si può utilizzare tutta l'energia inizialmente disponibile. Quando l'energia viene impiegata per fare un altro lavoro, UNA PARTE DI ESSA VIENE DISPERSA.

Per esempio, per ogni 100 calorie assorbite di cibo, è probabile che se ne avranno a disposizione per lavorare soltanto 50; le altre 50 calorie vengono cedute all'ambiente sotto forma di calore ed energia. Esistono sempre tutte le 100 calorie originarie, ma la metà di esse si disperde nello spazio e non può essere usufruita dal corpo umano per fare altro lavoro.

Questa legge si dimostra sempre vera quando è in funzione un sistema fisico, chimico o biologico.

In altre parole: tutti i processi in cui è richiesta energia, come quelli chimici, fisici ecc., subiscono una riduzione di attività se isolati e se non vi sono nuovi apporti energetici.

Questo esaurimento di un sistema, o aumento di “entropia”, significa che, per quanto sia organizzato e complesso un sistema, esso si esaurirà in un certo lasso di tempo, e risulterà meno organizzato e complesso.

Non vi è dunque alcuna tendenza in natura a passare dal disordine all'ordine o dal semplice al complesso, come afferma l'evoluzionismo ateo.

È VERO IL CONTRARIO!

            Ecco la testimonianza del Dott. Boris P. Dotsenko, illustre scienziato russo (fisico e matematico, che fu capo del Laboratorio Nucleare presso l'Istituto di Fisica di Kiev, prima di chiedere asilo politico in Canada nel 1966).

Egli arrivò a credere in un Dio Creatore sulla base dell'evidenza scientifica fornita proprio dalla Legge dell'Entropia, per onestà mentale, benché fosse stato allevato assorbendo l'ideologia atea del suo paese "fino al midollo delle sue ossa", secondo la sua espressione:

"Una delle più fondamentali leggi della natura, che suscitava il mio interesse, era la Legge dell'Entropia.”

Detto semplicemente, questa legge stabilisce che ogni sistema fisico va in decadenza con il passare del tempo.

La materia tende verso la disorganizzazione, se lasciata a sé stessa.

Per esempio, senza manutenzione, le case si diroccano, le nostre automobili si arrugginiscono e si deteriorano, e così via.

Ora, una delle implicazioni di questa legge è che l'intero mondo materiale avrebbe dovuto tornare al caos, essere ridotto in polvere, già da lungo, lunghissimo tempo!

Che cosa glielo aveva impedito? Mentre stavo ragionando su questo, improvvisamente balenò in me l'idea che ci doveva essere una potentissima forza "riorganizzatrice" che si contrapponeva alla tendenza verso la disorganizzazione presente in natura, e che manteneva tutto l'universo sotto controllo e in perfetto ordine. Conclusi che questa forza doveva essere immateriale, altrimenti sarebbe stata essa stessa tendente al disordine, e che doveva essere sia “onnipotente che onnisciente”: sì, doveva esserci un Dio che controlla ogni cosa! Mi resi contro che i più brillanti scienziati del mondo in attrezzatissimi laboratori erano tuttora incapaci di riprodurre la più semplice delle cellule: Dio doveva dunque essere il Creatore della vita sulla Terra." ("Scientists Who Believe" - Moody Press, Chicago 1984 - pp. 5-6).

Nel libro più antico della Bibbia, Dio, parlando a Giobbe, spiegò la Sua potenza nel sostenere l'universo: "Dov'eri tu quando io gettavo le fondamenta della terra?... Chi ha stabilito le sue dimensioni, se lo sai, o chi tracciò su di essa la corda per misurarla?... Da quando vivi hai mai comandato al mattino o insegnato all'aurora il suo posto...? Puoi tu unire assieme i legami delle Pleiadi, o sciogliere le catene di Orione? Fai tu apparire le costellazioni a suo tempo, o guidare l'Orsa maggiore con i suoi piccoli? Conosci tu le leggi del cielo, o puoi tu stabilire il loro dominio sulla terra?" (Giobbe 38:4,5,12,31,32,33)

 E' detto ancora: "Egli ha fatto la terra con la sua potenza, ha stabilito l'universo con la sua sapienza e con la sua intelligenza ha steso i cieli." (Geremia 51:15)

L’entropia della cellula è il motivo per cui moriamo, perché il corpo che si rinnova conserva ed accumula tutte le mutazioni degenerative del genoma umano. Addirittura l’accumulo di informazioni si verifica anche da una generazione all’altra, come una degenerazione e non come una evoluzione!

La selezione naturale non può risolvere questo problema, ma la può solo rallentare.

L’entropia genetica dimostra che si è passati da una situazione inizialmente “perfetta”, ad una sempre più peggiorativa.

Ciò significa una sola cosa: all’inizio c’era un buon progetto con tutte le informazioni corrette, derivanti da una cellula terribilmente complessa, frutto solo di un atto “creativo” di un’Intelligenza Superiore, comunemente chiamata DIO!

 

LE PROTEINE sono molecole giganti che consistono di unità più piccole dette "amminoacidi", i quali vengono disposti secondo una sequenza particolare in certe quantità e strutture. Queste molecole costituiscono i blocchi da costruzione delle cellule viventi. Perché una proteina ottemperi alla sua specifica funzione, è necessario che ognuno dei suoi amminoacidi si trovi nel posto giusto e nell'ordine corretto. 

Una proteina di media dimensione è composta di 288 amminoacidi. Questi possono essere disposti in 10300 modi diversi. Questo numero astronomicamente grande consiste di un 1 seguito da 300 zeri. Di tutte queste possibili sequenze, soltanto una forma la desiderata molecola proteica. Il resto di esse sono catene di amminoacidi che possono risultare o del tutto inutili o potenzialmente dannose per gli esseri viventi. 

In altre parole, la probabilità della formazione di una sola molecola proteica è pari a "1 su 10 elevato a potenza 300". La probabilità che questo "1" accada è praticamente impossibile.

In matematica, le probabilità inferiori a 1 su 1050 sono considerate "probabilità zero". 

Per di più una molecola proteica di 288 amminoacidi è piuttosto modesta se paragonata ad alcune molecole proteiche giganti composte di migliaia di amminoacidi. Qualora si applichi il calcolo delle probabilità a queste proteine giganti, la parola "impossibile" diventa inadeguata. 

William Stokes, un geologo americano, nel suo libro Essential of Earth History fa notare che tale possibilità è così remota "che essa (la proteina) non sarebbe potuta apparire neppure nel corso di miliardi di anni su miliardi di pianeti, ognuno dei quali ricoperto da un manto di soluzione di acqua concentrata dei necessari amminoacidi." 

Avanzando di un passo nella direzione dello schema dello sviluppo della vita, osserviamo che una sola proteina non significa nulla per se stessa. Uno dei più piccoli batteri mai scoperti, il Mycoplasma Hominis H39, contiene 600 tipi di proteine. In questo caso dovremmo ripetere gli stessi calcoli delle probabilità prima applicati ad una sola proteina per ognuno di questi 600 tipi differenti.

Il risultato rende assurdo anche il concetto stesso di impossibilità. 

Robert Shapiro, professore di chimica preso l'Università di New York e esperto di DNA, ha calcolato la probabilità di formazione accidentale dei 2.000 tipi di proteine trovati in un singolo batterio. Il numero che si ottenne fu 1 su 10 elevato a 40000: questo è un numero incredibile, che si ottiene aggiungendo 40000 zeri all'1. (Robert Shapiro, Origins: A Sceptics Guide to the Creation of Life on Earth, New York, Summit Books, 1986, p.127). 

Ebbene in ogni cellula umana vi sono 20.000 differenti tipi di proteine (10 volte più che nei batteri).

 Vi sono tre condizioni fondamentali alla formazione di una proteina utile: 

Prima condizione: che tutti gli amminoacidi nella catena proteica siano del tipo giusto e nella sequenza corretta.

Seconda condizione: che tutti gli amminoacidi nella catena siano levogiri (vedi paragrafo sulla chiralità in Abiogenesi).

Terza condizione: che tutti questi amminoacidi siano uniti tra loro per formare un  legame chimico detto "peptidico". 

(Testo tratto da LE PROTEINE SFIDANO IL CASO tratto da "Storia libera" - 17/01/14 e riportato su www.crazionismo.org)

Affinché una proteina si possa formare casualmente, tutte le tre condizioni devono essere simultaneamente presenti.

La probabilità della formazione casuale di una proteina è pari alla moltiplicazione delle probabilità di realizzazione di ciascuna di queste condizioni.

Per esempio, nel caso di una molecola media comprendente 500 amminoacidi: 

1.  La probabilità che gli amminoacidi siano nella sequenza corretta: 

Esistono 20 tipi di amminoacidi utilizzati nella composizione di proteine. Tenuto conto di questo: 

-la probabilità che ogni amminoacido venga scelto correttamente tra questi 20 tipi

-la probabilità che tutti questi 500 amminoacidi siano scelti correttamente 

2.  La probabilità che gli amminoacidi siano levogiri: 

- La probabilità che un solo amminoacido sia levogiro 

- La probabilità che tutti questi 500 amminoacidi siano levogiri contemporaneamente

3.  La probabilità che gli amminoacidi si combinino con un "legame peptidico". 
Gli amminoacidi possono combinarsi tra loro per mezzo di differenti legami chimici. Perché si formi una proteina utile, tutti gli amminoacidi nella catena devono combinarsi con uno speciale legame chimico detto "peptidico". Si è calcolato che la probabilità che gli amminoacidi si combinino tra loro con un legame chimico diverso da quello peptidico è pari al 50%. Tenuto conto di questo: 

-La probabilità che due amminoacidi si combinino con un "legame peptidico".

-La probabilità che tutti i restanti amminoacidi si combinino con un "legame peptidico".

La probabilità che una molecola proteica media costituita da 500 amminoacidi sia ordinata secondo la corretta quantità e sequenza oltre alla probabilità che tutti gli amminoacidi contenuti siano solo levogiri e combinati soltanto con legami peptidici è 1 su 10950. E' possibile scrivere questo numero aggiungendo 950 zeri dopo l'1!

La ricercatrice R. Picado Herrero, professoressa di chimica organica all’Università di Salamanca di Spagna, ha scoperto che i 20 amminoacidi essenziali per la sintesi della vita, le proteine di base, sono tutti “levogiri”, cioè ruotano tutti in senso anti-orario. Quando essi vengono raggiunti da un raggio di luce polarizzata, essi deviano la luce verso sinistra. Se fosse un fenomeno casuale, per logica dovrebbero ruotare metà in senso orario e metà in senso anti-orario. Solo un Creatore poteva crearli tutti levogiri, nella giusta forma essenziale per la vita!

Il progetto "GENOMA UMANO" si è concluso ed oggi sappiamo di avere 32 mila geni.

Dato che la stima corrente del rapporto geni-proteine è di uno a tre, in ogni cellula ci sarebbero quindi 100 mila proteine da cui dipende ogni attimo della nostra vita.

Se la formazione accidentale di anche una sola di queste proteine -come abbiamo visto- è impossibile, è miliardi di volte ancora più impossibile che circa 100 mila queste proteine si riuniscano in modo corretto casualmente e costituiscano una cellula umana. 

La presunta età della terra non risulterebbe neanche lontanamente sufficiente a permettere la formazione di neppure una singola proteina mediante il metodo di "prova ed errore" presunto dalle teorie evoluzionistiche. 

Chandra Wickramasinghe, professore di matematica applicata e astronomia presso la University College (Cardiff, Galles), commenta: "La probabilità di una formazione spontanea della vita dalla materia inanimata è pari a 1 seguito da 40000 zeri... E' abbastanza grande da seppellire Darwin e l'intera teoria dell'evoluzione.

Non vi è stato alcun brodo ancestrale, né su questo pianeta né su qualsiasi altro, e se gli inizi della vita non furono accidentali, allora devono essere stati prodotti da un'intelligenza risoluta" (Fred Hoyle, Chandra Wickramasinghe, Evolution from Space, New York, Simon & Schuster, 1984, p. 148).

Molto scalpore ha avuto la scoperta della LAMININA, una glicoproteina adesiva molto voluminosa, la componente più abbondante di tutte le lamine basali, che sono una rete di proteine presente nella maggior parte delle cellule e degli organi.

Essa rappresenta una parte importante, biologicamente attiva, che durante gli stadi embrionali, insieme ad altre molecole, contribuisce all’adesione delle cellule in una struttura sferica.

Durante lo sviluppo del sistema nervoso, inoltre, i neuroni migrano lungo i percorsi formati dalla matrice extracellulare che contiene proprio la laminina.

Questa glicoproteina, quindi, risulta fondamentale non solo per organizzare le cellule in tessuti, ma anche durante lo sviluppo, poiché indirizza la migrazione delle cellule. La sua importanza si attesta nella distrofia congenita da deficit di merosina, una malattia ereditaria dovuta ad un difetto di laminina che si verifica a livello dei muscoli e del sistema nervoso.

Fin qua nulla di eclatante, se non fosse per la sua struttura vista al microscopio: una straordinaria e perfetta croce latina!

            Ciò che tiene il nostro corpo umano insieme (la Laminina), è casuale che abbia la forma proprio di croce? Il dr. Fazale Rana, biochimico, osservando la forma a croce della laminina ha affermato: “Ci sono molti modi più sostanziali per utilizzare la biochimica: discutere della necessità di un Creatore… Sono diventato un cristiano quando studiavo la biochimica. La cellula nella sua complessità, l’eleganza, la raffinatezza e l’inadeguatezza degli scenari evolutivi sul conto dell’origine della vita, mi hanno spinto a concludere che la vita deve derivare da un CREATORE.”

Dio è colui che tiene insieme tutte le cose, i nostri corpi, il nostro mondo e le nostre vite: non poteva stupirci meglio di quanto può stupirci una proteina a forma di croce, proprio quella che mantiene insieme tutte le altre proteine e le coordina.

Gesù Cristo non disse di essere “la pietra angolare”, la pietra che regge tutto l’edificio?

Ecco la risposta anche nella genetica!

“Gesú disse loro: "Non avete mai letto nelle Scritture: La pietra che i costruttori hanno rifiutata è diventata pietra angolare; ciò è stato fatto dal Signore, ed è cosa meravigliosa agli occhi nostri” (Matteo 21:42)

            Ebbene, guardando anche noi la foto di tale laminina al microscopio, non possiamo che rimanere stupiti, sorpresi, sconcertati della sua forma che lascia senza parole!

            Dio si manifesta così, firmando la sua opera, come solo Lui sa fare!

Anche nella Bibbia troviamo lo stesso sigillo di Dio. Nel primo capitolo della Genesi in forma crittografata sono stati trovati i nomi di gran parte delle piante presenti in Israele e tipiche del Mediterraneo…

Ci sono immagini e simboli!!!

La cosa strabiliante è che si è trovata una croce fatta con i nomi di Joshua in verticale e Jesus in orizzontale, in ben due pagine, rispettivamente in Numeri 11:17 (“Io scenderò e parlerò quivi teco; prenderò dello Spirito che è su te e lo metterò su loro, perché portino con te il carico del popolo, e tu non lo porti più da solo”) e Numeri 11:28 (“Allora Giosuè, figliuolo di Nun, servo di Mosè dalla sua giovinezza, prese a dire: “Mosè, signor mio, non glielo permettere!” Ma Mosè gli rispose: “Sei tu geloso per me? Oh! fossero pur tutti profeti nel popolo dell’Eterno, e volesse l’Eterno metter su loro lo spirito suo!”.)

Il programma computerizzato a scansione multipla ha pure trovato che i salti di sequenze delle lettere ebraiche è 3 per Joshua e 7 per Jesus, e il Panin aveva già indicato che il 3 è il “numero della Trinità” e il 7 il “numero dello Spirito santo”.

È stato anche calcolato che le probabilità di avere una croce simmetrica “casuale” è una su 26 mila miliardi.  (pag. 130 “La matematica di Dio”, Donato Trovarelli, Vertigo Edizioni, Roma 2016)

La laminina è composta da tre grosse catene polipeptidiche A, Be B2; le catene B si avvolgono attorno alla catena A, formando una struttura a forma di croce con un braccio lungo e tre braccia corte. Tutte e tre le catene sono legate da ponti disolfuro e per ciascuna di esse sono state trovate diverse isoforme, leggermente differenti. La laminina risulta fondamentale non solo per organizzare le cellule in tessuti, ma anche durante lo sviluppo, indirizzando la migrazione delle cellule. In pratica… sta con le braccia aperte per dire: “Tu vai di là e tu vai di qua!” Ehehe!

            Veniamo infine ad ADAMO ED EVA Non sono simboli o creature mitiche o mitologiche, al pari di Deucalione e Pirra della mitologia greca, ma esseri REALI dalla cui discendenza genetica è scaturita tutta l’umanità.

Dagli scienziati genetisti, Adamo è chiamato “l’uomo della scienza” ed Eva “la donna delle origini.

Da Eva, i genetisti hanno individuato sette “figlie”.

Un genetista inglese ha scoperto che tutti gli abitanti del mondo discendono da appena sette donne, individuate grazie allo studio del Dna mitocondriale.

Anni di studi genetici, di rilevazioni e di analisi in laboratorio su quel particolare Dna che non è soggetto a mutazioni se non in periodi di tempo lunghissimi (circa 8.000 anni).

Si tratta del Dna che si trova nella parte di cellula chiamata mitocondrio. "Il Dna mitocondriale, ha spiegato Sykes al quotidiano Times, è ereditato per via materna.

Gli spermatozoi non ce l'hanno.

Se ne deduce quindi che il Dna mitocondiale di tutti gli esseri umani dovrebbe essere lo stesso".

Prelevando il mitocondrio da seimila europei (attraverso un tampone strofinato all'interno della guancia) il professore di medicina genetica è riuscito ad isolare sette tipi diversi di dna. E di conseguenza a risalire alle "sette figlie di Eva", come Sykes ha chiamato le "bisnonne" comuni di tutti gli europei.

RISULTA CONFERMATA LA TEORIA DELLA DISCENDENZA BIBLICA DELLA SPECIE UMANA: Sykes ha infatti notato che il dna mitocondiale dei sette clan europei è molto simile a quello di Lara, una delle tre progenitrici degli abitanti provenienti dal Tigri ed Eufrate.

Ma la scoperta ha anche un risvolto interessante per gli attuali europei. Ciascuno può infatti sapere di quale delle "figlie di Eva" è discendente. Per farlo basta una semplice analisi del suo Dna mitocondriale. Che costa appena 120 sterline (circa 360.000 lire): il servizio è offerto dalla "Oxford ancestors", la società che Sykes ha lanciato per aiutare ciascuno di noi a ritrovare l'ava più anziana.” (LA REPUBBLICA 19 aprile 2000)

Eppure la Bibbia lo dice con tanta semplicità e chiarezza: "Cristo è prima di tutte le cose e tiene insieme tutto l'universo" (Colossesi 1:17)

 

 


Cap. 14 ORNITOLOGIA CREAZIONISTA

 

Lo studio dell’ornitologia dimostra tutta la creatività, la genialità, la maestà, l’originalità di Dio Creatore!

Ciò è certo, oltre ragionevole dubbio, perché gli evoluzionisti brancolano nel buio più fitto, impossibilitati a trovare sia una teoria credibile, sia uno straccio di prova scientifica per spiegare l’origine degli uccelli e delle loro piume!

Da dove e quando sono spuntate le penne?

Quando e come sono apparsi gli esseri volanti?

Chi ha inventato piume e penne?

Per capire la completa stupidità e grossolanità del discorso evoluzionista, basta andare in un qualsiasi studio di ornitologia per leggere corbellerie assurde.

Prendiamone una a caso, presa da internet:

“Come si sono evolute le penne? Le penne remiganti, con la loro intricata microstruttura, sono esempi impressionanti di ingegneria naturale. Ma come si sono evolute? Dai reperti fossili, sappiamo che gli uccelli si sono evoluti dai dinosauri, alcuni dei quali avevano le penne; quelle prime penne però non avevano nulla a che fare con il volo, PROBABILMENTE aiutavano i dinosauri nelle dimostrazioni visive.

Gli scienziati hanno elaborato un’ipotesi sull’evoluzione delle penne remiganti.

PROBABILMENTE hanno iniziato come semplici ciuffi, per poi gradualmente svilupparsi attraverso fasi di crescente complessità in strutture interdipendenti in grado di sostenere il volo.”

            Hanno iniziato chi?

            Crescente complessità di chi?

            PROBABILMENTE che vuol dire?

            Ipotesi di lavoro o ipotesi campata… per aria, dato che si tratta di volatili?

            Entriamo nel campo della fantasia hollywoodiana.

            La verità, la pura e semplice verità è che DIO ha creato gli uccelli, specie per specie, individui su individui come, dove, quando e perché ha voluto.

            La creazione e l’immensa complessità delle creature dimostrano l’esistenza di un Creatore!

            La meravigliosa perfezione di una Gioconda, presuppone un Leonardo da Vinci!

            L’ateismo stacca il collegamento fra creatura e Creatore, supponendo e proponendo l’ipotesi di una Gioconda che si è evoluta e di una piuma o di una penna che si è evoluta!

            Siamo nel campo della pazzia o di cosa?

            La struttura di una semplice penna è talmente complessa e specifica da escludere categoricamente qualunque discorso evoluzionista o di “madre natura” o di evoluzione da bacchetta magica.

            Le penne che sono grandi e adatte per il volo e le piume che sono piccole e adatte per protezione della pelle, nella loro incredibile varietà di forme e di colori, sono tutte costituite da una proteina chiamata “cheratina” e composte dalle stesse parti di base, disposte in una struttura ramificata.

La proteina cheratina da dove è uscita fuori?

I dinosauri hanno “pensato” di prodursela, perché qualche evoluzionista, andato indietro nel tempo con lo stargate, gliel’ha suggerito…

No, meglio gli Ufo, o gli alieni o altri simpatici personaggi dei films hanno fatto esperimenti scientifici, alterando la struttura molecolare della cellula, dell’atomo, dei quark e dei quanti, dell’essenza di camomilla!bini

Nelle penne, il calamo si estende in un rachide centrale che si dirama in barbe, e poi in barbule con minuscoli uncini che si incastrano con le barbule vicine, creando una robustissima ma leggerissima tela compatta ed aerodinamica.

Le penne lanuginose poi sono soffici e intrappolano l’aria vicino al corpo caldo costruendo una barriera antivento e impermeabile che consente agli uccelli di volare e rimanere asciutti.

La penne remiganti (adatte per il volo) hanno lamine, su entrambi i lati del rachide centrale che sono create da una microstruttura ad incastro. Chiamate anche remiganti, queste penne sono asimmetriche e hanno un bordo più corto e meno flessibile che impedisce torsioni a mezz’aria.

            La penne timoniere della coda, disposte a forma di ventaglio, permettono le virate con precisione in volo. Sono capolavori di ingegneria aerospaziale, migliori dei più sofisticati brevetti dell’industria aerea moderna.

            Poi ci sono le penne di contorno con vari scopi funzionali.

Le semipiume hanno la stessa struttura delle penne di contorno, ma hanno un rachide centrale ma senza uncini nelle barbule, creando una struttura piumosa isolante.

Veniamo adesso alle piume.

Esse sono collocate vicine al corpo, dove intrappolano il calore corporeo.

Le piume coprono completamente il corpo dei pulcini e negli adulti costituiscono un soffice rivestimento. Con tale prodotto naturale, gli esseri umani ci fanno dei meravigliosi piumini e piumoni!

            Questo è il prodotto creativo di Dio. Il resto è fantasia!

            Gli angeli hanno le ali!

            Tutte queste piume gli uccelli ce l’hanno, senza che loro ne sappiano niente!

            Suppongo che loro ringrazino il loro Creatore, cantandogli le più belle canzoni d’amore, di lode e di ringraziamento.

            Gli usignoli e altri uccelli canterini addirittura compiono melodie sempre nuove ed irripetibili, come tanti Paganini della foresta!

            Insieme alle penne e alle piume, il Creatore ha anche fornito gli uccelli del programma nel DNA che li istruisce… su come usare la dotazione piumaria!

            Bastano poche prove e gli uccelli volano!

            Incredibile ma vero: volano!

Le penne remiganti primarie e secondarie permettono agli uccelli di volare.

Se non volano, come lo struzzo, le galline e i pinguini, è per altri motivi.

Non parliamo poi dei colori e delle penne da corteggiamento!

Dio ha pensato a tutto, creando tutte le variazioni sul tema!

Pavoni, struzzi, uccelli del Paradiso, ecc. hanno penne ornamentali e da parata, da stupire per la loro appariscente bellezza e sulla cui complessità e funzione, gli scienziati sono solo muti spettatori.

La variegata gamma delle specie volatili ci propone uccelli che si mimetizzano o che nuotano, con la loro livrea impermeabile!

            Dio ha fornito gli uccelli nuotatori di ghiandole che secernono grassi e olii che impermeabilizzano le piume.

Gli uccelli mantengono costantemente il loro manto impermeabile attraverso un’intensa cura del corpo, detta preening o grooming.

            Il Creatore ha poi “pensato” di provvedere agli uccelli anche in caso di infortunio o danneggiamento delle piume.

Ciclicamente le piume si rinnovano, cadono quelle vecchie penne e ne crescono di nuove.

Questo processo di muta, negli uccelli chiamato MUDA, avviene per mantenere tutte le piume che ci vogliono, anche per sostituire quelle cadute accidentalmente.

Lasciamo agli ornitologi ogni altro compito di descrivere come nascono le piume, come si sviluppano e come vengono mantenute efficienti.

            Rimane allora il solito ed ultimo discorso: se gli uccelli non si sono evoluti, ma sono stati creati, il Creatore dov’è?

            Chi è?

            E il Creatore risponde: “Cercatemi e mi troverete! (Matteo 7:7) Io ho scritto un Libro, un Sacro Libro, in cui ho messo tutte le istruzioni per l’uso corretto della mia creazione!”

            Nella Santa Bibbia, dettata da Dio ai suoi uomini di fiducia ((gli agiografi), troviamo scritto: “Cercate piuttosto il suo Regno, e queste cose vi saranno date in piú.” (Luca 12:31)

            L’invito allora a tutti gli scienziati e anzi a tutti gli uomini è quello di cercare non solo il Regno animale, vegetale o minerale, ma anche il Regno di Dio!

Conclusione sintetica: gli uccelli sono la prova dell’esistenza di un Dio Creatore e sono la meraviglia del creato.

Le piume sono “il vestito” di un volatile. Tra di esse, vi sono piume più lunghe e dure, adatte al volo, chiamate “penne”. Le piume sono morbide, leggerissime e piccole, mentre le penne sono lunghe e adatte al volo o ad ornamento, tipiche quelle del corteggiamento (pavoni e altri ).

Nessuno scienziato è mai riuscito, sia pur lontanamente, a capire o a spiegare come siano spuntate le piume!

Gli evoluzionisti, dotati di molta fantasia, hanno pensato ai “velociraptor”, che correndo correndo, gli siano spuntate le piume! Non è raro imbattersi in simili affermazioni!

Altri hanno pensato ad un fossile, l’archeopterix, come all’antenato di tutti gli uccelli, ma hanno constatato che tale “volatile”, non aveva le piume!

Forse era l’antenato dei pipistrelli, ma anche qui non ci sono né prove scientifiche, né certezze.

            I fossili di uccelli hanno dimostrato scientificamente che essi sono apparsi improvvisamente e già formati, identici a quelli attuali.

            Non esistono specie intermedie o abbozzi di uccelli.

Dunque? Qual è l’origine delle piume?

Dio le ha create! La loro struttura anatomica è particolarissima e degna di una “Mente Creatrice” veramente immensa!

Qualcuno ha pensato alle piume come evoluzione delle scaglie dei rettili, ma la cosa è meglio non approfondirla, per non cadere nel ridicolo e trasformare un discorso serio in una barzelletta.

Dio ha creato la piuma e la sua anatomia è qualcosa di straordinario come il massimo di una combinazione fra la leggerezza, l’aerodinamica e la resistenza dei materiali impiegati: è un esempio di sapienza tecnologica di Dio!

Le penne sono vuote, le ossa degli uccelli sono vuote, salvo i gallinacei.

Già questo esclude qualsiasi discorso evolutivo!

Nessun animale può vuotarsi le ossa! Peggio ancora, nascere con le ossa vuote!

Ogni piuma e ogni penna è inserita in un buco della pelle dell’uccello, chiamato “follicolo”!

I follicoli sono distribuiti su quasi tutta la superficie cutanea.

Alla nascita del volatile, le piume sono presenti sotto forma di germe, da cui esce successivamente uno “spuntone” che poi diventa penna o piuma.

Quando la formazione della penna è completa, l’uccello segue il suo istinto e… vola!

La parte della penna infissa nella cute e ricca di vasi sanguigni, si chiama “calamo” e ciò dette nome al “calamaio”, l’inchiostro con cui veniva intinta una penna di uccello, usata per scrivere.

La parte sporgente ed esterna si chiama rachide. Calamo e rachide, nel loro insieme, formano lo “scapo”.

Il calamo è cilindrico e vuoto, mentre il rachide è quadrangolare, percorso longitudinalmente da un solco, che va restringendosi verso la punta, conferendo solidità alla penna e, nello stesso tempo, sufficiente elasticità. Anche nelle automobili, in genere viene ricavato un solco nelle lamiere, o lunghe bombature, per dare maggiore solidità alla carrozzeria.

Dal solco si diramano le famose barbe, fornite di barbule, che possono attaccarsi tra loro attraverso speciali uncini, che conferiscono compattezza alla penna.

Se la piuma si apre, basta accarezzare la piuma nel verso giusto e la piuma si richiude.

A questo “lavoro” gli uccelli vi si dedicano spesso, anche per distribuire sulle loro piume, sostanze oleose, ed impermeabilizzanti.

            Le barbule orientate verso la punta della penna son dette barbule distali dotate di amuli, disposti lungo tutto il bordo della barbula; son dette anche barbule attive, perché capaci di vincolarsi alle barbule prossimali della barba successiva, prive di uncini e dette perciò barbule passive. Ne risulta una solida tessitura che offre un’adeguata resistenza durante il volo. Sia le barbe che le barbule possono essere invase dai pigmenti.

Alla base del follicolo si trova la polpa della penna, deputata a fornire le sostanze necessarie alla sua crescita. La polpa, che è la parte centrale dell’abbozzo della penna, è di origine mesodermica, mentre la parte epiteliale, che costituirà la piuma propriamente detta, proviene dall’ectoderma. I vasi sanguigni che irrorano la polpa trascinano con sé le cellule destinate alla produzione dei pigmenti, i melanociti.

Ai confini tra calamo e rachide esiste l’ombelico superiore, ai lati del quale si stacca un ciuffetto di barbe denominato iporachide, che solo dell’Emù ha la stessa estensione del vessillo soprastante. Il vessillo dell’iporachide è sempre formato da barbe sciolte, osservabili anche nella parte più bassa del vessillo propriamente detto.

Un pelo scuro è meccanicamente più robusto di un pelo chiaro e le piume con parecchia eumelanina sono più resistenti all’abrasione di quelle scarsamente pigmentate.

            Dio ha creato gli uccelli, dopo aver già creato gli angeli dotati di ali con piume e penne.

Tali sono i “cherubini”, angeli servitori del Trono di Dio!

Due angeli cherubini stilizzati e d’oro, erano stati messi sull’Arca dell’Alleanza fatta costruire da Mosé, affinché proteggessero con le loro ali, il propiziatorio, dove veniva versato il Sangue dell’Agnello, Gesù Cristo!

Al centro di tutto il discorso c’è quindi Gesù Cristo, il Co-Creatore, il Dio-Figlio mandato da Dio-Padre ad immolarsi su una croce…

Questo è il discorso che non piacerà mai né agli atei e né agli evoluzionisti!

 


Cap. 15 ARACNOLOGIA CREAZIONISTA

            Qual è l’origine del ragno? Da dove è uscito?

I zoologi parlano di aracnologia, comprendente sia il ragno, che altre specie animali, quali scorpioni e simili.

Le classificazioni sono accuratissime, ma non ci sono studi evoluzionistici del ragno.

Non sapendo che pesci pigliare, meglio evitare di parlarne!

Fossili di ragni e ragnatele si sono ritrovati nell’ambra e dimostrano che sono stati “creati” e non si sono mai evoluti nel tempo.

Nessun animale al mondo ha una ghiandola da cui esce un filo, con cui costruire una ragnatela per catturare insetti.

Chi ha messo nel DNA del ragno la tecnologia costruttiva di una trappola così elaborata e geometricamente perfetta? Chi ha dato al ragno nozioni di ingegneria?

Il filo che secerne, in rapporto a spessore e peso, è più robusto del nylon e dell’acciaio.

La presenza dei ragni fossili, nell’ambra, implica necessariamente anche la presenza di insetti da catturare, quali mosche, zanzare e altri insetti.

Se Dio creò la mosca, che è dimostrato scientificamente non derivante da nessun essere vivente, allora creò anche il ragno, è ovvio!

Il problema per gli evoluzionisti è che se esiste un Dio che “crea”, questo Dio dov’è?

Su una croce un giorno, un Dio-Padre mandò Suo Dio-Figlio a morirci sopra.

Lo fece per amore di un’umanità corrotta e perduta, affinché potesse riconciliarsi con Lui, mediante un’offerta espiatoria unica: un Agnello di Dio!

Creazionisti ed evoluzionisti sono chiamati a rapportarsi con tale offerta per ottenere perdono, salvezza e vita eterna.

Il ragno invita a pensare: il Creatore che lo ha creato, vuole amare le sue creature a tal punto da voler stabilire con loro un’amicizia paterna d’amore.

Rifiutare tale privilegio ed onore è l’offesa più incredibile che si possa fare.

Dio, dal cielo, ha teso una mano verso ogni uomo ed ogni donna, sperando che anche loro alzino la mano per stabilire un contatto, una presa ed una stretta, come un patto eterno di riconciliazione, per un destino di eterna comunione in Paradiso.


Cap. 16 LA XENOPHORA: UN CAPOLAVORO CREATIVO DI DIO.

Una meraviglia della creazione è senza dubbio la conchiglia “xenophora” (pron. csenofora), comunemente chiamata “guscio portante” (carrier shell). (https://en.wikipedia.org/wiki/Xenophora)

Essa dimostra, a chi sa vederla, l’esistenza di un Dio Creatore.

Si tratta di un mollusco marino, gasteropode, che cementa pezzi di roccia o di conchiglie sul proprio guscio a intervalli regolari man mano che il guscio cresce.

Non esistono due xenophore uguali, perché ognuna si abbellisce secondo i suoi gusti e la sua personalità!

Non ha cervello, non ha occhi, non ha orecchi, ma ha una lingua lunga con la quale “esplora” il suo guscio e lo decora con conchigliette morte, con pietruzze e quant’altro trovi nel suo ambiente circostante.

Con la lingua dispone un elemento decorativo alla volta sulla sua corazza, secondo una disposizione regolare e secerne dalla lingua una speciale colla che solidifica… in due ore! La xenofora aspetta due ore con la lingua ferma, il tempo per far solidificare la colla!

Ogni conchiglia così è ornata, come una donna che abbellisce la sua casa con vasi pieni di fiori colorati, su balconi e finestre!

Nessuno finora è in grado di sapere dove trovi la colla e di che colla si tratti!

Dio Creatore ha provveduto a tutto, fornendo gli elementi per “lavorare” e soprattutto gli ordini genetici per svolgere ogni cosa con ordine e precisione.

Pensare all’evoluzione di tale conchiglia “senza cervello” è come far uscire un coniglio da un cilindro di un mago!

La verità è che ogni essere vivente e ogni cosa creata, lodano il Creatore. (Salmo 148)

E, come dice il salmo, lo lodano sole e luna, stelle lucenti, cieli dei cieli, acque al di sopra dei cieli, mostri marini e abissi tutti, fuoco e gragniuola, neve e vapori, vento impetuoso, monti e colli tutti, alberi fruttiferi e cedri tutti, perché Egli comandò, e “furono create e ha dato loro una legge che non trapasserà.”

Fin qua sembra tutto bello e normale, di stampo francescano, ma purtroppo il salmo 148 continua: “fiere e tutto il bestiame, rettili e uccelli alati” lodino il Signore!

Anche fin qua, sarebbe accettabile, ma i dolori vengono quando si arriva a “i re della terra e popoli tutti, principi e tutti i giudici della terra; giovani ed anche fanciulle, vecchi e bambini!”

Diciamoci la verità: i re della terra difficilmente lodano e ringraziano Dio, poi non parliamo dei popoli tutti, dediti a pratiche idolatriche ed animistiche, ingannati da religioni malvagie, di perdizione e di eresia.

E i principi e tutti i giudici della terra? Ancora peggio: sono arroganti, presuntuosi e ingiusti, esattamente come i giudici, che invece di dare sentenze secondo equità e imparzialità, si lasciano corrompere, favorendo amici, ricchi e potenti. Possiamo chiedere loro di lodare il Creatore?

Se insistiamo, ti fanno pure arrestare e tagliare la testa, come fece Erode con il profeta Giovanni Battista!

Non rimangono che “giovani ed anche fanciulle, vecchi e bambini”: giovani e ragazze vanno in discoteca, pascolano come un gregge di ignoranti e fannulloni e non sanno neppure chi sia Gesù Cristo!

Vecchi e bambini lodano il Signore?

I vecchi sono attaccati alle tradizioni e se parli loro di Gesù Cristo ti rispondono, che adorano santi, madonne e mucche pazze, dicendo: “Ho sempre fatto così!”

Non rimangono che i bambini, ma su di loro si combatte da sempre la più aspra battaglia per farli crescere senza Dio, senza la verità e senza la felicità che a loro dovrebbe spettare!

La risposta del Dio Creatore è tremenda: “chi avrà scandalizzato uno di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse legata una macina d’asino al collo e che fosse sommerso nel fondo del mare. Guai al mondo per gli scandali!” (Matteo 18:6-7)

Ecco di cosa ci parla una semplice conchiglia, come l’ignara xenophora!

 


Cap. 17 BOTANICA CREAZIONISTA

            Tutta la botanica ed i fiori in particolare sono l’arte inimitabile di Dio, il Supremo Artista dell’universo.

La botanica è la disciplina scientifica che maggiormente si presta ad un riconoscimento creativo di Dio, piuttosto che ad un discorso evoluzionistico.

            Una rosa non discende da nessuna margherita e ogni specie è a sé, senza alcuna ipotesi di derivazione da altre specie.

            Tutte le specie vegetali sono apparse improvvisamente in tutti gli strati sedimentari, dove sono stati trovati fossili.

            Le piante sono l’inequivocabile opera CREATIVA di Dio, perché nella Bibbia non si parla di creazione, ma di PLURI-CREAZIONE, multi-creazione.

Il Creatore disse nella Genesi 1:29-31: “Ecco, io vi do ogni erba che fa seme sulla superficie di tutta la terra, ed ogni albero fruttifero che fa seme; questo vi servirà di nutrimento. E ad ogni animale della terra e ad ogni uccello dei cieli e a tutto ciò che si muove sulla terra ed ha in sé un soffio di vita, io do ogni erba verde per nutrimento". E così fu. E Dio vide tutto quello che aveva fatto, ed ecco, era molto buono. Così fu sera, poi fu mattina: e fu il sesto giorno.”

            Frutta e semi ed erba verde sono stati creati per il nutrimento di tutta l’umanità.

Le piante formano la base fondamentale della vita sulla Terra. Esse sono una condizione indispensabile della vita, poiché forniscono cibo e rilasciano ossigeno nell’aria.

Una pianta nasce da un seme, cresce e muore lasciando un seme. Poi nasce dal seme, cresce e muore lasciando un seme. Il ciclo è senza fine e senza variazione alcuna.

Come tutti gli esseri viventi, anche le piante sono state create.

Dal momento della loro prima comparsa, tutti i loro meccanismi esistono in una forma finita e completa.

Espressioni come “sviluppo nel tempo”, “cambiamenti dipendenti da coincidenze” e “adattamenti che emersero come risultato di necessità” che si trovano nella letteratura evoluzionista, non contengono alcuna verità in sé e sono tutte PRIVE DI SIGNIFICATO SCIENTIFICO.

Le piante hanno strutture straordinariamente complesse e non è possibile che esse siano venute fuori per effetti del caso e che si siano evolute una nell’altra.

I reperti fossili dimostrano che diverse classi di piante emersero nel mondo all’improvviso, ciascuna con le sue caratteristiche particolari, e senza alcun periodo di evoluzione alle spalle.

Per fare qualche esempio, gli scienziati botanici, geologi e biologi si sono interessati alla pianta dell’ACERO: il seme dell’acero è unico, per quanto riguarda l’aerodinamica.

            Quando cade dall’albero, vola lontano come un elicottero.

L’acero non poteva programmare un seme così!

La vita genera la vita.

Boyd Frederick di Indianapolis spiega che Dio è la “grande causa” che genera la vita, di cui noi conosciamo solo gli effetti. Solo una mente pensante poteva “creare” il seme dell’acero, dato che nulla di detto seme è frutto di qualcosa che faccia pensare ad un’evoluzione.

Del resto semi d’acero fossilizzati sono stati trovati, identici a quelli attuali, in alcuni strati di roccia sedimentaria.

LE FELCI fossili sono identiche a quelle attuali senza variazione alcuna, come Dio le creò, così sono rimaste!

Una felce del Carbonifero fu trovata nella regione di Jerada in Marocco. La cosa interessante è che questo fossile, datato dagli evoluzionisti 320 milioni di anni, è identico alle felci del giorno d’oggi.

            Gli evoluzionisti, non sapendo che pesci pigliare su tutto l’argomento della botanica, si sono allora dedicati allo studio delle cellule vegetali e delle alghe, sperando di trovare inutilmente qualche aggancio alla loro teoria.

 

            La FOTOSINTESI è stata il CAPOLAVORO DI DIO, non riproducibile e né duplicabile attualmente in laboratorio.

Grazie all’organello della cellula vegetale denominato “cloroplasto”, le piante usano l’acqua, il biossido di carbonio e la luce solare per creare azoto. Questo prodotto alimentare è il primo passo della catena alimentare della Terra, e la fonte di cibo per tutti i suoi abitanti.

I dettagli di questo processo straordinariamente complesso, non sono ancora oggi stati completamente compresi. La conoscenza di tale fenomeno rimane saldamente nelle mani di Dio, il Creatore, Gesù Cristo!

La fotosintesi è uno dei processi fondamentali della vita sulla terra.

Grazie ai cloroplasti in esse contenuti, le cellule vegetali producono amido, usando acqua, biossido di carbonio e luce solare.

Gli animali non sono in grado di produrre i propri nutrienti e devono usare l’amido delle piante come cibo, invece. Per questo motivo, la fotosintesi è una condizione fondamentale per la vita complessa.

Una teoria evoluzionistica di moda, spiega che per eseguire la fotosintesi, le cellule vegetali abbiano ingerito le cellule batteriche che potevano fotosintetizzare e le hanno trasformate in cloroplasti!

UN VEGETALE CHE MANGIA UN ANIMALE! COMPLETAMENTE ASSURDO!

Il libro Life on Earth, una fonte evoluzionista, cerca di spiegare l’emergere della fotosintesi:I batteri inizialmente si alimentavano di vari composti di carbone che si erano accumulati in molti milioni di anni nei mari primordiali. Ma essi si moltiplicarono, quindi questo cibo deve essere diventato più scarso. Ogni batterio che poteva attingere ad una diversa fonte di alimentazione avrebbe ovviamente avuto successo e alla fine qualcuno ce la fece. Invece di prendere cibo pronto dall’ambiente circostante, COMINCIARONO A PROCURARNE di proprio nelle pareti cellulari, attingendo l’energia necessaria dal sole.”

Queste spiegazioni, che non sono altro che favole, non hanno dignità scientifica.

Quelli che studiano l’argomento un po’ più in profondità accetteranno che la fotosintesi è un grande dilemma per l’evoluzione.

Il professor Ali Demirsoy fa, per esempio, la seguente ammissione:La fotosintesi è un evento piuttosto complicato e sembra impossibile che sia emersa in un organello all’interno di una cellula (perché è impossibile che tutte le fasi siano avvenute contemporaneamente e non ha significato che siano emerse separatamente).

Il biologo tedesco Hoimar von Ditfurth dice che la fotosintesi è un processo che non può essere in alcun modo appreso: Nessuna cellula possiede la capacità di ‘apprendere’ un processo nel vero senso della parola. È impossibile per qualsiasi cellula arrivare alla capacità di svolgere tali funzioni come la respirazione o la fotosintesi, né quando giunge per la prima volta alla vita, né successivamente.”

Poiché la fotosintesi non può svilupparsi come risultato del caso e non può successivamente essere appresa da una cellula, è evidente che le prime cellule vegetali che vissero sulla terra FURONO CREATE APPOSTA per eseguire la fotosintesi.

In altre parole, le piante sono state create da Dio con la capacità di fotosintesi.

 

           

 


Cap. 18 L’ORIGINE DELLA CELLULA VEGETALE

Come le cellule animali, le cellule vegetali appartengono al tipo noto come “eucariotico”, che significa “dotato di un buon nucleo”.  

Piante ed animali hanno un nucleo cellulare e la molecola di DNA in cui sono codificate le informazioni genetiche.

I batteri invece sono del tipo “procariotico”: il DNA non è chiuso in un nucleo e ciò rende possibile il trasferimento del DNA da cellula a cellula.

La teoria dell’evoluzione ipotizza erroneamente che le cellule procariotiche siano primitive e che quelle eucariotiche si siano evolute da esse, passando dal primitivo al complesso.

La ricerca scientifica ha dimostrato però che le cellule procariotiche non sono affatto “primitive”.

Un batterio ha circa 2000 geni ognuno dei quali contiene circa 1000 lettere (collegamenti).

Questo significa che le informazioni del DNA di un batterio è lungo circa 200.000 lettere.

Secondo questo calcolo, le informazioni del DNA di un batterio equivale a 20 romanzi ciascuno di 10.000 parole.

Ogni modifica del codice genetico di un batterio rovina l’intero sistema operativo del batterio ed esso va in errore, in tilt e la cellula muore!

Questa struttura è talmente sensibile, che sfida i cambiamenti per caso.

Inoltre manca anche qui, come per il salto di specie degli animali, l’anello intermedio di congiunzione, la “forma intermedia” tra batteri e cellule eucariotiche.

Ciò basterebbe per rendere infondate le affermazioni degli evoluzionisti.

Per esempio, il famoso evoluzionista turco, il Prof, Ali Demirsoy confessa candidamente l’INFONDATEZZA dello scenario che le cellule batteriche si siano evolute in quelle eucariotiche e poi in organismi complessi costituiti da queste cellule.

Nella botanica non esiste evoluzione e non esiste spiegazione scientifica del modo in cui organelli vegetali e cellule complesse si svilupparono da queste creature primitive.

Creature mono e multicellulari hanno tutte questa struttura complessa e non è stata trovata alcuna creatura o alcun gruppo con organelli di una costruzione più semplice o che siano più primitivi. In altre parole gli organelli presentati si sono sviluppati proprio come sono.

Non hanno alcuna forma semplice e primitiva. 

Vediamo le grandi differenze strutturali tra batteri e cellule vegetali.

1- Mentre le pareti delle cellule batteriche sono formate di polisaccaride e proteina, le pareti delle cellule vegetali sono formate di CELLULOSA, una struttura completamente diversa.

2- Mentre le cellule vegetali posseggono molti organelli, coperti con membrane che hanno strutture molto complesse, le cellule batteriche mancano di organelli tipici. Nelle cellule batteriche ci sono solo piccoli ribosomi che si muovono liberamente. I ribosomi delle cellule vegetali sono più grandi e sono fissati alla membrana cellulare. Inoltre, la sintesi proteica ha luogo in modi diversi nei due tipi di ribosomi.

3- Le strutture del DNA delle cellule vegetali e batteriche sono diverse.

4- La molecola di DNA nelle cellule vegetali è protetta da una membrana a doppio strato mentre il DNA delle cellule batteriche è libero all’interno della cellula.

5- La molecola di DNA delle cellule batteriche somiglia ad un circuito chiuso, a forma circolare. Nelle piante, la molecola di DNA è lineare.

6– La molecola di DNA delle cellule batteriche ha informazioni che appartengono solo ad una cellula, mentre nelle cellule vegetali la molecola di DNA ha informazioni sull’intera pianta. Per esempio, tutte le informazioni sulle radici, lo stelo, le foglie, i fiori e i frutti di una pianta da frutto si trovano nel DNA del nucleo di una sola cellula vegetale.

 

7- Alcune specie di batteri sono fotositetici, in altre parole svolgono una specie di fotosintesi. Ma, a differenza delle piante, nei batteri fotosintetici, (cianobatteri, per esempio) non c’è cloroplasto contenente clorofilla e pigmenti fotosintetici. Ciò esclude categoricamente che le cellule procariotiche si trasformarono in cellule eucariotiche.

 

8- La biochimica della formazione dello RNA messaggero nelle cellule procariotiche (batteriche) e nelle cellule eucariotiche (comprese piante e animali) è del tutto diversa. 

Lo RNA messaggero svolge un ruolo fondamentale per la vita della cellula. Ma nonostante lo RNA messaggero assuma lo stesso ruolo vitale sia nelle cellule procariotiche che il quelle eucariotiche, la struttura biochimica è diversa. J. Darnell scrisse quanto segue in un articolo pubblicato da Science:

Le differenze nella biochimica della formazione dell’RNA messaggero negli eucarioti in confronto con i procarioti sono tanto profonde da suggerire che l’evoluzione sequenziale delle cellule procariotiche in eucariotiche sembra improbabile.

Le differenze strutturali tra le cellule batteriche e vegetali, di cui abbiamo visto alcuni esempi in precedenza, portano gli scienziati evoluzionisti ad un altro punto morto. Sebbene le cellule vegetali e quelle batteriche hanno alcuni aspetti in comune, la maggior parte delle loro strutture è del tutto differente. Infatti, poiché non ci sono organelli circondati da membrana o citoscheletro (rete interna di filamenti proteici e microtuboli) nelle cellule batteriche, la presenza di diversi organelli molto complessi e di organizzazione cellulare nelle cellule vegetali invalida completamente l’affermazione che le cellule vegetali si sono evolute dalla cellula batterica.

Il biologo Ali Demirsoy lo ammette apertamente dicendo: “Le cellule complesse non si sono mai sviluppate da cellule primitive attraverso un processo di evoluzione”

(da http://ildarwinismoconfutato.blogspot.com/2010/11/lorigine-delle-piante.html)

 


Cap. 19 LA FALSA TEORIA DELL’ENDOSIMBIOSI

L’impossibilità che le cellule vegetali si siano evolute da una cellula batterica o viceversa, non ha impedito ai biologi evoluzionisti di produrre ipotesi speculative e fantastiche. La più popolare è l’ipotesi della "endosimbiosi".

Questa ipotesi fu avanzata da Lynn Margulis nel 1970 nel libro The Origin of Eukaryotic Cells. In questo libro, Margulis affermava che le cellule vegetali emersero quando un batterio fotosintetico fu inghiottito da un’altra cellula batterica. Il batterio fotosintetico si evolvette all’interno della cellula madre in un cloroplasta. Infine, in un modo o nell’altro, si erano sviluppati organelli con strutture altamente complesse come nucleo, l’apparato di Golgi, il reticolo endoplasmatico e i ribosomi.

Quindi, era nata la cellula vegetale.

Questa tesi degli evoluzionisti non è altro che un lavoro di fantasia, non corroborata da nessuna prova scientifica.

Non sorprende che tale teoria fu criticata e rifiutata da scienziati seri, che svolsero ricerche molto importanti sull’argomento su una serie di ambiti: Possiamo citare D. Lloyd , M. Gray e W. Doolittle, e R. Raff e H. Mahler, fra i più noti.

            Vediamo perché:

1- Se i cloroplasti, in particolare, una volta erano cellule indipendenti, allora avrebbe potuto esserci solo un risultato, se ingoiati da una cellula più grande: cioè, sarebbero stati digeriti dalla cellula madre e usati come cibo. Deve essere così, perché anche se ipotizziamo che la cellula madre in questione aveva inglobato tale cellula in se stessa dall’esterno, per errore, invece di ingerirla intenzionalmente come cibo, nondimeno, gli enzimi digestivi della cellula madre l’avrebbero distrutta. Naturalmente, alcuni evoluzionisti hanno superato questo ostacolo dicendo, “Gli enzimi digestivi erano scomparsi”. Ma questa è una chiara contraddizione, perché se gli enzimi digestivi della cellula erano scomparsi, allora essa sarebbe morta per mancanza di nutrizione.

 

2- Ancora, ipotizziamo che tutto l’impossibile sia successo e che la cellula che si dice sia stata l’antenata del cloroplasto fu ingoiata dalla cellula madre. In questo caso, ci troviamo di fronte ad un altro problema: Gli schemi degli organelli all’interno della cellula sono codificati nel DNA. Se la cellula madre avesse avuto intenzione di usare altre cellule ingoiate come organelli, allora sarebbe stato necessario che tutte le informazioni su di esse fossero già presenti e codificate nel suo DNA. Il DNA delle cellule ingoiate avrebbe dovuto possedere informazioni appartenenti alla cellula madre. Non solo tale situazione è impossibile, i due complementi di DNA appartenenti alla cellula madre e alla cellula ingoiata, avrebbero anche dovuto diventare compatibili tra di loro successivamente, il che è chiaramente impossibile.

 

3- C’è una grande armonia all’interno della cellula che mutazioni casuali non possono spiegare. In una cellula non c’è soltanto un cloroplasto e un mitocondrio. Il loro numero aumenta o diminuisce secondo il livello di attività della cellula, proprio come nel caso degli altri organelli. L’esistenza del DNA negli organismi di questi organelli è anch’essa utile per la riproduzione. Quando la cellula si divide, si dividono anche i numerosi cloroplasti, e la divisione cellulare avviene in un tempo più breve e più regolarmente.

 

4- I cloroplasti sono generatori di energia di importanza assolutamente vitale per la cellula vegetale. Se questi organelli non producessero energia, molte delle funzioni cellulari non ci sarebbero, il che significherebbe che la cellula non potrebbe vivere. Queste funzioni, che sono tanto importanti per la cellula, avvengono con le proteine sintetizzate nei cloroplasti. Ma il DNA dei cloroplasti non è sufficiente a sintetizzare queste proteine. La maggior parte delle proteine è sintetizzata usando il DNA madre nel nucleo della cellula.

Mentre la situazione proposta dall’ipotesi dell’endosimbiosi avviene attraverso un processo di prove ed errori, quali effetti avrebbe ciò sul DNA della cellula madre? Come abbiamo visto, ogni mutamento in una molecola di DNA assolutamente non è un guadagno per quell’organismo; al contrario, ogni mutazione simile sarebbe certamente dannosa, anzi mortale.

Le dichiarazioni fatte dagli evoluzionisti non si basano su esperimenti scientifici, perché non è stato mai osservato niente come un batterio che ne ingoia un altro. Nella sua revisione di un libro successivo, di Margulis, Symbiosis in Cell Evolution, il biologo molecolare P. Whitfield descrive la situazione:L’endocitosi procariotica è il meccanismo cellulare su cui probabilmente si fonda tutta la teoria S.E.T. (Serial Endosymbiotic Theory, teoria endosimbiotica seriale). Se una procariota non poteva accoglierne un’altra, è difficile immaginare in che modo poteva essersi instaurata l’endosimbiosi.“ (http://ildarwinismoconfutato.blogspot.com/2010/11/lorigine-delle-piante.html)

Purtroppo per Margulis e la S.E.T., non esiste alcun esempio moderno di endocitosi procariotica o endosimbiosi.

            Per ironia della sorte, la falsa teoria evoluzionistica dell’endosimbiosi è citata dovunque e spacciata per vera, mentre la sua dimostrazione antiscientifica è praticamente tacitata.

In pratica succede quello che è già successo con i falsi reperti fossili, con la falsa Lucy, con il falso big-bang, con la falsa evoluzione. Il complotto contro il Dio della Bibbia è ormai palese e sfacciato, a dimostrazione che tutto ciò che la contraddice viene strombazzato ai quattro venti dai mass media e le smentite vengono ritenute inutili.

Gesù Cristo aveva avvertito: Guardate che non ce l’hanno con voi, ma ce l’hanno con me!  “Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi.” (Giovanni 15:2)

(da http://ildarwinismoconfutato.blogspot.com/2010/11/lorigine-delle-piante.html)

 


Cap. 20 L’ORIGINE DELLE ALGHE

La teoria dell’evoluzione ipotizza che, creature monocellulari vegetali, la cui origine non è mai stata spiegata o dimostrata, giunsero col tempo a formare le alghe.

Troppo bello per crederci.

Sarebbe come se prendessimo un cono gelato vuoto e pensassimo che un giorno, quel cono si potrà riempire da solo di crema al pistacchio e cioccolato!

L’origine delle alghe risale a tempi molto remoti, tanto che sono stati trovati resti fossili di alghe di un’età convenzionale compresa tra 3,1 e 3,4 milioni di anni.

Il fatto interessante è che non c’è alcuna differenza strutturale tra quegli esseri viventi straordinariamente antichi e gli esemplari che vivono ai nostri giorni.

Un articolo pubblicato su Science News dice:

Nelle rocce del Sud Africa sono stati trovati fossili sia di alghe blue-verdi che di batteri risalenti a 3,4 miliardi di anni fa. İl fatto ancora più intrigante è che le alghe Pleurocapsales si rivelarono quasi identiche a quelle moderne sia a livello di famiglia che, forse, a livello di genere.”

Il biologo tedesco Hoimar von Ditfurth fa questo commento sulla struttura complessa di queste cosiddette alghe "primitive": “i fossili più antichi scoperti finora sono oggetti fossilizzati in minerali che appartengono ad alghe blu veri di oltre 3 miliardi di anni. Per quanto primitive siano, esse comunque rappresentano forme di vita piuttosto complesse ed organizzate in modo esperto.”

Da notare che si parla di alghe e batteri INSIEME.

Come si è potuto pensare che i batteri si potessero essere evoluti in alghe se li hanno trovati sempre insieme?

            La co-creazione di batteri ed alghe non poteva essere più evidente di così!

I biologi evoluzionisti pensano che le alghe in questione dettero origine nel tempo ad altre piante marine e che si spostarono sulla terra circa 450 milioni di anni fa.

Ecco dunque il gioco di fantasia: dai batteri alle alghe e dalle alghe alle altre piante: una giusta prosecuzione di menzogne!

Se i batteri non si sono evoluti in alghe, come potevano le alghe evolversi in altre piante marine? Chi ha dato loro il permesso? Darwin?

Proseguendo nella fiaba evoluzionistica, ecco che dalle piante nascano i protozoi e da questi i pesci e poi gli anfibi e poi i mammiferi con tanto di tuta mimetica!

“Proprio come lo scenario degli animali che passano dall’acqua alla terraferma, però, l’idea che le piante fecero lo stesso è un’altra fantasia. Entrambi gli scenari non hanno validità o consistenza. Le fonti evoluzioniste in genere cercano di interpretare l'argomento con commenti fantastici e ascientifici come "le alghe in qualche modo passarono sulla terra e vi si adattarono."

Ma vi rendete conto?

“LE ALGHE IN QUALCHE MODO PASSARONO SULLA TERRA!”

Già mi immagino gli sforzi di qualche povera alga, impegnata a sopravvivere sulla terra, senza essere bagnata dalle onde del mare. Costretta a respirare dall’acqua, avrà pensato: “ma perché non prendo l’ossigeno dall’aria, dato che essa lo contiene in percentuale del 19 percento?”

Le alghe all’epoca, avevano la laurea in scienze: mica erano ignoranti come quelle di oggi!

Possiamo anche immaginare di vedere quella super-alga, nel suo delirio di onnipotenza, di libertà e di indipendenza, salire in cima alla roccia, lontana dal mare e salutarlo: “Addio mare, me ne vado a vivere da sola. Ti lascio. Un giorno ci rivedremo sotto forma di palombaro o di subacqueo!”

 Mettendo da parte la comicità di tale paradossale supposizione accademica, guardiamo brevemente i più importanti ostacoli che rendono questo passaggio del tutto IMPOSSIBILE:

 

1- Il pericolo di seccarsi: Perché una pianta che vive nell’acqua possa vivere sulla terra la sua superficie deve prima di tutto essere protetta dalla perdita d’acqua. Altrimenti LA PIANTA SI SECCA. Le piante terrestri sono provviste di speciali sistemi per impedire che questo avvenga. In questi sistemi ci sono dettagli molto importanti. Per esempio, la protezione deve avvenire in modo che gas importanti come ossigeno e biossido di carbonio possano entrare e uscire liberamente dalla pianta. Allo stesso tempo è importante che venga impedita l’evaporazione. Se una pianta non ha un tale sistema non può attendere milioni di anni per svilupparlo. In tale situazione la pianta ben presto si secca e muore.

 

2- Alimentazione: Le piante marine assumono l'acqua e i minerali di cui hanno bisogno direttamente dall'acqua in cui si trovano. Per questo motivo qualsiasi alga che cercasse di vivere sulla terra avrebbe problemi di alimentazione. Non potrebbero vivere senza risolvere questo problema. Le alghe non si nutrono dalle radici, che invece hanno il solo scopo di ancorarle alle rocce.

 

3- Riproduzione: Le alghe, con la loro breve vita, non hanno possibilità di riprodursi sulla terra perché, come per tutte le loro funzioni, usano l’acqua anche per diffondere le loro cellule riproduttive. Per potersi riprodurre sulla terra dovrebbero possedere cellule riproduttive multicellulari come quelle delle piante terrestri, che sono coperte da uno strato protettivo di cellule. In mancanza di ciò, qualsiasi alga che si trovasse sulla terra non sarebbe in grado di proteggere le proprie cellule riproduttive dai pericoli e né sperare di far sopravvivere la loro progenie immaginaria.

 

4- Protezione dall’ossigeno: Qualunque alga arrivata sulla terra fino a quel punto avrebbe assunto ossigeno in una forma decomposta. Secondo lo scenario degli evoluzionisti, ora dovrebbe assumere ossigeno in una forma mai incontrata prima, in altre parole direttamente dall’atmosfera. Come sappiamo, in condizioni normali, l’ossigeno dell’atmosfera ha l’effetto di avvelenare le sostanze organiche. Gli esseri viventi che vivono sulla terra posseggono sistemi che impediscono loro di essere danneggiate. Ma le alghe sono piante marine, il che significa che NON HANNO GLI ENZIMI che le proteggono dagli effetti dannosi dell'ossigeno. Quindi, appena arrivate sulla terra, sarebbe stato impossibile per loro evitare questi effetti. Né è in questione che potessero aspettare lo sviluppo di tale sistema perché non avrebbero potuto sopravvivere sulla terra abbastanza perché ciò accadesse.

 

5- Manca il “vantaggio selettivo”. C’è ancora un altro motivo per cui l’affermazione che le alghe passarono dall’oceano alla terra sia inconsistente: l’assenza di un agente naturale che rendesse necessario un tale passaggio.

Se le alghe stavano bene, non avevano nessun bisogno di “emigrare”!

Immaginiamo l’ambiente naturale delle alghe di 450 milioni di anni fa.

Le acque del mare offrono loro un ambiente ideale.

Per esempio, l’acqua le isola e le protegge dal calore estremo e offre loro tutti i tipi di minerali di cui hanno bisogno.

Allo stesso tempo esse possono assorbire la luce solare per mezzo della fotosintesi e producono i propri carboidrati (zucchero e amido) dal biossido di carbonio che si scioglie nell’acqua.

Per questo motivo, non c’è niente che manca alle alghe nell’oceano e quindi NESSUNA RAGIONE perché si spostino sulla terra e non c’è alcun “vantaggio selettivo” come lo chiamano gli evoluzionisti.

Tutto questo dimostra che l’ipotesi evoluzionista che le alghe emersero dall’acqua e formarono le piante terrestri è del tutto ASCIENTIFICA.

(da http://ildarwinismoconfutato.blogspot.com/2010/11/lorigine-delle-piante.html)

 


Cap. 21 LA MEDICINA GALENICA DI DIO

Herbis non verbis, con le erbe, e non con le parole!

Da sempre Dio ha dato all’umanità tutti i mezzi “naturali” per vivere e per stare bene.

Lo avevano scoperto tutti i popoli che avevano fatto tesoro dello studio delle erbe e delle loro proprietà salutari e curative.

Gli antichi greci furono quelli che fecero dell’erboristeria una vera e propria disciplina, da cui poi è derivata tutta la chimica farmaceutica moderna. Basta citare Ippocrate e Galeno per darne un’idea!

Gli antichi romani impararono dai greci e, con l'arrivo degli “schiavi” greci poi liberti, iniziano le prime opere a carattere di veri trattati di farmacoterapia. Ai tempi di Giulio Cesare già erano pienamente operativi medici pubblici sovvenzionati dalle città. La prima traccia storica di una farmacia organizzata, con vasi di terracotta e alambicchi, è emersa dagli scavi di Pompei.

Plinio il Vecchio scrisse Naturalis historia in 37 libri (di cui sette dedicati alle piante medicinali), dove vi sono oltre 600 rimedi di origine vegetale, desunti dalle sue conoscenze del mondo greco: un'autentica enciclopedia di astronomia, geografia, antropologia, etnografia, zoologia, botanica, medicina, mineralogia, con la citazione di 500 scrittori fra stranieri e latini e 2000 opere.

Comunque a Roma fu Galeno di Pergamo (129 d.C -201 d.C.), che scrisse un fortunato trattato di chimica farmaceutica. Le farmacie moderne sono in grado di produrre rimedi naturali, seduta stante, chiamati “prodotti galenici”!

Fu medico della corte degli imperatori di Marco Aurelio, Lucio Vero, Commodo e Settimio Severo, ed ebbe modo d'imparare molto accompagnando i militari nelle loro campagne.

A lui si deve la formalizzazione ufficiale delle antiche teorie sui liquidi, che sono servite per spiegare il funzionamento del corpo umano sino all'inizio dello studio dell'anatomia umana nel XVI sec.

La sua opera principale, De simplicium medicamentis et facultatibus (i medicamenti citati sono 473) lascerà il segno per un millennio e mezzo.

Fedele alla concezione dello scorrimento dei liquidi, egli catalogò i medicamenti in funzione del "calore" (o umore), secondo gradi crescenti, permettendo la scelta del farmaco con tale parametro per ogni malattia (Methodus medendi).

In particolare applicava medicamenti con azione opposta a quella del male: p.es. farmaci refrigeranti nelle malattie calde. (antinfiammatori)

Il suo motto era "contraria contrariis curantur". Il medico stesso doveva preparare il medicinale e somministrarlo in modo oculato e con parsimonia al paziente. Alcune formule chimiche erano tenute segrete, riservate ai soli addetti. Questo è anche il principio della medicina moderna, a differenza dell’omeopatia, che applica il principio opposto di assecondare la malattia, per vincerla.

I suoi discepoli si specializzarono nel distinguere i medicamenti magistrali (infusi, decotti ecc.), perché basati sulla ricetta del medico o cerusico, da quelli officinali, stabiliti dalle farmacopee ufficiali (acque distillate, tinture, sciroppi, polveri vegetali ecc. e altri medicinali “da banco”).

Galeno scrisse oltre 400 libri di medicina, fisiologia e farmacologia, di cui solo 108 ci sono pervenuti.

Da citare anche Andromaco di Creta, medico di Nerone, che preparò la teriaca, composta di 61 ingredienti presi dal mondo animale e vegetale, portati a 73 dal medico Galeno.

E il bizantino Oribasio (325-403), medico personale dell'imperatore Giuliano l'Apostata, che lasciò un'opera di medicina in 70 libri, giunta a noi solo in parte, un compendio di medicina in 9 libri e un trattato popolare in 4 libri.

Ora c’è da dire che la medicina è stata sempre associata agli dei che concedevano guarigioni miracolose, mediante loro stregoni, sciamani e sacerdoti…

Spesso medico e sacerdote, coincidevano. Anche oggi, per un malato, l’arrivo del medico ha effetto placebo rassicuratorio ed è già una mezza guarigione!

Molte erano le leggende di come “gli dei” avessero provveduto a mettere nelle piante le loro proprietà curative. Il rosmarino era dedicato alla dea Venere e alla Madonna, la salvia a Giove, l’alloro ad Apollo, la lavanda alla Luna, l’anemone al vento Zefiro, ecc.

La verità è invece un’altra.

Il Creatore, il Dio dei “cristiani”, ha creato tutto, cielo, terra, animali e piante: “io vi do ogni erba verde per nutrimento". (Genesi 1:30)

Poi Iddio fece ad Adamo e alla sua moglie delle tuniche di pelle, e li vestì, insegnando loro la tecnologia per la caccia e il cucito!  (Genesi 3:21)

Caccia, allevamento ed agricoltura furono le attività primarie da sempre!

Proteine, vitamine e quant’altro sono da sempre a disposizione dell’uomo!

Se sapessimo ed utilizzassimo tutte le risorse insite nelle piante, avremmo già trovato l’elisir di lunga vita!

Fino a pochi decenni or sono, pochi immaginavano le qualità terapeutiche dell’aloe!

Adesso l’aloe sta dappertutto, nei saponi, nelle bevande, e… nelle medicine!

Ha proprietà miracolose.

Che dire poi dell’aglio, della cipolla, del sedano, dello zenzero, e di tante erbe di uso quotidiano? Ogni tanto, le riviste e le università ci fanno “riscoprire” questo e quello!

Noi mangiamo tutto ciò che ha vita, piante ed animali.

E se stiamo male, troviamo la nostra salute in un bel brodo di tacchino, oppure in qualche decotto o tisana rigeneratrice.

In alternativa, prendiamo estratti di tutto questo, in pasticche preparate dalle ditte farmaceutiche.

            Questo è il racconto biblico e questa è la realtà creazionista.

            Adesso cerchiamo qualche appiglio evoluzionista!

            E’ come arrampicarsi sugli specchi!

            E si sono immaginati un “brodo primordiale”, una cellula animale che diventa vegetale con la bacchetta magica, e le piante che spuntano da sole!

            Gesù ebbe a dire: “Guai a voi, dottori (della legge), perché avete portato via la chiave della scienza! Voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare l'avete impedito". (Luca 11:52)

            Guai a voi, dottori e professori universitari, scienziati atei e miscredenti, che studiate il creato senza il Creatore: proponete una scienza monca e vuota!

            L’apostolo Paolo avvertiva il suo discepolo ed amico Timoteo: “O Timoteo, custodisci il deposito; evita i discorsi vuoti e profani e le obiezioni di quella che falsamente si chiama scienza;  alcuni di quelli che la professano si sono allontanati dalla fede.” (I Timoteo 6:20-21)

            Nella Bibbia c’è il racconto di un certo Balaam e della sua asina: l’asina vedeva lo spirituale e il suo padrone no! (Numeri cap.22)

            Alla fine l’asina dovette parlare al padrone per spiegargli tutta la faccenda!

            Ed adesso ecco che i creazionisti asini, parlano agli evoluzionisti dottori, per aprire loro gli occhi spirituali!

            Anche a Balaam si aprirono gli occhi spirituali e “Balaam pronunziò il suo oracolo e disse: "Cosí dice Balaam, figlio di Beor; cosí dice l'uomo che ha l'occhio aperto, così dice colui che ode le parole di Dio, che conosce la scienza dell'Altissimo, che contempla la visione dell'Onnipotente, colui che si prostra e a cui si aprono gli occhi: Lo vedo, ma non ora; lo contemplo, ma non vicino: un astro sorge da Giacobbe, e uno scettro si eleva da Israele…” (Numeri 24:15-17)

            Possa il Signore Gesù Cristo, l’astro di Giacobbe, il Messia d’Israele, aprire gli occhi di tutta l’umanità e portarla a contemplare il Suo regno, a studiare la Sua scienza, e a capire la Sua Parola!

            Senza la rivelazione non c’è conoscenza e il timore dell’Eterno è il principio della scienza!

 


Cap. 22 I FIORI DI DIO

            Qual è l’origine delle angiosperme?  

Cosa sono le angiosperme, dal greco “seme coperto”?

Sono tutte le piante che hanno il seme dentro il loro frutto, prodotto da un FIORE, a differenza delle gimnosperme, dal greco “seme nudo”, come i pinoli.

            Gli evoluzionisti “pensano” che entrambe le categorie possano aver avuto un “antenato comune”.

Il problema è che esaminando la storia fossile e le caratteristiche strutturali delle piante che vivono sulla terra, emerge un altro quadro che non si accorda con le previsioni evoluzioniste.

Non c’è alcuna serie fossile che conferma anche un solo ramo dell’”albero evolutivo” delle piante che si vede in quasi tutti i libri di testo di biologia!

Tutte le specie sono apparse all’improvviso e in momenti più o meno vicini: che dite? Forse saranno state create da Dio?

La maggior parte delle piante ha resti abbondanti nei reperti fossili ma nessuno di essi è una forma intermedia tra una specie e un’altra.

Sono tutte specie distinte, create in modo speciale, separato ed originale e non c’è alcun legame evolutivo tra loro. Strano vero?

Come ha ammesso il paleontologo evoluzionista E. C. Olson, “Molti nuovi gruppi di piante e animali comparvero all’improvviso, apparentemente senza alcun antenato vicino”.

Le stratificazioni scoperte in Inghilterra hanno lasciato letteralmente sbigottiti i biologi!

Ogni strato aveva semi e piante differenti, “come se Qualcuno li avesse messi là di proposito”!

Il botanico Chester A. Arnold, che studia piante fossili all’università del Michigan, fa il seguente commento:Si è sperato per molto tempo che piante estinte alla fine rivelassero qualcuna delle fasi attraversata dai gruppi esistenti nel corso del loro sviluppo, ma si deve ammettere che l’aspirazione è stata soddisfatta solo in misura insignificante anche se la ricerca paleobotanica è progredita per più di cento anni.”

Arnold ammette che la paleobotanica (la scienza delle piante fossili) non ha prodotto alcun risultato a sostegno dell’evoluzione. “Non siamo stati in grado di tracciare la storia filogenetica di un singolo gruppo di piante dei nostri giorni, dall’inizio al presente".

Le scoperte fossili negano in modo più chiaro l’affermazione dell’evoluzione delle piante da fiore o “angiosperme”.

Queste piante si dividono in 43 famiglie, ciascuna delle quali emerge all'improvviso senza alcuna traccia alle spalle “di forma intermedia” primitiva nei reperti fossili.

Questo fatto fu riconosciuto nel diciannovesimo secolo e per questo motivo Darwin descrisse l’origine delle angiosperme come un "abominevole mistero".

Il problema di Darwin è ancora quello degli evoluzionisti: Dio è un “abominevole mistero”!

Tutte le ricerche svolte dai tempi di Darwin ad oggi, si sono semplicemente aggiunte al livello di disagio che questo mistero comporta. NON CI SONO SPIEGAZIONI SCIENTIFICHE O TEORIE CHE GIUSTIFICHINO L’ORIGINE DELLE ANGIOSPERME!

I FIORI SONO OPERA CREATRICE DI DIO!

Nel suo libro The Palaeobiology of Angiosperm Origins, il paleobotanico evoluzionista N. F. Hughes fa la seguente ammissione: “… Con poche eccezioni di dettagli, però, l’impossibilità di trovare una spiegazione soddisfacente è rimasta e molti botanici hanno concluso che il problema non può avere soluzione attraverso le evidenze fossili.” 

Nel suo libro The Evolution of Flowering Plants, Daniel Axelrod dice quanto segue sull’origine delle piante da fiore: “Il gruppo ancestrale che diede origine alle angiosperme non è stato ancora identificato nei reperti fossili e nessuna angiosperma vivente indica tale alleanza ancestrale.”

(da http://ildarwinismoconfutato.blogspot.com/2010/11/lorigine-delle-piante.html)

Dice una famosa canzone, che per fare un albero ci vuole un fiore.

            Che poesia!

            Dio si è scatenato nella sua fantasia creativa, dimostrandosi il più grande e straordinario artista ed inventore, producendo capolavori viventi (le piante sono esseri viventi), che danno un senso reale della capacità divina di produrre l’impareggiabile e l’impensabile!

            L’uomo può solo ammirare e copiare.

            Ci sono fiori a forma di ricamo, a forma di insetto, a forma umana, a forma animale, a forma di oggetti!

            Nessun fiore si è evoluto e nessun fiore ha copiato da altro fiore.

            Non è possibile fare alcun discorso evoluzionistico, quando si tratta di fiori!

            Per gli evoluzionisti i fiori sono tabù!

            Esaminiamo perché.

 

1) FIORI A FORMA DI RICAMO

Quando si dice che un fiore è un ricamo, non è uno scherzo e né un’esagerazione o una bufala.

Questo è autentico e si chiama “TRICHOSANTHES CUCUMERINA”, detta volgarmente “la zucca dei serpenti” dai meravigliosi fiori di pizzo.

È una cucurbitacea rampicante adatta ai climi tropicali e subtropicali che cresce in folti cespugli ai bordi delle foreste e nelle radure del sud-est asiatico, Cina, India e Corea. A prima vista, può sembrare una semplice pianta di cetriolo per via del fusto allungato, della forma e della misura delle sue foglie. Essa però, ha qualcosa di davvero singolare: produce dei fiori bianchi stupendi dotati di sottili filamenti che, allo sbocciare, si estendono per poi arricciarsi, man mano che i fiori tendono ad appassire.

I fiori maschili spuntano in gruppo, mentre quelli femminili singolarmente, schiudendosi dopo il tramonto e meravigliando gli osservatori per via del loro caratteristico aspetto a forma di pizzo, dando vita a ricami unici.

La Trichosanthes cucumerina, conosciuta anche con i nomi volgari di “podalangai, chachinda, lingapotla, snake gourd, serpente vegetale” ma soprattutto come zucca dei serpenti”, vera e propria prelibatezza della cucina indiana, deriva il nome del suo genere, Trichosanthes, dal greco “erfogl” ( pelo) e “erfo” (fiore); mentre gli epiteti, specifico e sottospecifico, “cucumerina” e “anguina”, significano in latino, rispettivamente, “ a forma di cetriolo” e “a forma di serpente”.

Il frutto non ancora maturo ha un sapore amarognolo che viene però smorzato con la cottura.

La polpa rossastra, invece, viene usata in Africa come sostituita dei pomodori ed i germogli, i viticci e le foglie come verdure. 

 

Altro fiore meraviglioso è quello della DATURA il cui nome deriva dalla parola sanscrita Dathura, ed appartiene alla famiglia delle solanacee La caratteristica principale dei fiori della datura è quella di chiudersi durante il giorno, in maniera ordinata come un ombrello e aprirsi al calar del sole per rimanere aperti per tutta la notte, come i fiori della “bella di notte”.

I fiori, di forma simile ad un imbuto, come il convolvolo, ma molto più grandi, sono molto profumati di color bianco e disseccando producono un frutto spinoso.

La pianta di datura, in particolare la “datura stramonium” chiamata popolarmente “erba del diavolo” o “erba delle streghe”, per le sue proprietà narcotizzanti e tossiche, contiene un alto contenuto di alcaloidi tra cui atropina, scopolamina, iosciamina, che provocano sull’uomo effetti allucinogeni provvisori, a volte anche mortali.

Ultimamente è molto diffusa nei nostri giardini, ricercata per questi fiori penduli assai pittoreschi e decorativi.

Parlare di evoluzione è completamente fuori luogo.

Dio l’ha creata. Non ci sono dubbi!

Se Darwin si fece tante domande, osservando gli animali. io mi faccio queste domande osservando tali fiori. Dove ogni fiore ha preso le sostanze allucinogene? Dalla Thailandia? Dall’Albania o dalla Colombia? Dalla mafia? O forse dalle radici che succhiano dal terreno le sostanze che le servono? Quali sostanze?

Nel seme ci sono le istruzioni per auto-produrre tali sostanze? E se è così, chi li ha programmati?

L’atropina o iosciamina è un tropan-alcaloide presente in diverse piante della famiglia delle Solanaceae come ad esempio Atropa belladonna, Datura stramonium e Hyoscyamus niger.

Il nome ufficiale della nomenclatura IUPAC è: (8-metil-8-azabiciclo[3.2.1]oct-3-il) 3-idrossi-2-fenilpropanoato, mentre la Formula bruta o molecolare è: C17H23NO3.

A livello di estrazione da essenze vegetali, le più comuni fonti di atropina sono l’Atropa belladonna, la Datura inoxia, la D. metel, e lo Stramonio. È presente anche in alcune piante dei generi Brugmansia e Hyoscyamus.

Questo alcaloide è stato isolato dall’Atropa belladonna nel 1931 da Mein ma alcune delle proprietà farmacologiche dell’atropina erano sfruttate già vari secoli prima che l’alcaloide fosse identificato.

Già all’epoca di Luigi XIV l’estratto di belladonna era largamente usato, per il suo potere midriatico, nella cosmesi femminile, considerandosi la pupilla dilatata un elemento di elevato valore estetico. È noto, inoltre, che fin dal sec. XIV l’estratto di belladonna costituiva il rimedio di elezione contro la dismenorrea e l’incontinenza urinaria.

In terapia l’alcaloide viene impiegato, soprattutto sotto forma di solfato per uso oftalmico.

L’atropina è stata per lungo tempo il farmaco di elezione nella terapia del morbo di Parkinson, e a tal fine viene spesso ancora oggi usata in associazione con vari farmaci di sintesi.

Attualmente i principali usi dell’alcaloide sono per il trattamento dell’ulcera peptica, degli stati spastici del tratto gastro-intestinale e genito-urinario, per le intossicazioni da sostanze anti-colinesterasiche (antiparassitari agricoli organofosforici, funghi del tipo Amanita muscaria).
            Il farmaco ha inoltre una certa importanza nella preanestesia chirurgica in quanto inibisce la salivazione e le secrezioni bronchiali e riduce l’effetto irritante degli anestetici gassosi.

In oftalmologia le sue proprietà midriatiche vengono sfruttate sia a fini diagnostici (cioè per facilitare l’esame completo della retina) sia a fini curativi (iriti acute, iridocicliti, cheratiti).

L’atropina è utilizzata, inoltre, contro l’intossicazione da gas nervini; l’atropina antagonizzando a livello di recettore colinergico l’effetto dell’acetilcolina, non più distrutta dall’enzima inibito dal nervino, limita gli effetti dell’avvelenamento da nervini ed è in grado di salvare la vita agli intossicati. Per questa ragione, i militari che operano in ambienti potenzialmente a rischio di contaminazione con gas nervini, ricevono in dotazione siringhe di atropina per l’auto-somministrazione immediata.

Esattamente come avviene con l’atropina, anche la scopolamina va ad ostruire, in maniera però reversibile, i recettori colinergici e, nello specifico, non permette alcun tipo di interazione tra aceticolina e i vari recettori muscarinici.

Si tratta di una sostanza davvero molto tossica che, per tale ragione, deve essere utilizzata solamente in dosi notevolmente basse. Infatti, quando vengono somministrati dei dosaggi eccessivamente alti, il rischio è quello che possano portare a delle problematiche come stanchezza, sonnolenza o depressione. In alcuni casi l’overdose può comportare anche disturbi più importanti, come ad esempio paralisi, perdita di coscienza, deliri, allucinazioni, uno stato stuporoso e anche la morte del soggetto colpito nei casi più gravi. 

Will-Erich Peuckert, riprodusse una di queste "pomate delle streghe" e la sperimentò su se stesso ed altri volontari; il risultato fu un profondo sonno di oltre 20 ore, in cui si manifestarono visioni di mostri, ambienti infernali, animali fantastici e creature sataniche.

Gli effetti, infatti, sono sostanzialmente di tipo allucinogeno e l'assorbimento transdermico è piuttosto veloce. La scopolamina fu usata anche come "siero della verità" durante la Seconda Guerra Mondiale, data la sua capacità di indurre anche stati di tipo ipnotico, tipo Pentotal.

L'atropina viene tuttora impiegata con successo in clinica oculistica.

           

2) LE ORCHIDEE A FORMA DI ANIMALI

Ci sono insetti che hanno la forma di fiore o di foglia e potremmo anche supporre che tali insetti abbiano potuto “imitare” qualche pianta dell’ambiente in cui vivono, ma che le piante abbiano potuto imitare gli insetti o altri animali, questo è completamente falso!

            Risulta campato per aria ogni discorso di adattamento… delle piante o di selezione naturale, o altro, a meno che non vogliamo dotare tali piante di un’anima, di un cervello e di un corpo pensante!

            Il fenomeno del “mimetismo”, presente nel mondo animale, è escluso nel mondo vegetale. L’adattamento evolutivo è escluso ed è ridicolo parlarne!

            Il genere Ophrys, dà vita a graziosi fiori che ricordano le principali tipologie di insetto diffuse.

Lo spettacolo è disarmante ed emozionante.

Quando il Signore, Creatore di tutte le cose, ci si mette, le cose le fa per bene e ha dotato l’OPHRYS APIFERA, diffusa anche in Italia, non solo dell’aspetto di ape femmina, ma anche di emissione di specifici feromoni in grado di attirare l’animale “impollinatore”.

L’insetto maschio, scambia il fiore per la propria femmina e tenterà di fecondarlo, caricandosi del polline e portandolo su un altro fiore, favorendo in questo modo una naturale impollinazione.

Dio ha dato al fiore, non solo la forma quasi identica, ma anche l’odore ingannatore, per la serie: “Quando faccio le cose, le faccio per bene!”

 

 

 

 

Altrettanto singolare ed affascinante è l’ORCHIDEA SCIMMIA sudamericana, Monkey Orchid, che offre alla vista il buffo volto di una scimmia. Tale fiore ha il suo habitat naturale nelle foreste dell'Ecuador e del Perù, ad un'altitudine compresa tra i 1000 ed i 2000 metri.

Sono “dotate” anche di stampelle e di un’espressione che è tipica di quella scimmiesca, con tanto di capelli arruffati, occhietti vispi e naso.

Il Dio Creatore deve avere un grande senso dello humor e se ha deciso di prendere in giro gli evoluzionisti, questa è la sua risposta: non è l’uomo che deriva dalla scimmia, ma questo fiore!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’orchidea DELLA PALUDE è straordinariamente somigliante ad un clown del circo con tanto di maschera, col grande nasone e baffi e barba. Con i suoi grandi occhi, sembra guardare il pubblico e dire: “Vieni avanti, cretino!”

Ogni riferimento agli evoluzionisti è puramente casuale!

 

 

 

 

 

 

Le orchidee del genere PHALEONOPSIS mostrano immagini di farfalle, di uccelli, di volatili in generale.

Ci sono più di cinquanta specie nel mondo e offrono spettacoli di rara bellezza.

Il nome deriva dalle parole greche “phalaen” (farfalla) e da “opsis” (simile a) e indica la somiglianza del fiore alla forma di farfalla.

 

 

La cosa incredibile è che all’interno della… farfalla sembra che ci sia un vero e proprio uccello, molto dettagliato in tutti i particolari!

Dio è un grande artista, non c’è che dire!

Questi fiori si sono evoluti? Da dove sono usciti se non dalla mente di Dio?

Come si può pensare che Dio non esista?

Ma se esiste, in che rapporto poi siamo con Lui?

Conosciamo Suo Figlio, mandato per la nostra salvezza?

Il Dio Creatore ha fatto i cieli e la terra e poi ha anche dato Sè Stesso sulla croce, per liberarci dalla schiavitù del peccato e promuoverci “figli adottivi, nati di nuovo”

Abbiamo avuto questa buona notizia?

Questo è l’Evangelo di Gesù Cristo.

 

 

 

 

Che dire dell’ORCHIDEA ANGULOA?

Li vedere i neonati dentro la culla?

Forse si sono evoluti e i neonati sono diventati fiori?

Nulla di tutto ciò.

Darwin conosceva le orchidee e non seppe mai dare delle risposte, e come lui, tutti gli evoluzionisti.

Si brancola nel buio. Dio è luce!

https://www.youtube.com/watch?v=hyk9dRXKKbg

Dio ha creato questa meraviglia: non esiste nessuno in grado di creare neppure un filo d’erba, figuriamoci un capolavoro di fantasia come questo!

I babies dentro, sembrano pure felici ed esultanti!

 

 

L’HABENARIA RADIATA (Pecteilis radiata) è un’orchidea tutta particolare che si trova in Cina, Giappone, Crea e Russia. La pianta è indubbiamente una delle specie più affascinanti del mondo, grazie ai suoi bellissimi fiori che assomigliano ad un airone.

Risulta difficile da coltivare, perché richiede un clima particolare.

Di sicuro perciò non è una pianta derivata da atre piante, ma creata da Dio così com’è, senza se e senza ma!

Non esistono ragioni per poter riferire questa pianta e soprattutto questo fiore ad alcuna teoria evoluzionistica!

Per lei possiamo ricordare quel passo dell’Evangelo di Gesù Cristo che dice: “Perciò vi dico: non siate con ansietà solleciti per la vita vostra di quel che mangerete o di quel che berrete; né per il vostro corpo, di che vi vestirete. Non è la vita più del nutrimento, e il corpo più del vestito?

Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, e il Padre  vostro celeste li nutrisce. Non siete voi assai più di loro? 

E chi di voi può con la sua sollecitudine aggiungere  alla sua statura pure un cubito?

E intorno al vestire, perché siete con ansietà solleciti? Considerate come crescono i gigli della campagna; essi non faticano e non filano;  eppure io vi dico che nemmeno Salomone, con tutta la sua gloria, fu vestito come uno di loro.

Or se Iddio riveste in questa maniera l'erba dei campi che oggi è, e domani è gettata nel forno, non vestirà  Egli molto di più voi, o gente di poca fede?” (Matteo 6:25:30)

 

3) I FIORI A FORMA UMANA

 

Molto “creazionisti” sono i fiori a forma umana….

Non derivano da niente, se non dalla mente creatrice di Dio!

Tutti gli evoluzionisti dovrebbero vergognarsi di esserlo, per il solo fatto di non credere ad un Dio Creatore, al quale dovranno un giorno rendere conto. L’Evangelo li condanna senza pietà, perché ogni uomo è illuminato dalla vera luce, ma non se ne cura e né ci fa caso (Giovanni 1:9)

“Infatti le sue qualità invisibili, la sua eterna potenza e divinità, si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo essendo percepite per mezzo delle opere sue; perciò essi sono inescusabili, perché, pur avendo conosciuto Dio, non l'hanno glorificato come Dio, né l'hanno ringraziato; ma si son dati a vani ragionamenti e il loro cuore privo d'intelligenza si è ottenebrato. Benché si dichiarino sapienti, son diventati stolti.” (Romani 1:20:23)

La PSYCOTRIA VIRIDIS è una pianta allucinogena usata dagli sciamani per prendere lo sballo. Ha la forma delle labbra di donna con un bel rossetto rosso sgargiante. Chi la bacia perde i sensi, proprio come con una donna! Ahahaha! Provoca dolori forti allo stomaco! La pianta produce effetti psichedelici deleteri, tipici dell’LSD o dei funghi psilocibina.

A parte questo, rimane la forma antropomorfa di tale fiore,  come una dimostrazione ulteriore dell’esistenza di un Creatore di tutte le cose, dei cieli e della terra, come dice il Padre Nostro che dà a Dio, nostro Padre Gesù Cristo, il titolo di “Dio celeste”! L’Evangelo di Matteo (6:9-10) dice: “Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà come in cielo anche sulla terra…” (traduzione letterale dal greco)

Questo è il Dio che è morto sulla croce e che è risorto, per dare a chi lo vuole, la vita eterna con Lui, in sempiterno. Amen

 

La comune e diffusissima pansé o VIOLA DEL PENSIERO è uno straordinario e bellissimo fiore apprezzato da tutti i giardinieri. Alcune varietà sembrano tante caricature di faccette che ti guardano e ti dicono: “Conosci il Creatore? Noi siamo le sue amichette!”

Eppure è una cosa molto strana ed anche molto dolorosa: agli atei e agli evoluzionisti, gli puoi sbattere in faccia l’evidenza, non crederanno mai.

Loro amano sé stessi, la “dea ragione” degli illuministi o il dio teosofico dei massoni, ma non il Dio delle Grazia!

In genere, nel linguaggio dei fiori, la viola si usa riferirla al pensiero della donna amata, ma sarebbe più giusto riferirla al pensiero di Dio!

Conosci Dio?

Vuoi conoscerlo? Leggi la Bibbia!

Vuoi un contatto col Dio Vivente?

Conosci Gesù Cristo? “Tutto quel che Dio ha creato è buono; e nulla è da riprovare, se usato con rendimento di grazie…  Ma schiva le favole profane e da vecchie; esèrcitati invece alla pietà;…Certa è questa parola, e degna d'esser pienamente accettata. Poiché per questo noi fatichiamo e lottiamo: perché abbiamo posto la nostra speranza nell'Iddio Vivente, che è il Salvatore di tutti gli uomini, principalmente dei credenti.” (I Timoteo 4:4-10)

 

L’orchidea DELLE BALLERINE DANZANTI produce un fiore antropomorfo, molto singolare.

Sembra di vedere una ballerina che danza sulle punte, mentre suona la dolce musica della Morte del cigno di Ciajkovskij…

L'oncidium è un'orchidea dalla straordinaria bellezza dovuta alla grande quantità e alla lunga durata dei fiori disposti a grappoli, con screziature di diversi colori. Gli oncidium sono orchidee epifite e terricole, originarie delle zone tropicali dell'America centrale e meridionale dove vivono a diverse altitudini (dal livello del mare ai 3000 m).

Dio si è divertito a disegnare la siluette, la sagoma di belle ragazze danzanti, come un artista impressionista o futurista.

Sembra di vedere opere di De Chirico o di Salvator Dalì, solo che loro le hanno fatte inanimate, mentre Dio le ha fatte “vive e vegete”!

Gli evoluzionisti atei parlano di “madre natura”, che fa scherzi bizzarri, ma la verità è che “madre natura” non esiste!

E’ un modo per non dire… Dio!

Lui è l’autore e non ha fatto scherzi bizzarri, ma capolavori di ingegneria genetica, per dimostrare che solo Lui è capace, solo Lui è il Creatore, solo Lui è il punto di riferimento in cielo, in terra e nell’universo intero.

Sta scritto nel primo capitolo dell’epistola agli Ebrei: “Dio, dopo aver in molte volte e in molte maniere parlato anticamente ai padri per mezzo dei profeti, in questi ultimi giorni ha parlato a noi mediante il suo Figliuolo, ch'Egli ha costituito erede di tutte le cose, mediante il quale pure ha creato i mondi; il quale, essendo lo splendore della sua gloria e l'impronta della sua essenza e sostenendo tutte le cose con la parola della sua potenza, quand'ebbe fatta la purificazione dei peccati, si pose a sedere alla destra della maestà  nei luoghi altissimi… E ancora: Tu, Signore, nel principio, fondasti la terra, e i cieli sono opera delle tue mani.”

Nel secondo capitolo della stessa epistola poi aggiunge: “Perciò bisogna che ci atteniamo sempre più alle cose udite, che talora non siamo portati via lontani da esse. Perché, se la parola pronunziata per mezzo d'angeli si dimostrò ferma, e ogni trasgressione e disubbidienza ricevette una giusta retribuzione, come scamperemo noi se trascuriamo una così grande salvezza? La quale, dopo essere prima stata annunziata dal Signore, ci è stata confermata da quelli che l'avevano udita,

mentre Dio stesso aggiungeva la sua testimonianza alla loro, con dei segni e dei prodigi, con opere potenti e svariate, e con doni dello Spirito Santo distribuiti secondo la sua volontà.”

Anche un semplice fiore può diventare un segno dal cielo, per spingere l’uomo a credere e ad accettare il piano salvifico di Gesù Cristo, mediante la sua morte vicaria e la sua resurrezione anticipataria di tutti i credenti in Lui.

Dio ha lasciato la sua firma nelle sue opere, mettendo la sua impronta di potenza, bellezza e incredibile singolarità!

 

Ho coltivato, seminato ed ammirato da una vita le BOCCHE DI LEONE e non mi ero mai accorto dei contenitori dei suoi semi: teschi umani, da far invidia anche ai pirati dalla bandiera nera sulle loro navi!

Questa pianta è molto diffusa in Italia, resistendo a temperature di alcuni gradi al di sotto dello zero, ma solitamente viene coltivata come annuale in quanto si sviluppa velocemente, ma ha vita breve.

Il fusto è carnoso, lignificato alla base, e può raggiungere anche i 100-120 cm di altezza.

La particolarità di questa pianta sta senz'altro nei fiori, parzialmente tubolari, con due labelli, che si aprono premendo il fiore ai lati, ricordando la bocca di un leone o di un drago, sbocciano su lunghe spighe.

I fiori lasciano il posto a baccelli legnosi, dalla forma di teschi umani, che contengono numerosi semi fertili.

In genere le piante vengono tolte prima che si raccolgano i semi e pochi si accorgono della particolarità dei loro contenitori…

            Dio è il dio della vita e della morte!

            Lui dà vita in esuberanza dando colore e bellezza, gioia ed amore, ma anche giudizio e morte.

Una stessa pianta offre due visioni contrastanti: la vita e la morte.

Come il fiume Giordano in Israele che ha due laghi: uno pescoso (il lago di Tiberiade) ed uno completamente morto (il mar Morto).

E’ l’unico fiume al mondo con queste caratteristiche. Questa è l’offerta di Dio: la vita e la morte vengono dalla stessa acqua.

Similmente il fiore della BOCCA DI LEONE, ha la vita di un fiore carnoso, colorato e profumatissimo e poi offre lo spettacolo della caducità della morte. Ma non è questa, tutta la filosofia della vita umana?

Anche l’annuncio dell’Evangelo è la predicazione che porta alla vita per coloro che credono e alla morte per coloro che rifiutano: “Noi siamo infatti davanti a Dio il profumo di Cristo fra quelli che sono sulla via della salvezza e fra quelli che sono sulla via della perdizione; per questi, un odore di morte, che conduce a morte; per quelli, un odore di vita, che conduce a vita. E chi è sufficiente a queste cose? Noi non siamo infatti come quei molti che falsificano la parola di Dio; ma parliamo mossi da sincerità, da parte di Dio, in presenza di Dio, in Cristo.” (II Corinzi 2:15-17)

            La creazione di questo fiore non è casuale da parte di Dio, perché si presta anche ad un altro discorso, ancora più profondo e singolare. Gesù è il “Leone di Giuda”, e sulla croce la morte trionfa su di Lui, in tutta la sua crudezza ed atrocità.

            Ma nella sua morte, c’è il seme della Sua resurrezione ed anche di tutti i credenti che sperano e credono il Lui: “Ricòrdati di Gesù Cristo, risorto dai morti, della stirpe di Davide, secondo il mio Evangelo, per il quale io soffro fino ad essere incatenato come un malfattore; ma la parola di Dio non è incatenata. Ecco perché sopporto ogni cosa per amor degli eletti, affinché anch'essi conseguano la salvezza che è in Cristo Gesù, insieme alla gloria eterna. Certa è quest'affermazione: se siamo morti con lui, con lui anche vivremo.” (II Timoteo 2:8-11)

            Questo è quanto questo fiore suggerisce ad un credente cristiano, “nato di nuovo spiritualmente”. Adesso vedete se nel mondo qualche botanico vi possa fare lo stesso discorso!

            Per il Signore, nulla è casuale e banale.

Se il Creatore si è scomodato per darci il senso delle cose di Dio, tramite un semplice ma meraviglioso fiore, vuol dire che Lui ci tiene a farci capire qualcosa di importante!

Non rimane che ringraziarlo anche per questo!

 

Una pianta antropomorfa è la BARRINGTONIA RACEMOSA, che si presenta come una bellissima capigliatura di donna all’ultima moda.

Conosciuta anche col nome inglese “powderpuff tree”, originaria dell’Asia orientale, di Okinawa ed ultimamente anche dell’Africa, appartiene alla famiglia delle lecythidaceae.

Non deriva da nessun’altra pianta, quindi è opera creativa di Dio.

            Nell’Evangelo troviamo qualche riferimento molto interessante, che dovrebbe suscitare una grande fede in chi ci crede: “Considerate i gigli, come crescono; non faticano e non filano; eppure io vi dico che Salomone stesso, con tutta la sua gloria, non fu vestito come uno di loro. Ora se Dio riveste così l'erba che oggi è nel campo e domani è gettata nel rogo, quanto più vestirà voi, o gente di poca fede? Anche voi non cercate che mangerete e che berrete, e non ne state in sospeso; poiché tutte queste cose son le genti del mondo che le ricercano; ma il Padre vostro sa che ne avete bisogno. Cercate piuttosto il suo regno, e queste cose vi saranno sopraggiunte. Non temere, o piccol gregge; poiché al Padre vostro è piaciuto di darvi il regno.” (Luca12:27-32)

            Gente di poca fede! Collegate i fiori al Dio che li ha creati, al Suo amore per voi e al Regno che vi vuole dare in Cristo Gesù!

 

 

4) ORIGINE DELLE PIANTE GRASSE

Questo è un argomento quasi completamente ignorato dagli evoluzionisti.

Non esistono studi scientifici.

Tali piante non si prestano a nessuna speculazione evoluzionistica: esistono e basta!

Esistono circa diecimila specie di piante grasse, succulente, diverse per dimensioni e morfologia: dai tipici cactus a forma sferica, all’agave gigante che produce il fiore più grande del mondo, dai fichi d'india che producono dolcissimi frutti, agli altissimi saguari dalla crescita lenta, che crescono solitari nei deserti dell'America settentrionale e centrale.

            Le classificazioni in famiglie ci aiutano ad orientarci: Kalanchoe, Haworthia, Echinomastus Macdowellii, Echeveria ,Crassula, Aloe. Agave, Lithops, Pietre vive.

            Da dove provengono, come si sono differenziate?

            Nei documentari, è facile sentir parlare di una certa “madre natura”, come di un non identificato personaggio, tra il mitologico e l’extra-terrestre!

            Non piace fare riferimento a Dio, il Creatore, il Signore, Gesù Cristo e Spirito Santo!

            Ciò comporterebbe poi dover ammettere che “Nessuno è salito in cielo, se non colui che è disceso dal cielo: il Figliuol dell'uomo che è nel cielo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che il Figliuol dell'uomo sia innalzato, affinché chiunque crede in Lui abbia vita eterna.” (Giovanni 3:13-15)

            La scienza non deve portare a Dio, ma eventualmente a negarlo, perché Dio comporta la responsabilità di un rapporto morale con Lui e la scienza non vuole limiti o discorsi moralistici.

            Clonare la pecora Dolly ha scatenato tante perplessità e nuovi scenari per nuove possibilità.

            Nessuno scienziato però ha parlato delle continue e sconvolgenti sofferenze di tale pecora!

            Ciò ha fermato la clonazione umana!

            Esistono dei limiti, oltre i quali si arriva alla reazione di Dio, come avvenne in occasione della “torre di Babele”!

            Dio esiste, anche se la scienza non lo potrà dimostrare mai!

            Un proverbio dice di non svegliare il cane che dorme: potrebbe azzannarti!

            Dio esiste e la Bibbia, la Sua Parola Scritta offre tanti moniti e spunti per suscitare nel lettore tutta una gamma di sentimenti che vanno dal rispetto, all’ubbidienza, al timore, alla paura e infine al terrore e alla disperazione:

            Conviene allora mantenersi nell’unico binario costituito dall’amore e dall’ammirazione, fatta di lode e gratitudine: è meglio!

            Il Creatore non è un personaggio fantastico, ma Colui che ha creato cose fantastiche!

            Le piante grasse ne sono le prove talmente evidenti che bisogna essere ciechi per non vederle!

            Diamo un’occhiata sfuggente all' ALOE POLYPHYLLA, che è una cactacea che ha foglie seghettate, di color grigio-verde, che formano una spirale perfetta, che può seguire il senso orario o antiorario.

            Il suo sviluppo segue calcoli matematici complicatissimi, secondo una geometria “frattale”, cioè all’infinito!

            Dobbiamo scomodare il matematico italiano Leonardo Fibonacci per studiare la cosiddetta “successione aurea”, dove ogni numero è la somma dei primi due presedenti, per capire l’andamento alla crescita infinita, come per le chiocciole.

            Dio è un “matematico”. La Bibbia ha una filigrana “matematica” (LA MATEMATICA DI DIO, Vertigo Editrice).

Per Lui, logaritmi, algoritmi, numeri infiniti come il pi greco, ecc. sono la sua specialità.

            Le piante di tutte le razze e specie, contengono gocce… di sapienza divina.

            Per dare un esempio di matematica “frattale” riportiamo un disegno geometrico classico, che ritroviamo poi in natura, in tanti animali e piante.

            Tale andamento lo ritroviamo nella morfologia delle piante e degli animali e nell’andamento della loro crescita.

            Le piante grasse sono palesemente opera creatrice di Dio, a meno che non vogliamo farle derivare dalle piante “magre”, non dotate di sistemi di impermeabilizzazione per l’immagazzinamento dell’acqua necessaria per sopravvivere in ambienti desertici o aridi.

            La scienza sta brancolando nel buio, perché non sa spiegare la funzionalità delle spine e la loro comparsa in tali piante. Si suppone che siano un mezzo per tener lontani gli animali dall’acqua in esse contenuta. Ridicolo.

            La mancanza, o quasi, di stomi sulla superficie delle piante grasse potrebbe far pensare che tali piante, a furia di tenere la bocca chiusa per non traspirare , l’abbiano poi persa! Scherzi a parte, le spine non sono la trasformazione delle foglie, perché molte specie hanno entrambe, come le rose!

            Dio le ha create così! Avrà avuto i suoi motivi!

 

            Assolutamente straordinarie sono le piante a forma di pietra. le LITHOPS, dal greco lithos-pietra e opsis-aspetto, note come pietre o sassi viventi. La loro curiosa caratteristica è che la parte aerea delle lithops è composta da una o due parti, che presentano la parte superiore piatta e larga.

Insieme, danno vita ad una sorta di cono rovesciato dalle striature che ricordano in tutto e per tutto le pietre.

Le lithops appartengono alla famiglia delle Aizoaceae e sono originarie delle zone desertiche dell'Africa del Sud.

            Non derivano da nessuna altra pianta, a meno che non vogliamo immaginare che qualche pianta grassa abbia voluto prendere l’aspetto di pietra, per camuffarsi in mezzo ad un terreno ghiaioso! La fantasia è una qualità che abbonda fra gli evoluzionisti, pur di negare la maestà creatrice di Dio!

            Dio esiste e le lithops ne sono la prova inequivocabile!

            Gli appassionati di piante grasse, sono ammiratori di tali piante, perché le considerano come l’attrazione più curiosa del loro campionario.

            I fiori sono gialli o bianchi con un bocciolo al centro per la riproduzione dei semi.

            Dio non manca mai di stupirci anche con i fiori, dato che le piante grasse in generale ne producono di bellissimi.

            Nel Nuovo Testamento troviamo un monito che ogni uomo dovrebbe meditare prima e dopo i pasti: “il sole sorge con il suo calore ardente e fa seccare l'erba, e il suo fiore cade e la sua bella apparenza svanisce; anche il ricco appassirà cosí nelle sue imprese. Beato l'uomo che sopporta la prova; perché, dopo averla superata, riceverà la corona della vita, che il Signore ha promessa a quelli che lo amano.” (Giacomo 1:11-12)

            Anche ben chiaro e amabilmente istruttivo è il discorso che l’apostolo Pietro scrive nella sua prima lettera: “Perciò, avendo cinti i fianchi della vostra mente, e stando sobri, abbiate piena speranza nella grazia che vi sarà recata nella rivelazione di Gesù Cristo; e, come figliuoli d'ubbidienza, non vi conformate alle concupiscenze del tempo passato quando eravate nell'ignoranza… E se invocate come Padre Colui che senza riguardi personali giudica secondo l'opera di ciascuno, conducetevi con timore durante il tempo del vostro pellegrinaggio; sapendo che … siete stati riscattati col prezioso sangue di Cristo, come d'agnello senza difetto né macchia … siete stati rigenerati non da seme corruttibile, ma incorruttibile, mediante la parola di Dio vivente e permanente. Poiché Ogni carne è com'erba, e ogni sua gloria come il fior dell'erba. L'erba si secca, e il fiore cade; ma la parola del Signore permane in eterno. E questa è la Parola della Buona Novella che vi è stata annunziata. (1 Pietro 1: 13-25)

            Questa è la “buona notizia” (in greco evàngelion): Gesù Cristo ci ama e ci fa nascere di nuovo spiritualmente (“Nuova Nascita Spirituale”, Vertigo Editrice), se glielo chiediamo, per farci essere splendenti e meravigliosi, come i fiori, anzi di più!

 

5) UNICITà DELLA CREAZIONE DEI FIORI

Questo è il meraviglioso regalo di Dio: tutti fiori colorati!

Ci sono anche colori non visibili con l’occhio umano, ma visibili dagli animali che vedono l’infra-rosso o l’ultra-violetto!

Tutti fiori diversi l'uno dall'altro, con profumi diversi gli uni dagli altri.

Dio non ha badato a spese: milioni di forme e di colori! Come per la loro riproduzione: milioni, anzi miliardi di pollini, per fecondare pochi fiori…

Il riferimento a Dio, ci ricorda quello che sta scritto nella Sua Parola: “io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, fu vestito come uno di loro-” (Matteo 6:28-31)

Le piante ci invitano ad abbracciare la fede in Gesù Cristo e ad abbandonarci con fiducia nella Sua Divina Provvidenza.

Il “Dio con noi”, Gesù Cristo, l’Emmanuel, sta in fondo ad ogni tunnel della nostra vita e ci invita ad avere pensieri positivi e non di scoraggiamento o di paura.

Sembra strano, ma stare a contatto con la natura e il Suo Creatore, mette in fuga ogni pensiero di suicidio, di malvagità e di negatività in generale.

            Coltivare l’hobby del giardinaggio è la migliore medicina per l’anima, dopo la preghiera!

            Inoltre i colorati fiori ingentiliscono il cuore, come la musica.

            Andare al mercato e mettere nella borsa della spesa, oltre alle patate, al pane o ad altra roba anche un fiore, è sintomo di uno spirito “nobile”, che ingentilisce la casa e anche la tavola.

            I fiori sono associati ai sentimenti ed esprimono un vero “linguaggio”, che li rivela.

            Conosciuto fin dall’antichità. il linguaggio dei fiori ebbe grande successo nell’Ottocento, quando si diffuse l’idea di poter comunicare, per rivelare i propri stati d’animo, amore con le rose e i garofani, fedeltà con le viole, dignità ed eleganza con le dalie, simpatia con le margherite, purezza con i gigli, castità con i fiori d’arancio, la gloria con l’alloro, sincerità con la gardenia, ecc.

(https://it.wikipedia.org/wiki/Linguaggio_dei_fiori)

            Ci sono fiori con la coda, come il nasturzio, e fiori con la lana, tipo stella alpina, altri con le spine e altri solo con cinque petali e chi con tanti petali, rampicanti sinistrorsi, come la wisteria sinensis, e chi destrorsi, come la wisteria floribunda, ecc.

            La fantasia del Sommo Artista non ha avuto confini e neppure limiti.

Per concludere propongo il fiore che deriva dalla croce di Cristo e dal Suo Sangue…

Ma dai, non scherziamo!

Si tratta di un fiore creato appositamente dal Dio Creatore che ha voluto essere questa volta veramente “esplicito”!

Si tratta di una varietà di helianthus, scoperto da poco nella Nuova Zelanda. Il suo nome è “SANGUE DI GESù sulla croce”!!!

Sembra addirittura che fiorisca solo durante il periodo di… Pasqua!

Sarei curioso di sapere che ne potrebbero pensare gli atei o gli evoluzionisti, o i credenti islamici o quelli di altre religioni.

La croce è centrale, perfetta ed inequivocabile! Ha perfino il chiodo all’incrocio dei pali!

A questo punto chi non vuol capire, non capirà mai.

Ormai si va per “partito preso”, cioè per preconcetti, per atti di fede!

Chi nega Dio, lo negherà sempre, salvo grandi ed eclatanti crisi di coscienza.

La verità è che la sua eterna potenza e divinità, si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo, quando le si intende attraverso le sue opere; perciò essi sono inescusabili, perché, pur avendo conosciuto Dio, non l'hanno glorificato come Dio, né l'hanno ringraziato; ma si sono dati a vani ragionamenti e il loro cuore senza intelligenza si è ottenebrato.

Dicendosi sapienti, sono diventati stolti…” (Romani 1:20-22)

Questo è il muto linguaggio della creazione che osanna il Suo Creatore. Anche il re Davide, scrisse i salmi, ma non li scrisse veramente lui, ma gli furono dettati da Dio: in pratica Dio loda Sé Stesso, mettendo la lode in bocca a Davide. Dio se lo può permettere!

Ogni giorno il credente cristiano viene affascinato e stupito dalle meraviglie della natura e ne ricava messaggi di pace e d’amore.

Il Dio Invisibile, che non può essere rappresentato da alcuna immagine, si rivela attraverso le sue opere. L’ordine e la bellezza riflettono la Sua infinita saggezza, la Sua potenza, la Sua bontà.

Ogni Sua opera testimonia delle Sue cure verso l’umanità e non si aspetta di certo opposizioni, rifiuti o disconoscimenti della Sua Persona!

Sarà facile capire i motivi della Sua ira, nel giorno del giudizio! (Apocalisse 6:16.17)

 


Cap. 23 LE PIANTE DI DIO

           

Dio ha “sfornato” e continua a “sfornare” piante che stupiscono per la loro singolarità, escludendo categoricamente qualunque discorso evoluzionistico!

            L’opera creatrice di Dio non si è mai fermata: ogni tanto qualcuno “scopre” qualche pianta nuova, in qualche posto recondito. Nessuno si chiede la provenienza e nessuno sa come, quando, dove e perché è stata creata!

            Dio ha creato piante “uniche”, sulla cui origine l’evoluzionismo non ha la più pallida idea fantascientifica, a meno che non faccia ricorso a qualche provenienza aliena, cosa assolutamente impossibile, se non semplicemente ridicola!

            Gesù Cristo. il Signore, Dio e Salvatore è indicato come il Co-Creatore, col Padre e lo Spirito Santo, nell’Evangelo di Giovanni e nessuna delle cose fatte, è stata fatta senza di Lui. (Giovanni 1::3)

 

 

 

Prendiamo ad esempio la “caladium bicolor”, dalle grandi foglie bianche con venature verdi, denominata anche “Cuore di Gesù”, per la loro forma a cuore, oppure “ali d’angelo” per la loro bellezza.

È originaria del Sud America e non è frutto di evoluzione. L’Artista è Dio!

Qualcuno ha qualche altra soluzione?

La scienza può dire qualcosa di diverso?

 

 

 

 

 

 

Un altro esempio di creatività divina la possiamo trovare con la “diphylleia grayi”, detta anche “fiore scheletro”: ha petali bianchi che diventano traslucidi con la pioggia. Quando sono asciutti, tornano al bianco.

Può qualcuno spiegare come ciò sia stato possibile ottenerlo da un essere vivente?

 

 

 

 

Ci sono “piante uniche” che, come tutte le altre assai comuni, non hanno nulla a che vedere con l’evoluzionismo.

Nessun fiore è mai derivato da un altro fiore.

Basti vedere le immagini offerte dai motori di ricerca (Yahoo o Google) per farsi un’idea di come lavora Dio Creatore: lanterne cinesi con tanto di palla rossa al suo interno, piante cattura insetti, piante grasse “succulente” a forma di rosa, piante a spazzola di capelli, piante pappagallo giallo, piante mostruose, piante a fuochi d’artificio o a scopettine rosse, piante a sassofono, a campanello, piante di tanti generi e SPECIE.

Qualcuno sa immaginare come tali piante si siano “evolute”?

Qualcuno può parlare di anello mancante per qualche ipotetico “salto di specie”?

La pianta grassa diventa magra o viceversa?

La pianta verde diventa bianca o rossa o gialla per volontà sua o di qualche altro soggetto?

Una “onesta” classificazione può essere fatta in base a specifiche caratteristiche, ma senza fare collegamenti di derivazione: esempio dalla muffa all’orchidea, dai funghi o licheni alla rosa, ecc.!

Non esiste e non è fattibile alcun albero genealogico!

Si parla di famiglie, ma non sono famiglie: non c’è nessun collegamento fra la famiglia delle leguminose con quella delle cucurbitacee, o fra quella delle rosacee con quella delle liliacee, e via di seguito!

Si può solo osservare l’opera creatrice di Dio e provare a discriminare le piante da bulbo, da quelle da fiore, da foglia o da frutto.

Ogni contadino del mondo, in qualsiasi latitudine o longitudine e di qualsiasi epoca passata, presente e futura, ringrazia Dio per la varietà dei prodotti e per l’abbondanza del raccolto: che altro può fare l’uomo?

Che dire poi delle piante “geneticamente modificate”?

Gli esperimenti di laboratorio si susseguono a ritmo sfrenato e senza alcuna morale, ma mai si potrà pensare di “creare” qualche pianta dal nulla.

Nessuno è mai riuscito a creare neppure un filo d’erba!

E’ come dire che si può fare la plastica facciale ad un uomo che la faccia già ce l’ha o ce l’aveva, ma non si può pensare di creare una faccia, senza prima avere un uomo.

Qualsiasi modificazione fatta al DNA di una pianta, non produrrà mai una pianta di un’altra specie, ma sempre e solamente quella specie con funzioni modificate: maggiore resistenza agli elementi patogeni (le malattie), o diversa reattività agli ambienti e agli sviluppi.

Un conto è essere Dio che crea e un altro conto essere l’uomo che modifica!

Dio ha creato prima la gallina, che poi ha fatto l’uovo, con cui l’uomo ha fatto la frittata!

 


Cap. 24 ORIGINE DEI FUNGHI

 

Sull’origine dei funghi, la scienza brancola nel buio, cioè non ha risposte, ma solo supposizioni fantastiche.

Si sa tutto su di loro, ma non si sa nulla da dove provengono, chi li ha creati, quando sono apparsi in una miriade di varietà o come si sono “evoluti”.

Esistono classificazioni valide, ma non esiste alcuna teoria “evolutiva”. Qui Darwin fa un grande e fragoroso “silenzio”!

Persino la loro classificazione è complessa e soggetta a continue revisioni.

Niente. I funghi sono stati creati da Dio e basta.

Qualcuno dall’Alto si è divertito a crearli, con una fantasia veramente strabiliante, per perfezione e per funzionalità.

Colui che ha creato i cieli e la Terra, le piante e gli animali e ogni cosa presente nell’universo, ha creato l’uomo, evidenziando il suo sistema riproduttivo e giocandoci sopra, con molto senso dello humor!

Infatti è inutile che ci nascondiamo o facciamo i falsi pudichi: i funghi rassomigliano al sistema riproduttivo maschile (fallo) e femminile (vagina)!

Gli antichi si trovarono di fronte ad una grottesca presenza vegetale e la chiamarono “Phallus impudicus”. Si tratta di un fungo riproducente l’apparato genitale maschile, in maniera molto dettagliata.

Il suo nome latino infatti significa “fallo spudorato, senza pudore”.

Ma la cosa non finisce qua e la complessità rasenta lo stupore, perché alla maturazione il cappuccio diventa appiccicoso con un rivestimento verde viscido che attira le mosche che disperdono le sue spore.

La sua superficie è coperta da camere e pozzi e sulla punta è presente una perforazione con un bordo bianco. 

Infine dalla testa scende un velo, a forma di "reticolato", simile a una gonna, chiamata indusium, come un… preservativo!

Si tratta di un velo bianco o giallastro o colorato, di pizzo, che pende sotto il cappuccio.

La cosa strana è che sembra un ricamo di pizzo o di tombolo, con i buchi a volte regolari o di forma esagonale, tipico degli alveari…

            Il “fallo multicolore” è presente in Australia, Guam, Sumatra, Giava, Borneo, Papua Nuova Guinea, Zaire e Tobago, Hawaii e Nuova Caledonia ed è generalmente più piccolo.

Se pensiamo alla complessità degli organi riproduttivi dell’uomo e della donna, possiamo capire Chi è il nostro Creatore: uno “scienziato” dalla cultura infinita, capace di racchiudere in essi tutta la complessità della loro vitalità funzionale.

Solo recentemente si è scoperto che dall’analisi della semplice orina, si possono trovare tutti gli elementi per vedere la salute, non solo dei reni, ma di tutti gli altri organi!

L’analisi dell’orina cioè, basterebbe da sola, per sapere tutto di una persona, senza più aver bisogno di altre analisi, per esempio del sangue, tac, raggi x, ecc.

Tale complessità rappresenta bene la sapienza divina, che ha voluto creare qualcosa di veramente “intimo”, che è il superlativo assoluto di “interno”.

La parte intima dell’uomo e della donna nasconde tutta la capacità procreativa della specie, e giustamente viene salvaguardata come qualcosa di talmente personale, da non poter essere mostrata, se non alle persone più “intime”.

La nudità non è una cosa da poco e in tutte le culture antiche e moderne è sempre stata un tabù, inerente al bisogno di salvaguardare la dignità del proprio corpo e… della propria anima.

L’intimità fa parte della cultura di tutte le genti e persino Adamo ed Eva se la coprirono con una foglia di fico, come se volessero nascondere il gesto di ribellione poc’anzi compiuto.

Intimità e sentimenti sono legati a doppio filo: la psicologia potrebbe dare un’infinità di esempi e di risposte.

Tornando ai funghi, essi sono organismi “eterotrofi”, perché prendono nutrimento dalle altre piante e si nutrono per assorbimento, attraverso le “micorrize”, corte radici “succhiatrici”.

            I funghi non hanno vitamine, ma tante fibre, utili per il drenaggio del corpo.

Un intreccio di filamenti detti “ife”, tuboli in cui scorre il protoplasma, costituisce la radice, chiamata “micelio” attaccato al tronco fungino, chiamato “tallo”.

Poiché hanno una parete rigida, i funghi si nutrono per assorbimento, secernendo all'esterno enzimi digestivi e assorbendo le sostanze nutritive che vengono così liberate. Le ife si estendono per una grande superficie coprendo così una vasta area di assorbimento.

I funghi vivono in ambienti umidi del sottobosco e sono, insieme ai batteri, importanti decompositori; infatti la maggior parte dei funghi è saprofita, perché si nutre cioè di materia organica in decomposizione e molti sono parassiti.

La diffusione dei funghi avviene per la diffusione microscopiche “spore”, che formano una finissima polvere scura facilmente dispersa dal vento.

            Una utile e completa classificazione dei funghi prevede cinque principali gruppi: zigomiceti; ascomiceti; basidiomiceti; funghi imperfetti o deutero miceti; oomiceti. 

1) Gli zigomiceti formano spore sessuali, dette zigospore, per unione di due ife aploidi. Comprendono il fungo coprofilo (che ha cioè il suo habitat nelle feci) Pilobolus e la muffa nera del pane Rhizopus .

2) Negli ascomiceti le spore sono disposte in strutture a sacco, dette aschi, che si aggregano a formare corpi fruttiferi complessi, l'ascocarpo. Gli ascocarpi possono avere forme diverse, sulle quali si basa la sistematica della divisione. I più primitivi sono i cleistoteci, sferici; il peritecio ha invece forma a fiasco aperto; più evoluta sarebbe la forma ad apotecio, simile a una scodella aperta.

Gli ascomiceti possono riprodursi sessualmente con la produzione, in seguito a meiosi, di ascospore, o asessualmente con la produzione di conidi, speciali spore portate all'estremità di ife. Durante i periodi sfavorevoli gli ascomiceti possono produrre anche spore durature (clamidiospore), con pareti spesse e ricche di sostanze di riserva.

Gli ascomiceti comprendono molte muffe che si sviluppano sui cibi avariati o sui vegetali e il ricercato tartufo, che cresce completamente sotto terra. Ascomiceti unicellulari sono i lieviti, microrganismi capaci di fermentazione alcolica: i Saccharomycetes,  in scarsità di ossigeno trasformano gli zuccheri in alcool, e questo processo è sfruttato per la produzione del pane, della birra, del vino. 

3) Nei basidiomiceti le spore sono contenute in strutture a forma di clava, i basidi, portate spesso su sottili filamenti detti sterigmi. Il corpo fruttifero ha per lo più la tipica forma a cappello sorretto da un gambo. Sulla parte inferiore del cappello i basidi e le ife sterili formano uno strato continuo, o imenio, che riveste dei tubuli o delle lamelle. Alcuni basidiomiceti hanno corpo fruttifero crostoso e a mensola (come i funghi che crescono sui tronchi degli alberi); altri, considerati i meno dotati, non hanno corpo fruttifero e sono per lo più parassiti delle piante.

I basidiomiceti sono considerati i funghi maggiori: nel loro ciclo di sviluppo domina la generazione diploide. Comprendono il maggior numero dei funghi conosciuti, con specie commestibili, velenose e parassite.

4) I funghi imperfetti comprendono specie diverse, che apparentemente mancano di riproduzione sessuale. Tra queste ricordiamo Penicillium , da cui si ottiene la penicillina, alcune specie responsabili di malattie (micosi) come la tricofitosi e il piede d'atleta e alcuni funghi predatori dei vermi nematodi.

5) Gli oomiceti hanno pareti cellulari che spesso contengono cellulosa invece di chitina. Nella riproduzione sessuale producono grandi cellule uovo, in quella asessuale producono, unici tra i funghi, zoospore mobili nell'acqua. Comprendono molti funghi responsabili di malattie delle piante come la peronospora della vite e della patata e le muffe d'acqua che vivono nel terreno umido o nell'acqua.

            A questo punto potremmo dire, come Dio disse a Giobbe: “Io ti farò delle domande e tu insegnami! Dov’eri tu, quand’io fondavo la terra? Dillo, se hai tanta intelligenza.” (Giobbe 38:3-4) e parafrasando: “Dov’eri tu, quand’io creavo i funghi?Ho chiesto consiglio a qualcuno?”

            Ed agli evoluzionisti Dio dirà: “Io ti farò delle domande e tu insegnami! Da dove pensavi che avessero origine i funghi? Dalle scimmie o dai pesci o dal brodo primordiale? Dillo, se hai tanta intelligenza!”

            Poveri scellerati! Non vorrei essere nei loro panni, quando Dio presenterà il conto!

 


Cap. 25 IL NUMERO SETTE DELLO SPIRITO SANTO NELLA CREAZIONE

Il numero sette è il numero dello Spirito Santo, lo Spirito della Verità. Tutto ciò che lo Spirito Santo fa, è Verità di Dio.

Tutto ciò che riguarda l’azione di Dio e la Persona di Dio è settuplo: è il sigillo di Dio!

Il numero sette è il sigillo di Dio, in tutto ciò che lo Spirito Santo ha fatto, fa e farà, perché tutto è opera di Dio-Spirito Santo, lo Spirito Creatore.

LO SPIRITO SANTO è SETTUPLO: “E all'angelo della chiesa di Sardi scrivi: Queste cose dice colui che ha i sette Spiriti di Dio e le sette stelle…” (Apocalisse 3:1 e 5:6)

Il candelabro ebraico a sette bracci (Menorah) rappresenta i sette Spiriti di Dio: ogni braccio ha un Nome, mentre quello centrale si chiama Spirito dell’Eterno. Gli altri si chiamano Spirito di sapienza, Spirito di intelligenza, Spirito di consiglio, Spirito di forza, Spirito di conoscenza, Spirito di timore dell’Eterno.

Non è poi un caso che il numero “binario” di 7, cioè a base 2, sia 111. Tale numero non si legge centoundici, ma Uno-Uno-Uno: Dio è Trino, cioè Una Persona nel Padre, Una Persona nel Figlio e Una Persona nello Spirito Santo.

Non è neppure un caso che anche il primo rigo della Genesi sia formato da 7 parole ebraiche, il cui valore numerico interno (le lettere sono in ebraico anche numeri) è 111.

Troviamo il numero sette in tante occasioni nel mondo e nell’universo. Dio è il più grande matematico di tutta la creazione e tutto ciò che è vita, porta la Sua speciale firma.

Dio è il Creatore e ha creato l’uomo a Sua immagine e somiglianza e con la stessa firma ha pure siglato la Sua Rivelazione: la Sacra Bibbia! Tutti i discorsi che negano tale affermazione sono falsi e pretestuosi e destinati ad essere facilmente smentiti.

Su quanto seguirà, sarà facile capire perché ci sono cose settuple e sarà anche facile imbastire un discorso sulla potenza e magnificenza di Dio nell’aver creato queste cose, che solo a Lui possono fare riferimento.

Nessuna delle cose in appresso riportate può essere frutto del caso!

Ecco allora che:

-SETTE sono i colori dell'arcobaleno, ovvero il numero di bande di frequenza in cui viene convenzionalmente suddiviso lo spettro visibile: giallo, arancione, rosso, verde, blu, indaco e violetto.

-SETTE sono gli elementi del 1º Gruppo del Sistema Periodico nella scala periodica degli elementi: idrogeno, litio, sodio, potassio, rubidio, cesio, francio.

-SETTE sono le classi di simmetria dei sistemi cristallini: cubico, esagonale, tetragonale, trigonale, rombico, monoclino e triclino.

-SETTE sono i continenti: Asia, Africa, Europa, America settentrionale, America meridionale, Antartide, Oceania.

-SETTE sono le ossa del tarso nel piede umano: calcagno, astragalo, scafoide, cuboide, tre cuneiformi.

-SETTE sono le vertebre cervicali

-SETTE sono i gangli spinali,

-SETTE sono le ghiandole endocrine,

-SETTE sono i livelli degli elettroni attorno al nucleo.

-SETTE sono le Pleiadi, le costellazioni celesti che sono espressione di questi principi eterni.

-SETTE sono anche le stelle che compongono l’Orsa Maggiore ed altrettante quelle che formano l’Orsa Minore.

-SETTE sono i giorni della settimana

-SETTE sono i mesi di 31 giorni: gennaio, marzo, maggio, luglio, agosto, ottobre, dicembre.

-SETTE la somma delle facce di un dado. Il comune dado da gioco ha le facce disposte in modo tale che la somma dei numeri delle facce opposte sia sempre 7 (Es. 1 opposto al 6, 4 opposto al 3, 5 opposto al 2).

-SETTE anni impiega il corpo umano a rinnovarsi completamente. Infatti, ogni parte del corpo elimina costantemente il materiale logorato e riceve l’apporto di nuovo materiale vivente, fino a che, dopo sette anni, l’intera struttura corporea è cambiata fino nel più piccolo particolare e praticamente diventa un nuovo corpo.

-SETTE è il numero ricorrente nel ciclo della vita:

-La femmina del topo partorisce dopo 21 giorni (3x7);

-Le uova di gallina e degli uccelli si schiudono dopo 21 giorni (7x3);

-La lepre e il coniglio hanno un ciclo di gestazione di 28 giorni (4x7);

-Le uova di anatra si aprono dopo 28 giorni (7x4);

-Le uova di struzzo dopo 56 giorni (7x8).

-La gatta partorisce in 56 giorni (8x7);

-Le cagne generano dopo 63 giorni dalla fecondazione (7x9);

-La leonessa partorisce dopo 98 giorni (14x7);

-La pecora partorisce l’agnellino dopo 147 giorni (21x7)

-Le mucche dopo 280 giorni (7x40).

-Nella donna, il ciclo mestruale che regola le funzioni dell’apparato genitale femminile si ripete normalmente ogni 28 giorni (7x4). Dopo il concepimento, inoltre, l’embrione rimane tale per 7 settimane per poi trasformarsi in feto. Il movimento del feto umano prodotto da questo apparato, è seguito da un periodo di 126 giorni (7x18). Il periodo di variabilità è di 210 giorni (7x30). Quello della gestazione si conclude in 280 giorni (7x40) o, volendo usare un’altra misura temporale, il parto avviene dopo 10 lune nuove.

 

-SETTE per sette è, in astronomia, il rapporto fra Luna e Terra, perché risulta che la Luna è circa 14 volte (7x2) volte più piccola della Terra. Circonferenza della Terra all’equatore 127.731.695,76 km (diametro 12.756) diviso la circonferenza della Luna 9.482.638,3576 è uguale a 13,47

e compie i suoi cicli in un periodo di 28 (7x4) giorni. (periodo sinodico 29g 12h 44m 2,9s)

Distanza media della Luna dalla Terra 384.400 km diviso il diametro lunare (3.475 km) è uguale a 110,61

Distanza media del SOLE dalla Terra 149.600.000 km diviso il diametro del Sole  (1.390.000 km) è uguale a 107,62

Per questo motivo, dalla Terra, il Sole appare leggermente più grande della Luna.

 

-SETTE sono gli strati INTORNO alla Terra

La terra è veramente protetta da una cortina elettromagnetica chiamata “ionosfera”: è il settimo strato della copertura della Terra.

L'Atmosfera terrestre non è un "involucro" omogeneo e per questo viene suddivisa in vari strati che presentano caratteristiche diverse. Gli strati dell'atmosfera terrestre, partendo dal suolo, sono sette:

Troposfera • Tropopausa • Stratosfera • Stratopausa • Mesosfera • Mesopausa • Termosfera • Termopausa • Esosfera • Ozonosfera • Turbopausa • Ionosfera (da Wikipedia)

Inoltre l’atmosfera terrestre è dello stesso spessore di quella degli altri pianeti che ce l’hanno, ma è TRASPARENTE. Le atmosfere “OPACHE” sono la regola: la Terra è un’eccezione.

Nonostante tutto, il suo spettro elettromagnetico protegge magnificamente da raggi e meteore.

Ci sono dunque 7 STRATI e 5 strati intermedi come un’ottava completa di pianoforte, fatta di tasti bianchi e neri.

-SETTE gli strati DENTRO la Terra.

I geologi sono concordi nell’evidenziare sette strati all’interno del pianeta Terra.


Cap. 26 LA MUSICA NELLA CREAZIONE

La musica è vibrazione, un linguaggio con cui si raccontano gli stati d’animo e si rappresentano tutti i tipi di sentimento.

Essa suscita emozioni e sensazioni, abbinando alla realtà delle immagini e dei sensi, il colore dei ricordi.

Le sue vibrazioni scavano più profondamente il solco della memoria, imprimendo nell’anima l’impronta di volontà inesprimibili.

La musica produce modificazioni del carattere, fino a giungere a forgiare nuove caratteristiche del temperamento: è per questo motivo che tutta la creazione è intessuta di sensibilità e di sensualità. Oggi si usa chiamare questo fenomeno sotto il termine di “musicoterapia”.

Le piante fremono e gioiscono, gli animali si beano dei canti e dei versi fino a riconoscerne le più infinite variazioni delle tonalità, gli esseri umani vengono rapiti da sussurri e frenesie, nella gamma infinita delle opportunità sonore.

L’impronta di Dio è riconoscibile nella complessità incalcolabile del fenomeno musicale, fino a condire di ineffabilità l’estasi mistica.

I salmi sono canti di lode al Dio Creatore e cantare a Dio è la meravigliosa opportunità offerta ai cristiani, nati di nuovo: “siate ripieni dello Spirito Santo, parlandovi con salmi ed inni e canzoni spirituali, cantando e salmeggiando col cuor vostro al Signore; rendendo del continuo grazie d'ogni cosa a Dio e Padre, nel nome del Signor nostro Gesù Cristo.” (Efesini 5:19-20)

Dentro l’essere umano è scolpita la banda cromatica dell’arcobaleno dei sentimenti, in tutte le tonalità intime, dalla dolcezza e dalla delicatezza dell’amore, all’oppressione, all’ossessione, alla mania, alla fissazione della follia.

La musica non è vita, ma la riveste dei suoi abiti più belli, o degli stracci della ribellione e della voluttà passionale.

-SETTE sono le note musicali: do (ut), re, mi, fa, sol, la, si. Nella notazione in uso nei paesi di lingua inglese e tedesca sono C, D, E, F, G, A, B (H in Germania).

-SETTE sono i toni della scala musicale e 7 i gradi della scala che producono l’armonia, 7 sono i diesis e 7 i bemolle. Sommando tutti i gradi della scala si ottiene 28 (7x3).

La Scala è l’ordinata successione delle note considerata dal basso verso l’alto.

Tra un grado e l’altro della scala ci possono essere due tipi di intervallo: Tono e Semitono.

Una scala è definita Diatonica, quando comprende cinque toni e due semitoni (tasti bianchi del pianoforte); è definita Cromatica se è formata solo da semitoni (tutti i tasti del pianoforte).

I gradi della scala hanno i seguenti nomi:

1° grado = Tonica

2° grado = Sopratonica

3° grado = Mediante, Caratteristica o Modale

4° grado = Sottodominante, Dominante inferiore o Controsensibile

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